Si susseguono in questi giorni caldi per la scuola feroci, è proprio il caso di dirlo, analisi del recente Ddl sulla scuola. Tanti i temi scottanti: le assunzioni si faranno tutte o per metà? Cosa farà e come sarà trattato chi è assunto in OF? E i docenti di ruolo sottoposti alla deriva autoritaria dei dirigenti?…

L’Anief a tal proposito attua una disamina senza pietà dei contenuti del testo normativo. Marcello Pacifico esordisce: “Il Miur non vuole ammettere la finzione sull’organico di fatto perpetrata negli ultimi quindici anni per non esporsi a risarcimenti milionari. Potrebbero ammontare a 9 miliardi i risarcimenti da restituire ai precari, a fronte dei 20 milioni stanziati per chi ha già ricorso. Ma se le assunzioni dovevano servire a ottemperare alla sentenza della Corte europea sul precariato scolastico, allora il piano del Governo fa acqua da tutte le parti, in primo luogo, perché almeno il 50% dei posti dati con contratti al termine delle attività didattiche (30 giugno) si sa essere senza titolare e per lo più affidato ai docenti precari abilitati della seconda fascia delle graduatorie d’istituto: bene, né questi posti contemplati negli organici assegnati al ruolo né tale personale sarà stabilizzato, ragion per cui ricorrerà in tribunale per essere stabilizzato denunciando l’abuso dei contratti a termine e rivendicando il diritto a essere inserito nella fascia aggiuntiva delle Gae. Sono più di 120 mila, ma il Governo è abituato ai numeri alti, come li ha visti in piazza di recente.”

Secondo problema: le assunzioni si faranno tutte o soltanto la metà? Il problema sono i tempi stretti. Secondo l’Anief infatti per individuare la metà dei posti da dare in ruolo in OF il dirigente scolastico dovrebbe, entro il 31 maggio, sentito il Collegio e il Consiglio di Istituto – quando prima era competenza del Collegio l’individuazione del POF – comunicare all’USR una stima del personale che intende assumere per realizzare i fini autorizzati dalla legge per il potenziamento dell’offerta formativa – stima che confluirà nel piano triennale da approvare entro il prossimo ottobre – e attendere l’autorizzazione del Miur che dovrebbe emanare sempre, entro il 31 maggio, i decreti con cui distribuire il numero dei posti in OF per Regione, tenuto conto anche del tasso di dispersione scolastica, al fine della creazione di quegli albi per materia e ciclo di istruzione dove inserire a domanda chi potrà essere assunto dal DS. A parte il nuovo contenzioso che si attiverà nei tribunali contro i poteri discrezionali di scelta del dirigente scolastico avverso la chiamata diretta; ma la legge non c’è, perché il testo è un disegno e non un decreto e quand’anche fosse approvato in tempi d’urgenza, il termine del 31 maggio non potrebbe essere rispettato da alcuno degli attori chiamati, ragion per cui tutto rimarrà bloccato e probabilmente si procederà soltanto alla metà delle assunzioni: 50 mila e basta, un terzo di quelle previste a settembre.

Ancora un problema: cosa farà e come sarà trattato chi è assunto in OF?

Per il Miur, dovrà essere utilizzato per il potenziamento dell’offerta formativa secondo le richieste del DS, per la copertura delle nuove supplenze annuali su posto vacante che si determinano e delle supplenze brevi inferiori a dieci giorni. In questo caso, se appartenente a un ciclo superiore sarà utilizzato in un grado inferiore e viceversa. E le supplenze fino al termine delle attività didattiche, ovvero fino al 30 giugno, si chiede l’Anief? Potranno essere affidate per il solo a. s. 2015/2016 alla prima fascia delle graduatorie d’istituto per quel personale delle Gae che non sarà assunto, in primo luogo dell’infanzia, organico non incrementato in OF. Il perché poi non si comprende, visto che il 75% delle supplenze sotto i quindici giorni, il 90% delle supplenze sotto i tre giorni proviene dalle scuole dell’infanzia e della primaria. Basterebbe abolire la legge 169 del 2008, ripristinare il maestro prevalente su moduli e il docente specialista di lingua inglese in organico di diritto, anticipando l’obbligo scolastico di un anno con classi ponte tra infanzia e primaria per risolvere il problema degli organici dell’infanzia e della primaria e migliorare il livello di apprendimento dei bambini. Ma è una soluzione troppo difficile per un partito che votò contro quella legge che, guarda caso – ma è un puro caso – cancellò 40 mila posti.

Infine un’altra follia che si profila all’orizzonte: sembrano esclusi dalle assunzioni i 7.000 idonei dell’ultimo concorso e gli idonei dei concorsi precedenti con la cancellazione delle Gm dal prossimo settembre, operazione che porterà nuovi contenziosi in tribunale visti i diritti acquisiti e il merito dimostrato. Il Miur vuole assumere tutti i 3 mila vincitori residui dell’ultimo concorso e una parte dei 140 mila docenti inseriti nelle Gae: 63.467 nella scuola media e superiore rispetto agli oltre 70 mila presenti, 37.234 nella primaria e infanzia rispetto agli oltre altri 37 mila presenti, soltanto la metà. Cosa faranno questi esclusi? Potranno prendere le supplenze dalla prima fascia della graduatoria d’istituto solo per il prossimo anno scolastico, considerato la cancellazione delle Gae e si presume delle stesse graduatorie d’istituto, eventi che porteranno a un nuovo scontato contenzioso in tribunale.

Infine drammatica appare la situazione del personale assistente tecnico e amministrativo che dal prossimo anno non potrà essere chiamato come supplente breve per via della legge 190 del 2014, né in supplenza breve sotto i dieci giorni se collaboratore scolastico; e ciò nonostante 5 mila nuovi pensionamenti per 9.682 posti vacanti e disponibili il prossimo anno scolastico al netto dei 2.020 posti tagliati in organico di diritto. Dovranno ricorrere anch’essi, disperatamente, al giudice del lavoro per ottenere la stabilizzazione mai presa in considerazione dal Governo.

Bastano queste considerazioni o no per proclamare una serie di scioperi a catena?

Silvana La Porta