Assunzioni: ecco i criteri di ripartizione dei contingenti

Assunzioni, la fetta più grande per maestri d’infanzia, docenti sostegno e Ata di Alessandro Giuliani…(da Latecnicadellascuola)

 

05/08/2011

Andranno a coprire tutti i posti vacanti. Alla primaria scatteranno tre ruoli ogni quattro cattedre libere; alle medie uno ogni due; alle superiori su cinque posti liberi di una classe di concorso ce la faranno in quattro. Il metodo varrà per tutte le Regioni: alla Lombardia il 20% del contingente. Bene anche il Lazio. Numeri più bassi al Sud, ma anche in Liguria e Friuli.

Sinora non c’è nulla di ufficiale, ma in base a ciò che trapela dai sindacati quelle che il Miur si accinge a varare saranno delle assunzioni differenziate sia per tipi di graduatorie, con 10.000 precari assunti dalle liste di attesa e sui posti vacanti all’inizio dell’a.s 2010-2011, sia per tipologia d’insegnamento: i decisori di viale Trastevere hanno spiegato che devono fare i conti con circa 10.000 sovrannumerari, i docenti di ruolo rimasti senza titolarità, concentrati nella primaria ma soprattutto in alcune classi di concorso delle superiori. Ora, se si fosse adottato il tradizionale metodo di formazione dei contingenti, con la determinazione della percentuale sulla base dei posto vacanti, per questi due livelli scolastici le assunzioni si sarebbero fatte davvero col contagocce: per evitare che accadesse questo, l’amministrazione ha escogitato un sistema “che evita di scaricare gli effetti dell’esubero – ha spiegato il leader della Cisl Scuola, Francesco Scrima – su singoli gradi di scuola o su singole aree territoriali”.

Prima di tutto verranno assunti, in modo da andare a riempire integralmente i posti vacanti, in abbondanza i docenti precari dell’infanzia e di sostegno, dove non vi sono esuberi. Per la scuola primaria, invece, si attribuiranno a ogni territorio i posti vacanti moltiplicati per 0,7: se ad esempio in una provincia vi sono 100 posti vacanti, verranno attuate 70 assunzioni.
Per quanto riguarda la scuola media l’indice di calcolo è di circa 0,5 per ogni posto libero (in pratica per far scattare un ruolo serviranno due posti vacanti); mentre per la secondaria di secondo grado l’indice da applicare è di circa 0,8 (ogni cinque posti liberi di una classe di concorso si attueranno quattro immissioni in ruolo). Mentre per il personale non docente, per il quale non risultano situazioni di esubero, le assunzioni riguarderanno sostanzialmente tutti i posti vacanti e disponibili.
Cosa accadrà a livello regionale? Prima di tutto verrà data la possibilità di coprire nella stessa percentuale le vacanze di organico esistenti. Ancora una volta sarà la Lombardia a fare man bassa di immissioni in ruolo, visto che farà sue circa il 20 per cento delle assunzioni (pari ad oltre 5.100 docenti e circa 7.500 Ata). Seguirà il Lazio, dove si prevede di assumere 3.200 docenti e 3.400 Ata. Numeri più bassi riguarderanno le altre Regioni, soprattutto quelle del Sud. Si salva la Campania, dove firmeranno il ruolo 2.600 insegnanti e 3.000 Ata. Intermedia la “dote” della Sicilia, dove la proiezione è di quasi 1.600 docenti e 2.100 amministrativi, tecnici ed ausiliari. Tra le Regioni del Nord con meno assunzioni vi sono il Friuli e la Liguria, dove si contano per ciascun territorio 1.500 ruoli complessiva tra insegnanti e Ata. Una curiosità: Emilia Romagna, Sardegna e Toscana sono le uniche Regioni dove il numero dei docenti da assumere supera quello degli Ata.

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