Le celestiali note di Bach pausate da sonorità di autori contemporanei hanno avvolto con la loro magia l’ambiente preziosamente liberty del Teatro Sangiorgi domenica 18 febbraio, per un concerto che ha avuto come protagonisti la Baroque Chamber Orchestra e  i pianisti Graziella Concas e Roberto Carnevale, diretti incisivamente dal maestro austriaco Robert Lehrbaumer…

Il Concerto in do minore BWV 1060, il Concerto in do maggiore BWV 1061 e il Concerto in do minore BWV 1062, tutti per due tastiere e archi: tre composizioni del miglior Bach, con omaggi alla musica italiana, in particolare quella vivaldiana. Ciò vale, in particolare, per il Concerto in do minore BWV 1060, che  è stato magistralmente eseguito dall’ensemble, con chiarezza espositiva e grande limpidezza e equilibrio dell’insieme, nel rispetto della  geniale originalità compositiva bachiana e dell’uso sapiente del contrappunto.

I pianoforti, suonati con grande espressività, hanno dialogato senza sosta e con grande raffinatezza tra loro e con l’intera orchestra, alimentando quasi una specie di reciproca competizione e di rilancio della materia sonora, che è poi il principio stesso del cosiddetto “concerto doppio”, in un denso intreccio di rapporti contrappuntistici. In particolare ha incantato il Concerto BWV 1061, dove i pianoforti hanno primeggiato, sottraendo spazio e importanza all’orchestra, soprattutto nel tempo centrale, Adagio ovvero Largo, una “siciliana” a quattro parti, dove l’orchestra d’archi tace.

Deliziosi anche i preludi alle tre composizioni bachiane, realizzati dai maestri Giovanni Ferrauto, Roberto Carnevale e Letizia Spampinato, che ben si sono sposati con lo stile barocco del concerto, pur viaggiando su binari moderni e sonorità inconsuete.

Grande successo, dunque, teatro tutto esaurito e un’altra bella soddisfazione, oltre che per gli artisti, anche per la Camerata Polifonica Siciliana e il Teatro Massimo bellini.

Silvana La Porta