Metti i fuochi di Sant’Agata del 17 agosto, un bell’aperitivo e dell’ottima musica barocca. E il gioco è fatto. E’ stato davvero un gradevole concerto quello organizzato dalla Camerata Polifonica Siciliana al Museo Diocesano di Catania, con il violinista Enzo Ligresti e la Baroque Chamber Orchestra, che hanno eseguito una delle più belle pagine di musica descrittiva di tutti i tempi, quelle Quattro stagioni di Antonio Vivaldi che da sempre rappresentano una partitura di intrinseca bellezza musicale…

Un concerto che ha sfidato la minaccia di pioggia e gli avversi eventi atmosferici fino a dispiegarsi leggero e soave alle orecchie del folto pubblico intervenuto, arricchito da una performance gustosa del violino solista Enzo Ligresti, che ha davvero condotto l’esecuzione non solo dal punto di vista musicale, ma anche chiosando con simpatiche spiegazioni le varie stagioni vivaldiane, come nel Largo centrale della Primavera, là dove la linea del violino solista  indica “il capraio che dorme”, i violini dell’orchestra il “mormorio di fronde e piante” e le viole “il cane che grida”, trasmettendo agli ascoltatori una sensazione di gioiosa leggerezza.

Bellissima anche l’esecuzione della Tempesta, soprattutto nel coinvolgente finale dell’Estate; Ligresti si è esibito in briose volute, dialogando sempre efficacemente con la massa orchestrale, tecnicamente briosa anch’essa. Restano nella memoria le gocce d’acqua cadenti espresse dal bel pizzicato degli archi.

Bellissimo e gradito anche il bis, con la struggente Oblivion di Astor Piazzolla, con una melodia lirica e introspettiva che ha degnamente concluso il concerto.

Grandi applausi per una performance che ha avuto il gusto di una bella lezione di accattivante musica barocca, a testimonianza che la Camerata Polifonica Siciliana, con il suo presidente Aldo Mattina e il suo direttore artistico Giovanni Ferrauto, si accampa a buon diritto come un’associazione culturale che fa della diffusione della buona musica la sua bandiera e la sua ragion d’esistere…

Silvana La Porta