Mariangela Bastico, ex viceministro della PI, interviene ancora una volta sulla questione Quota 96, facendo luce su alcuni punti ancora oscuri…

Innanzitutto la Bastico si mostra stupita dell’iter dell’emendamento: “Non posso credere che una norma discussa ed approvata nelle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio alla Camera, recepita dal Governo nel testo su cui ha messo la fiducia, venga ora modificata, dal Governo stesso, al Senato.”

Poi la Bastico sottolinea giustamente come la decisione di stralciare l’emendamento sia offensiva e lesiva dei diritti di una sola categoria di persone, i lavoratori della scuola: “Considero questa decisione estremamente negativa, un segnale di incoerenza e di ingiustificata insensibilità nel riconoscimento di un diritto, leso da un errore commesso nella legge Fornero; un errore che non riguarda nessuna altra categoria oltre al personale della scuola, che, solo, ha il vincolo di potere andare in pensione un solo giorno all’anno. Quindi la norma approvata alla Camera non può indurre “un effetto domino” rispetto ad altri lavoratori in attesa di pensione.”

Infine svela anche dei retroscena poco conosciuti ai più, ma chiari a lei che ha seguito in prima persona l’iter della vicenda: “ Nella scorsa legislatura ho seguito molto da vicino al Senato la vicenda di quota 96 e ho vissuto direttamente un vero e proprio accanimento della Ragioneria e del Ministero dell’Economia per non consentire la rimozione di questa ingiustizia: infinite discussioni sui numeri, che erano invece certi, dal momento che sia il MIUR sia il Mef che paga gli stipendi hanno numeri e dati certi sui docenti. Già due anni fa il numero di 4000 si riteneva sovrastimato, figurarsi ora, dopo due anni, nei quali alcuni hanno potuto andare in pensione ed altri hanno scelto di andarci con pesanti penalizzazioni. E anche sul conteggio dei costi dell’operazione la Ragioneria era stata molto, molto larga… ”

Insomma accanimento e insensibilità nei confronti dei Quota 96. Accanimento da parte della Ragioneria dello Stato. Il che ci spiega che l’unica logica che ormai domina l’azione politica è quella della drastica riduzione di spesa. Non è folle comunque la speranza che qualcuno possa far ancora qualcosa: “Mi auguro che, ancora in queste ore, i parlamentari che hanno seguito con tenacia ed impegno quota 96 possano fare qualche cosa per fermare questa ulteriore ingiustizia.”

Speriamo che l’ex viceministro abbia ragione.

Silvana La Porta