La figura dell’assistente sessuale è assente in Italia ma in diversi Stati europei è regolata da norme. Il suo compito è di aiutare i disabili a scoprire la loro sessualità – intesa nel senso più ampio possibile – e il loro corpo in un percorso verso la conquista di una maggiore autostima…

L’identikit di questa figura, scrive Il Redattore sociale riportando la notizia, deve avere una visione mentale ampia e un rapporto con la sessualità sereno e senza complicazioni, esattamente come deve essere nei confronti del suo corpo.
E poi, caratteristica fondamentale, deve avere empatia. “Servono persone propense empaticamente a capire che questo bisogno – la scoperta della sessualità da parte dei disabili – è una realtà che va affrontata e risolta. Parlando, ascoltando. Imparando”: così i promotori della iniziativa bolognese a sostegno dei disabili. “Le persone che lavorano o hanno lavorato con persone disabili (assistenti sociali, assistenti personali) potrebbero partire avvantaggiate – non in graduatoria, ma come spinta iniziale – perché più avvezze alla comprensione dei problemi dei disabili”.

“Chiediamo che abbiano almeno il diploma di scuola superiore: non mettiamo limiti d’età troppo restrittivi, ma vorremmo che i candidati avessero almeno 25 anni. In Svizzera devono essere almeno trentenni, a garanzia di una certa maturità, ma noi abbiamo fiducia anche nelle persone più giovani. Tra l’altro, porre limiti d’età potrebbe essere incostituzionale, e vorremmo evitare questo rischio”. Il corso è aperto a persone eterosessuali e a tutti coloro abbiano orientamenti sessuali differenti, perché anche la domanda è estremamente eterogenea: “Ricevo moltissime e-mail di disabili che rappresentano tutto il panorama sessuale: vorremmo poter rispondere adeguatamente”.

Circa 40 sono i posti disponibili, ma si valuta la possibilità di aumentarli. Durante i corsi si lavorerà molto sul contatto e sul corpo, anche per scoprire tutte le sfumature che possono mettere a proprio agio una persona. Inizialmente, si lavorerà con persone non disabili, magari i compagni di corso, poi si arriverà alle persone con disabilità. Per candidarsi occorre mandare una e-mail all’indirizzofquattrini@lovegiver.it con curriculum e foto.
L’indirizzo è quello di Fabrizio Quattrini, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo fondatore e presidente dell’Istituto italiano di sessuologia scientifica (Iiss) di Roma: “Prima della partenza dei corsi, tutti i candidati dovranno sostenere con lui un colloquio conoscitivo. A Roma. Di persona, non via Skype come qualcuno ci ha già chiesto. Da lui devi andarci a tue spese: già lì capiremo molto circa le motivazioni”.

“La formazione è seguita da professionisti, ed è in linea con quella di altri Stati europei che già offrono questa opportunità: non può essere fatta diversamente. Quello che ci preoccupa è se la legge, una volta fatta, dovesse decidere che la qualifica come assistente sessuale possa essere data solo dalle Asl, per fare un esempio. A quel punto, i nostri assistenti si troverebbero obbligati a seguire un secondo corso. Insomma, non sarà un’impresa facile”.

“Mi auguro che chi partecipa comprenda che l’obiettivo non è solo l’ottenimento di un attestato: si prende parte a una battaglia, nella quale si deve credere. E, come in tutte le battaglie, potrebbero esserci dei feriti. I candidati devono essere consapevoli dei rischi che corrono. Considerato tutto questo, credo che già dopo i primi colloqui conoscitivi ci sarà una grandissima scrematura: basti pensare che in Svizzera, su 200 candidati, ne sono stati scelti 25”.

Quanto alla legge che disciplina questa materia e che metterebbe il nostro Paese a passo con altre nazioni, andrebbe calendarizzata e discussa al più preso in Parlamento

da la tecnica della scuola  di Pasquale Almirante