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Dopo Google scende in campo anche Bing. Il ministro della Pa e l’Innovazione, Renato Brunetta, oggi ha siglato il protocollo sperimentale per coinvolgere anche il motore di ricerca della Microsoft (è stato lanciato nel giugno 2009) nel piano di facilitazione all’accesso via web al più gran numero d’informazioni e servizi forniti dalle amministrazioni.(da ilsole24ore.com)

Dopo Google scende in campo anche Bing. Il ministro della Pa e l’Innovazione, Renato Brunetta, oggi ha siglato il protocollo sperimentale per coinvolgere anche il motore di ricerca della Microsoft (è stato lanciato nel giugno 2009) nel piano di facilitazione all’accesso via web al più gran numero d’informazioni e servizi forniti dalle amministrazioni. «Il 2010 è l’anno della convergenza di tutti i progetti e le iniziative attivate nell’ambito del piano e-government che andrà a regime entro il 2012 – ha spiegato il ministro – e i motori di ricerca ci accompagneranno in questo percorso con una collaborazione a costo zero e che promette di avere effetti moltiplicativi sulla messa in efficienza dei siti delle amministrazioni centrali e periferiche».

L’accordo, della durata di un anno, punta a rendere più efficaci le interazioni dei cittadini con la Pa grazie agli strumenti di search e retrival: Bing partirà da 50 “parole chiave” per indirizzare le ricerche via web e misurare le frequenze di richiesta «ma naturalmente nello sviluppo dell’intesa la base di ricerca per parole e contesto si allargherà» ha spiegato Umberto Paolucci, vice presidente di Microsoft corporation. L’intesa prevede anche l’impegno di Microsoft a fornire al ministero della Pa tutte le informazioni sui “casi di successo” a livello nazionale einternazionale in materia di ricerca dei servizi on line: «Naturalmente i siti delle amministrazioni dovranno adeguarsi per migliorare la loro repribilità sui motori di ricerca – ha aggiunto Brunetta – in una logica di processo che si autoalimenta e che si basa sulla logica della massima replicabilità delle soluzioni web che si sono rivelate migliori».

Per Microsoft, ha spiegato Paolucci, «è significativo essere parte di questo progetto» che punta a far sì che «l’Italia possa avere il meglio» degli standard già raggiunti a livello mondiale «si tratta – ha aggiunto – di un ulteriore passo avanti in un percorso di collaborazione che abbiamo aperto nell’agosto del 2008 con il ministro e che si è concretizzato con l’attivazione di progetti di dematerializzazione dell’attività di alcuni uffici della Regione Friuli Venezia Giulia fino ad arrivare all’intesa sulla diffusione del sistema Voip con l’Università di Roma».

Rispondendo alle domande dei giornalisti sulla sentenza di condanna dei tre dirigenti di Google per violazione della privacy in relazione a un filmato che riprendeva i maltrattamenti inflitti a un ragazzo down, Paolucci ha osservato che «la normativa europea è chiara» e «il punto è quello di prendere provvedimenti immediati: il provider ogni volta che si rende conto di un contenuto illecito deve rimuoverlo». Nel futuro, ha concluso Paolucci, con un maggiore affinamento tecnologico ci sarà forse la possibilità per il provider di «identificare le immagini» per rimuoverle. «Ma oggi è ancora necessario un intervento umano significativo per segnalare quello che non dovrebbe essere pubblicato» . (da ilsole24ore.com)

Davide Colombo