BRUTTE ABITUDINI ESTIVE ED OBBLIGHI DEI DOCENTI DOPO IL TERMINE DELLE LEZIONI Non passare l’estate a scuola, prima passa da noi dalla Gilda degli insegnanti di Venezia …


Sono ormai finite le lezioni scolastiche e ci è stato segnalato che in più scuole esiste la tendenza ad interpretare in maniera fantasiosa e creativa il fatto che gli insegnanti siano in servizio fino a tutto il mese di giugno…


Affinchè i colleghi si preparino in anticipo a fronteggiare eventuali richieste arbitrarie, riproponiamo alcuni semplici punti contrattuali.

Gli obblighi di servizio degli insegnanti sono regolati dal CCNL 2006-09 e ricordiamo a tutti che niente può essere richiesto agli insegnanti che non sia contemplato dal contratto. Pertanto l’arrivo dell’estate non obbliga gli insegnanti ad attenersi a nuove norme, spesso giustificate, caldeggiate e decise dai Dirigenti scolastici che, come nelle filande di una volta, vorrebbero imporre la loro personalissima interpretazione delle norme.

In molte scuole primarie vige la regola secondo cui i docenti devono comunque essere presenti a scuola per “fare qualcosa” di non ben definito che non è contemplata nel contratto.

Ci sono scuole ove i dirigenti chiedono ai colleghi di riordinare biblioteche ed armadi, sistemare aule, compiere traslochi, svolgere riunioni fiume sulla Riforma, partecipare ad aggiornamenti sulla Sicurezza fuori tempo massimo, organizzare incontri per definire i tutor, stabilire gli orari e quanto si possa immaginare di gratuito per avviare la Riforma che da tempo noi definiamo “a costo zero”.

Fermo restando che chiunque deve essere messo nelle condizioni di decidere se fare volontariato o  svolgere una professione, queste sono le regole a cui attenersi, e nessuno può obbligare i docenti a lavorare GRATIS in mansioni di cui non compare traccia negli obblighi contrattuali, sono dunque frutto di arbitrarie attribuzioni di alcuni dirigenti.


CHE FARE?

Il primo passo importante è quello di contare le ore già effettuate in base al PIANO ANNUALE DELLE ATTIVITÀ che contiene le attività obbligatorie “funzionali all’insegnamento” calendarizzate e distribuite nel corso di tutto l’anno scolastico.

Il Piano Annuale delle Attività può contenere impegni del personale docente relativi ad attività aggiuntive = facoltative (quelle che verranno poi retribuite con il fondo d’istituto). Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze. Dunque non può essere stilato, da parte del D.S., un calendario che preveda impegni per il mese di giugno che non fossero già stati preventivamente deliberati nel piano annuale di inizio anno.

Il piano non c’è?

Il piano non è stato votato dal Collegio Docenti?

Nessuno è tenuto a svolgere queste attività.

Se il piano esiste, occorre verificare che sia stato correttamente deliberato e che contenga esplicitamente gli obblighi di servizio.

Dalla norma si evince chiaramente e senza possibilità di interpretazione alcuna che i docenti sono tenuti a prestazioni di servizio anche durante il periodo di interruzione delle lezioni ma solo ed esclusivamente per le attività programmate e deliberate nel piano annuale delle attività.

Tutte le altre attività richieste non hanno carattere di obbligatorietà, non possono essere imposte, neppure nel caso fossero inserite nel Piano come ore, a pagamento, oltre le 40 perché tutte le ore aggiuntive sono facoltative.

Nel caso il D.S. insista, consigliamo di chiedergli un ordine scritto per la partecipazione alle riunioni in ore che sforino le 40 obbligatorie, potremo così richiederne il pagamento.


Ricordiamo a tutti che gli insegnanti hanno il compito di insegnare, non di tenere in ordine la scuola.