Allo scrittore siciliano non piace la norma, prevista dal ddl di riforma approvato dal Governo, che se approvata in Parlamento amplierebbe le competenze di dirigenti scolastici, dandogli anche facoltà di individuare i docenti più adatti al loro istituto: perché ce ne sono di bravi e meno bravi, anche tra i premi Nobel ci sono degli imbecilli…

“E’ sbagliato dare tutto questo potere ai presidi perché ce ne sono di bravi e meno bravi: del resto, si è scoperto che anche tra i premi Nobel ci sono degli imbecilli”. Così ha commentato lo scrittore siciliano Andrea Camilleri la parte della riforma della scuola approvata dal Consiglio dei ministri che, se confermata in Parlamento, porterà maggiori spazi di autonomia ai dirigenti scolastici. Come la possibilità di “pescare” i nuovi docenti da un albo regionale. Oltre che puntare ad un incentivo di risultato specifico per chi è capo degli istituti scolastici.

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Camilleri, protagonista il 14 marzo di ‘Libri Come’, la festa del libro e della lettura all’Auditorium Parco della Musica di Roma, ha espresso il suo pensiero durante l’incontro dedicato a ‘I miei maestri’. “La vera figura di maestro per Montalbano e per me è chi insegna senza avere l’aria di insegnare”, ha spiegato Camilleri. E senza presidi che gli fanno sentire il fiato sul collo.

Di parere opposto si è detto, invece, poche ore prima, il presidente dell’Anp, Giorgio Rembado, secondo cui la decisione del Governo di allargare lo spazio di manovra dei capi d’Istituto era un passaggio “necessario”.

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Alessandro Giuliani