La tre giorni di Terrasini, svoltasi dal 4 al 6 luglio, pare che abbia dato buoni frutti, soprattutto per quanto riguarda il metodo di lavoro e discussione, sempre partecipato e condiviso e con un occhio attento alla scuola fatta dal basso, da chi la vive quotidianamente ogni giorno…

Sono state tre giornate di lavoro intenso, approfondito, appassionato quelle del “cantiere scuola Pd” di Terrasini, che hanno fatto scaturire proposte interessanti soprattutto nello spinoso ambito del reclutamento docenti.

Ha lavorato su questo tema il gruppo coordinato da Simona Malpezzi, deputata della Commissione Cultura della Camera, che ha elaborato le seguenti proposte:

Stabilizzazione del personale su tutti i posti vacanti e disponibili (abolizione delle aliquote come criterio utilizzato per stabilire le percentuali di immissione in ruolo sui posti disponibili) previa verifica rigorosa di tutti i posti in organico di diritto trasformati negli ultimi anni in organico di fatto ma senza ragioni sostitutive.

Creazione di un organico funzionale d’istituto e superamento della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto.

Determinazione di organici pluriennali al fine di garantire continuità e progettazione didattica all’interno della singola istituzione scolastica o su reti di scuole e relativa stabilizzazione dopo un triennio di supplenza.

Assegnazione degli spezzoni fino a 6 ore per incarico conferito presso gli Uffici scolastici provinciali ai precari e quindi mantenimento dell’ attuale quadro di flessibilita orario senza aumenti facoltativi a 36 ore che compromettono la didattica frontale e la relativa programmazione.

Sblocco del contratto e aumenti garantiti a tutti secondo l’aumento dell’inflazione al di là di individuazione di meccanismi che premino la valutazione e la valorizzazione della docenza o ancora introducano meccanismi di carriera.

Verifica e rideterminazione degli organici di sostegno sottodimensionati secondo il rapporto 1 a 2 sancito dalle legge 244/2007. Attualmente al numero di alunni 222.000 non corrisponde il numero adeguato di insegnanti di ruolo 67.000.

Si chiede un organico rispondente alle reali esigenze degli alunni diversamente abili per garantire percorsi di integrazione e formazione

nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010.

Si chiede la conformità del numero di alunni per classe alla reale capienza delle aule.

Inserimento di tutti gli abilitati nelle graduatorie aggiuntive che si utilizzano una volte esaurite le prime tre fasce delle ex graduatorie permamenti secondo il principio della ratio concorsuale come discrimine per l’inserimento tra una fascia e l’altra.

Rispetto della normativa comunitaria in tema di organizzazione dell’orario di lavoro, ferie, parità trattamento tra personale precario e di ruolo, informazione e consultazione dei lavoratori.

Stabilizzazione dei docenti di sostegno che lavorano su posti vacanti e disponibili ( si svuoterebbero le GAE perché gli stessi docenti sono presenti nelle GAE).

Esaurimento delle GAE attraverso la stabilizzazione del personale.

Creazione di una graduatoria unica nazionale in subordine alle graduatorie provinciali, in modo da permettere agli inclusi nelle GAE di altre province di poter ottenere un contratto a tempo indeterminato nelle province nelle quali le corrispondenti GAE provinciali risultino esaurite.

Qualità dell’offerta formativa e pari opportunità d’apprendimento e di formazione su tutto il territorio nazionale.

La riduzione indiscriminata delle ore di lezione a 27 settimanali per gli alunni della scuola primaria (elementare) a differenza dei coetanei delle regioni del nord e del centro/nord che godono nella quasi totalità di un orario settimanale di 32-36 e 40 ore si traduce in una discriminazione sociale che avrà pesantissime ricadute sulle opportunità future dei bambini siciliani con una forte accentuazione del divario culturale e quindi socio-economico Nord/Sud inaccettabile anche sotto il profilo Costituzionale.

Si chiede l’assegnazione del tempo scuola a 40 ore richiesto dai genitori e supportato dalle delibere degli Enti Locali e la conferma di almeno 30 ore in tutte le altre classi. L’assegnazione del tempo scuola a 40 ore in tutte le sezioni di scuola dell’infanzia. In generale, laddove è maggiore il tasso di disoccupazione, di dispersione scolastica, di neet, risulta necessario derogare ai criteri nazionali di formazione degli organici e di divieto di compresenza, nonché allocare risorse aggiuntive per consentire la piena fruizione del tempo pieno e prolungato e dei cpia che devono essere potenziati.

Nessun taglio dell’ultimo anno del percorso della scuola superiore con finalità di risparmio economico; avviare una ampia discussione su probabile riordino dei cicli.

Rendere trasparente il “lavoro sommerso” degli insegnanti quantificandolo e valorizzandolo.

Formazione obbligatoria permanente ma valida e coerente con le reali esigenze didattiche, pedagogiche e formative

Introduzione di figure professionali specializzate come docenti di lingue straniere e docenti di scienze motorie in tutti gli ordini di scuola senza ricorrere a corsi di riconversione approssimativi dei docenti in esubero.

Applicazione su tutto il territorio della direttiva nazionale riguardante l’ora alternativa alla religione cattolica affinché essa non rappresenti una semplice ora di “svago” ma diventi un reale aumento dell’offerta formativa ed un ampliamento delle possibilità lavorative per i docenti precari.

Stabilizzare i docenti di religione cattolica chiarendo il loro profilo professionale ed il sistema di reclutamento.

Garantire trasparenza nel reclutamento degli operatori della scuola appartenenti al profilo del personale ATA, attraverso le graduatorie esistenti, evitando sovrapposizioni ed ingerenze di altro personale orbitante in cooperative private o in altri ambiti afferenti agli Enti Locali.

Dal 1999, infatti, nella scuola sono impiegati nei servizi di pulizia collaboratori scolastici e assistenti amministrativi e Tecnici provenienti da

Lavori socialmente Utili e Appalti storici degli Enti locali. Nel tempo, con regimi orari e salari differenti, tali lavoratori sono diventati circa 24.000 dipendendo essi da Cooperative private.

Necessità a regime di un unico canale di reclutamento: concorsi con cadenza biennale e con previsione di posti certi e sicuri solo per i candidati risultati vincitori, previa modifica del T.U., garantendo la suddivisione dei posti disponibili al 50% ai vincitori dei concorsi ed al 50% ai docenti

presenti in GAE al fine di garantire l’esaurimento della stessa.

Istituzione di una laurea abilitante che prevede 3 anni di università orientati all’acquisizione delle competenze disciplinari e culturali e 2 anni di specializzazione abilitante con all’interno un anno di tirocinio da svolgere all’interno delle scuole sotto la supervisione di un insegnante “senior”.

Istituzione del profilo dell’insegnante “senior” che essendo dispensato dalle solite attività della didattica frontale negli ultimi anni di carriera potrebbe dedicarsi alla formazione dei docenti in ingresso e quindi alla trasmissione del proprio bagaglio professionale maturato negli anni, nonché ad

attività di ricerca pedagogica e didattica, alla produzione di “edizioni scolastiche” di materiali didattici e a tutte le attività collaterali ed indispensabili al buon funzionamento di un’istituzione scolastica.

Stabilizzazione del personale su tutti i posti vacanti e disponibili, creazione di un organico funzionale d’istituto e superamento della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto, determinazione di organici pluriennali, sblocco del contratto e aumenti garantiti a tutti, creazione di una graduatoria unica nazionale in subordine alle graduatorie provinciali, nessun taglio dell’ultimo anno del percorso della scuola superiore, nessuno aumento dell’orario di lavoro dei docenti.

 Come si vede proposte articolate e interessanti, che manifestano, in parte, le linee programmatiche del Pd. Ci auguriamo che queste voci “dal basso” non vengano superate da decisioni autoritarie e frutto di scelte non condivise, perché, come ironicamente scrivono i partecipanti al convegno di Terrasini alla fine dei loro interventi, “ci voli u ventu ‘nchiesa, ma no pp’astutari i cannili.”

Silvana La Porta