L’Usp fissa il 30 agosto per le convocazioni per l’immissione in ruolo Poche assunzioni, ma per 82 docenti è finito il tempo dell’incertezza…(da la sicilia)


Dal 30 agosto iniziano le convocazioni dei docenti precari che a partire dal prossimo primo settembre, dopo anni di attesa, saranno immessi nei ruoli. In totale sono 82 docenti, di cui 59 appartenenti a classi di concorso di scuola secondaria di primo grado e 23 alla media superiore. Per quanto concerne l scuola secondaria di primo grado si tratta di insegnanti appartenenti alle seguenti classi di concorso: A028, A059, A245, A445, AB77, AC77, AG77, AI77, AJ77, AL77, AM77, AN77, AD00 (Sostegno Primo Grado), A020, A025, A037, A039, A049, A346 (AD01, AD02, AD03, AD04 Sostegno Secondo Grado). Il numero maggiore di posti si ha nel sostegno, 30 nell’ex scuola media, 26 nella media superiore (8 nell’area scientifica, 4 nell’area linguistica e umanistica, 7 nell’area tecnica, 6 nell’area psicomotoria, 1 posto rispettivamente in Geografia economica, Matematica e Fisica, Lingua e civiltà inglese). Nella scuola secondaria di primo grado, nessuna immissione nei ruoli nelle materie letterarie, educazione fisica, lingua inglese, educazione tecnica a causa dei tanti soprannumerari della provincia. Solo 4 posti di scienze matematiche, 6 lingua francese, 3 spagnolo, 1 di educazione artistica, 4 posti di strumento musicale. Carenze di posti nelle materie umanistiche anche nella scuola secondaria di secondo grado, fatta eccezione per il sostegno. L’Usp ha convocato più docenti rispetto alla disponibilità di posti in caso di eventuale scorrimento delle graduatorie. Le convocazioni avranno luogo lunedì 30 all’I.s.s. «Lombardo Radice» (via Imperia, 2) alle 9. Se i lavori non dovessero essere completati, si continuerà il 31 stesso posto stessa ora. Il calendario di convocazione per il conferimento dei contratti a tempo determinato sarà pubblicato il 27 agosto. Nuova vita per un numero purtroppo minimo di docenti, per i quali termina l’incertezza del precariato. Il numero limitato di assunzioni, purtroppo, non ha nulla a che vedere con le tradizionali assunzioni registrate negli anni e nei decenni passati. Il riordino della scuola avviato dal duo Gelmini – Tremonti ha fatto leva sulle economie piuttosto che sugli investimenti nell’istruzione. Anche la riforma della scuola superiore che partirà dal prossimo 1° settembre, comporta una riduzione dell’orario settimanale delle lezioni in tutti gli indirizzi e anche le ore a disposizione, sono state drasticamente eliminate. Ciò se da un lato porta a una economia di sistema, dall’altro lato non darà più la possibilità di sostituzione degli insegnanti assenti per malattia o altro. I neo assunti dovranno fare i conti con una scuola sempre più povera e che al Sud appare anche priva di servizi collaterali extracurriculari.

Mario Castro
L’Italia dei valori etnea sul dramma del precariato
Con una nota pervenuta in redazione Silvio Di Napoli, coordinatore provinciale di Catania per l’Italia dei valori, interviene sul dramma del precariato della scuola e sulla situazione della Multiservizi. «I precari della scuola – dice Silvio Di Napoli – si ritrovano senza lavoro per gli indiscriminati tagli voluti dalla Gelmini. Esprimo la mia solidarietà mia e di Italia dei Valori della provincia di Catania, considerando la drammatica situazione che s’è venuta a creare. Personale docente e non docente (Ata), in Sicilia migliaia e migliaia, dopo anni e anni di lavoro (spesso in sedi disagiate), dopo avere creato famiglie (in molti casi monoreddito), dopo avere acquisito esperienza e professionalità, senza stipendio già dal mese di giugno adesso perde il posto di lavoro senza alcuna prospettiva di recupero. E’ una palese violazione dei diritti dei lavoratori e della dignità umana. Le risorse finanziarie occorrenti per stabilizzare i precari della scuola ci sono, basterebbe diminuire le spese militari e fare funzionare (visto che c’è) lo scudo fiscale per il rientro dei capitali illecitamente trasferiti all’estero. Per un Paese civile è indegno assistere alle allegre consorterie dei “furbetti del quartierino” che rubano ingenti risorse di denaro pubblico a fini privati, mentre onesti lavoratori perdono il posto dopo 10 o addirittura 20 anni di precariato. Questo significa vivere il presente con angoscia e disperazione, e non avere alcuna prospettiva futura. E intere famiglie, prima “precarie” ora drammaticamente sul lastrico, lottano quotidianamente con dignità e forza. Italia dei valori, a Catania, è accanto ai precari e a chi rischia la propria salute e la propria vita per il riconoscimento dei propri diritti. Altro evento che bisona denunciare pubblicamente è la paradossale situazione in cui si trovano i dipendenti della Multiservizi di Catania che (a causa del nuovo appalto) rischiano di trovarsi disoccupati. E’ necessario che vengano garantiti tutti i lavoratori attualmente impegnati, transitandoli alla nuova multinazionale».

Mario Castro

22/08/2010