E’ un dibattito che tante volte si è acceso con prese di posizione contrastanti: compiti a casa sì o o? Stavolta l’input viene dalla vicina Francia dove alcune associazioni dei genitori hanno proclamato due settimane di boicottaggio ai compiti a casa…(di Silvana La Porta da La Sicilia del 6 aprile 2012)


 


E subito dalla Francia il dibattito si è esteso all’Italia dove proprio l ministro dell’istruzione sembra strizzare l’occhio alla proposta d’oltralpe, con le seguenti motivazioni: “Una versione di latino può anche essere copiata da internet. Credo sia più interessante far lavorare i ragazzi con strumenti logico-deduttivi. O farli uscire da casa per seguire un progetto organizzato dalla scuola . Sì, sono d’accordo nel dare meno compiti a casa. Dobbiamo insegnare a fare gruppo ed evitare che gli studenti si isolino nella loro cameretta”.

Apriti cielo! E dove sono finiti il senso di responsabilità e la necessità di abituare ai sacrifici le nuove generazioni di cui tanto si parla? Se lasciamo il pomeriggio libero ai ragazzi, che fine faranno? La scuola insegnerà il disimpegno e lo propugnerà? La scuola sarà il luogo dove è sempre domenica? Dove finiranno, per dirla con Lombardo Radice “lo studio-lavoro, la lettura-riflessione, lo sforzo di comprensione tenace, l’applicazione disciplinata, organica, paziente, la faticosa organizzazione della propria mente e del proprio sapere”? Qualcuno ribatte che il tempo scuola in Italia dovrebbe essere più lungo e lasciare poi liberi i ragazzi nell’ultimo squarcio del pomeriggio.

La questione resta aperta. Certo è che ai tristi giorni d’oggi  i compiti a casa c’è qualcuno che li fa sempre, ma proprio sempre: i genitori…


Silvana La Porta (da La Sicilia del 6 aprile 2012)