Vorrei porre all’attenzione di tutti i docenti e degli operatori in generale del mondo della scuola quanto riscontrato in data odierna nel mio cedolino stipendiale di Agosto 2013…inviato in redazione dalla collega Tiziana Raneri)

 

 

 

E’ del tutto sparita la voce relativa alla scadenza degli scatti stipendiali nella sezione posizione giuridico-economica del docente. Appare quanto meno singolare che, dopo il blocco del contratto e degli scatti stessi, approvato in pieno Agosto (questo sì in tempi da record e non con calendarizzazione dilazionata o annullata come invece per altre misure, evidentemente meno “urgenti” secondo il Governo!!), con sindacati e docenti in ferie, scompaia del tutto la voce nel primo cedolino successivo al decreto. Dobbiamo interpretarlo come un chiaro segnale che, ancora una volta, si intende” fare cassa” sulla pelle, sugli stipendi e sulla qualità della vita, ormai al limite della soglia di povertà (soprattutto in caso di famiglie monoreddito), degli insegnanti italiani?

Questa ulteriore azione, in tempi così brevi, può solo rimarcare la precisa volontà di eliminare del tutto e definitivamente l’unica possibilità, al momento, di un minimo adeguamento di stipendio al costo della vita (siamo ben lontani comunque dai parametri europei sia di reddito sia di considerazione sociale del ruolo degli insegnanti!). E’ bene ricordare che, sino ad ora, anche in presenza del blocco attuato d’imperio nel 2010, è sempre stata presente la voce con la data di scadenza per ogni docente e che, sino al luglio scorso, compariva col recupero di un anno, dopo che è stata “sanata” (attingendo al Fondo d’istituto) la situazione stipendiale di chi otteneva lo scatto nel 2010 e 2011. Si è quindi già creata una “guerra fra poveri” in quanto colleghi con meno anni di servizio hanno invece ottenuto arretrati e scatti solo perchè fortuitamente li maturavano nei due anni “fortunati”.

C’è chi invece, come la sottoscritta, pur avendo già 18 anni di insegnamento di ruolo e cinque anni di pre-ruolo, ha ancora uno stipendio in fascia 9-15, solo perchè maturava il diritto allo scatto nel 2012. Nella fattispecie, dunque, e chi sa quanti altri si trovano in una situazione analoga, pur con una maggiore anzianità di servizio (il mio percorso è costellato da due passaggi di ruolo nei quali, infatti, il calcolo del servizio avviene per intero giuridicamente ma non economicamente!) oggi ho uno stipendio inferiore a colleghi con minore anzianità.

Al danno, quindi, si aggiunge, la beffa! Chi è arrivato ad ottenere scatti e arretrati la scorsa primavera può ritenersi fortunato; per tutti gli altri cosa accadrà? Credete realmente che eventuali aumenti, maturati in passato solo in base all’anzianità, avverranno domani per effettiva meritocrazia o per affiliazioni o empatie con la Dirigenza o con i collaboratori fidati dei dirigenti? Quanto ancora pensiamo di sopportare che le rivendicazioni economiche dei vari governi (questo ha ormai i giorni contati) avvengano sui nostri stipendi e non si vada, una volta per tutte, ad intaccare i privilegi delle “caste” (politici, manager, consulenti, pensioni d’oro, ecc.) italiane? I sindacati sapranno (leggi: vorranno) davvero intervenire per fermare questo stillicidio economico a nostro danno? Pensiamoci.

Tiziana Raneri tiziana.raneri@teletu.it