Cgil, scavalcata dagli «autonomi» pronti all’aperto ostruzionismo, voleva dare un segnale: ci siamo anche noi.

Si annuncia come l’assemblea sindacale dei record quella indetta dalla Flc-Cgil per venerdì prossimo presso la scuola “Regina Margherita” di Roma. Si tratta di una assemblea provinciale a cui sono invitati tutti i docenti e il personale Ata degli istituti comprensivi di Roma e provincia.Sono invitati 4.784 docenti di scuola dell’infanzia, 28.260 di scuola primaria e 11.544 di secondaria di I grado, per un totale di 44.588 insegnanti. Oltre ai docenti è invitato anche il personale Ata: 8.500 persone. Teoricamente si tratta di un’assemblea unica per circa 53 mila persone. Trattandosi di una assemblea territoriale, la durata del permesso retribuito per parteciparvi è di tre ore, dalle 8 alle 11, quasi l’intera mattinata di scuola.

Risultati immagini per sciopero generale 6 maggio 2011

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Test Invalsi, il M5S sosterrà gli scioperi: pubblicità ingannevole nella scuola-azienda

di  – Domenica, 30 Aprile 2017
Duro attacco del Movimento 5 Stelle contro i test Invalsi, definiti come “una pubblicità ingannevole”.

Per i grillini, con la somministrazione delle prove standardizzate, sia alla primaria che nella scuola secondaria, si trattano “i bambini e i ragazzi come prodotti da supermercato a cui dare un prezzo ed un valore. È un sistema che ha l’obiettivo di svilire le capacità degli adolescenti, dei docenti e delle scuole che puntano sulla creatività e sui valori della comunità”.

Il M5S annuncia, quindi, che appoggerà scioperi (al momento è sicuro solo quello del 3 maggio) e assemblee nei giorni delle valutazioni della prova Invalsi.

Il partito d’opposizione va già duro contro i test: perché, sostiene, sottomette “la scuola sotto indici economici, aziendali. È un sistema senza alcun fondamento scientifico pedagogico. E’ un sistema che mortifica le diversità, la creatività, il pensiero divergente”.

Per il partito fondato da Beppe Grillo, “i ragazzi non sono un numero ma con gli ultimi provvedimenti della “Buona Scuola” governativa vengono marchiati a vita con un numero che entra in pagella, che entra per sempre nel curriculum dello studente. E la bellezza di un ragazzo, tutte le sue altre capacità non varranno più nulla. Il M5S, una volta al governo cancellerà il sistema di potere dei Test Invalsi. Ora all’opposizione sostiene chi lo boicotta”.

http://www.tecnicadellascuola.it/item/29469-test-invalsi-il-m5s-sosterra-gli-scioperi-pubblicita-ingannevole-nella-scuola-azienda.html

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La Cgil convoca l’assemblea nel giorno degli Invalsi

Appuntamento: dalle 8 alle 11 del 5 maggio. In contemporanea (coincidenza!) col test di matematica fissato per le seconde e le quinte della scuola primaria italiana.

 di Gian Antonio Stella – 29 aprile 2017
 
Un disegno di Beppe Giacobbe

«Come stanno 4 elefanti in una 500? Due sui sedili davanti e due dietro». Ispirati dalla nota barzelletta, i sindacalisti della Cgil-scuola hanno avuto una pensata. Per intralciare la prossima settimana le odiate prove Invalsi hanno convocato in assemblea tutti i docenti di tutti gli istituti comprensivi della provincia di Roma, per un totale di 44.588 persone in un’aula di Trastevere con 150 sedie vicino. Già che c’erano («massì, abbondiamo!», direbbe Totò) hanno invitato anche 8.500 amministrativi e bidelli.

Appuntamento: dalle 8 alle 11 del 5 maggio. In contemporanea (coincidenza!) col test di matematica fissato per le seconde e le quinte della scuola primaria italiana. Certo, nelle 17 righe del comunicato della Flc-Cgil la parola Invalsi non c’è. Chi deve intendere, però, intende. Al centro dello scontro c’è l’ostilità di tanti docenti alle prove uguali per tutti che, diventate finalmente obbligatorie un mese fa dopo anni di risse e boicottaggi, misurando la preparazione degli alunni finirà per consentire un monitoraggio anche sulla «qualità complessiva dell’offerta formativa».

Il guaio è che l’obbligatorietà dei test diventerà tale un po’ alla volta. E la Cgil, scavalcata dagli «autonomi» pronti all’aperto ostruzionismo, voleva dare un segnale: ci siamo anche noi. Ma come faranno decine di migliaia di docenti a discuterne in una sala da ritrovo condominiale? Questo è il bello, spiega ironica la rivista Tuttoscuola: «Mica hanno bisogno di venirci gli insegnanti: devono solo domandare al preside di partecipare, perché non devono nemmeno portare la giustificazione». Infatti, vi sembrerà impossibile, «molti anni fa chi partecipava alle assemblee fuori istituto aveva l’obbligo di documentare la partecipazione, oggi non più». E comunque «hanno diritto a tre ore filate retribuite di non servizio a scuola». Mica male, di venerdì, alla vigilia del weekend…

corriere.it/opinioni/17_aprile_30/cgil-convoca-l-assemblea-giorno-invalsi-825e5e28-2d00-11e7-92e1-82e88da53692.shtml

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Prove Invalsi: tra scioperi e tentativi di boicottaggio, ogni anno i veri alleati dei sindacati sono… gli studenti

di Serena Rossicci, Tuttoscuola, 30.4.2017

 

Il prossimo 3 maggio gli studenti di seconda e quinta elementare svolgeranno le prove Invalsi di Italiano, il 5 maggio quelle di Matematica. Qualche giorno dopo, il 9 maggio, saranno invece i ragazzi di seconda superiore a dover fare i conti con i test. Sempre che tutto vada come debba andare. Come ogni anno, infatti, anche per questi primi giorni di maggio 2017 sono previsti momenti di protesta indetti da alcune sigle sindacali con lo scopo di boicottare i test Invalsi. Ma le prove sono davvero a rischio?

Prove Invalsi: le proteste del 2017
Facciamo un passo alla volta e cerchiamo di capire intanto quali sono le proteste previste per i prossimi giorni. In concomitanza con lo svolgimento delle rilevazioni Invalsi, USB e Unicobas scuola hanno indetto uno sciopero di mansione del personale docente (cioè quando il dipendente si rifiuti di eseguire una parte delle mansioni, che il datore può legittimamente richiedergli). Questo riguarda soltantola procedura di somministrazione delle prove Invalsi, mentre per il resto della giornata il personale rimane regolarmente in servizio. Per quanto riguarda poi la correzione dei test, sia per la scuola primaria sia per la secondaria di II grado vale la possibilità dello sciopero breve delle attività funzionali. I sindacati autonomi precisano che la durata di questo sciopero breve non può superare le 4 ore al giorno. Probabilmente, però, lo sciopero del 9 maggio potrebbe non esserci. La Commissione di Garanzia, sulla base delle regole in vigore, ha comunicato ai sindacati coinvolti (Cobas, Unicobas e Usb) che lo sciopero è irregolare. Le norme sugli scioperi, infatti, prevedono un intervallo di almeno 6 giorni fra un sciopero e l’altro e, proprio poche ore prima che Cobas e Unicobas proclamassero l’astensione dal lavoro per i giorni 3 e 9 maggio, l’Usae aveva già indetto uno sciopero generale di tutte le categorie, pubbliche e private, per il 12 maggio.

Un’assemblea contro le prove Invalsi?
Proprio con lo scopo – sia pure non dichiarato – di boicottare le prove Invalsi sembra ora arrivare anche l’assemblea sindacale indetta dalla Flc Cgil di Roma e del Lazio per il prossimo 5 maggio, giorno appunto in cui verranno somministrati i test di Matematica alle scuole elementari. Un’assemblea provinciale a cui sono invitati tutti i docenti e il personale Ata degli istituti comprensivi di Roma e provincia per un totale di 53mila persone.

Le proteste degli anni passati
Tra assemblee e scioperi si riuscirà insomma a impedire il regolare svolgimento delle prove? La risposta può arrivare osservando il passato recente. Questo 2017, come sappiamo bene, non è infatti il primo anno in cui i sindacati hanno indetto azioni di protesta contro le Invalsi. Ogni anno, Cobas e Unicobas in prima fila, assistiamo a manifestazioni, scioperi, sit-in di fronte al Miur, e persino ad appelli per convincere gli insegnanti a boicottare le prove. Ci sono mai riusciti davvero? Lo scorso anno, nel 2016, circa il 97% delle classi campione delle scuole elementari e il 93% di quelle delle scuole superiori ha svolto regolarmente i test Invalsi. Nel 2015, quando le proteste nei confronti dei test si sono unite a quelle contro la Buona Scuola, nelle due classi della scuola primaria coinvolte nelle prove (2a e 5a) la partecipazione ai test ha avuto un’adesione dal 95% al 100%, tranne che in tre regioni meridionali: Puglia (18% e 22%), Campania (24% e 30,7%) e Sicilia (54% e 63%). Lo stesso anno, nelle scuole superiori la partecipazione alle prove è stata in totale per tutta l’Italia dell’81,27% su cui ha pesato la minore partecipazione di quattro regioni meridionali che superano il 30% di mancata partecipazione: Calabria (38,26%), Puglia (46,41%), Campania (53,23%) e Sicilia (72,44%). Nel 2014 un instant poll di un sito per studenti ha rivelato che il 90% degli studenti di seconda superiore aveva svolto i test Invalsi seriamente. La verità è che, nonostante l’impegno di alcune sigle sindacali nel cercare di convincere gli insegnanti ogni anno a boicottare le prove (a volte arrivando persino a invitare i docenti a falsarne i risultati suggerendo le risposte corrette ai ragazzi), anche attraverso lo strumento del blocco degli scrutini, i loro veri alleati non sono stati tanto i docenti, quanto gli studenti stessi.

Gli studenti i veri alleati dei sindacati
Ogni anno sono infatti i ragazzi di seconda superiore, o meglio una parte di loro, i veri boicottatori delle prove Invalsi. Complice il fatto che, nella maggior parte dei casi, gli insegnanti non assegnano un giudizio ai test rispettandone l’anonimato, tantissimi studenti non rispondono seriamente ai quiz, anzi. Spesso accade che le risposte vengano date a caso, che i personaggi dei quesiti diventino virali e protagonisti dei social e che disegnini e meme decorino le prove Invalsi per finire poi su Twitter e Facebook diventando veri e propri tormentoni. Negli ultimi due anni, come ha rivelato un sito per studenti, circa 1 studente su 4 si dichiarava intenzionato a boicottare le prove Invalsi, o rispondendo a caso o non presentandosi proprio a scuola il giorno dei test. Peraltro l’Invalsi è in grado di scartare i risultati palesemente errati o sospetti.
Nel 2014 anche le prove Invalsi di terza media sono state prese di mira dagli studenti, ovviamente non nello stesso modo di quelle delle superiori visto che il voto concorre a formare la valutazione complessiva dell’esame di licenza media. Quell’anno un gruppo di giovani hacker ha tentato il colpo grosso cercando di intrufolarsi senza successo nel sistema informatico dell’Invalsi. Anche quella volta, però, le prove Invalsi si sono svolte comunque regolarmente.

tuttoscuola.com/invalsi-proteste-studenti/

gildavenezia.it/prove-invalsi-tra-scioperi-e-tentativi-di-boicottaggio-ogni-anno-i-veri-alleati-dei-sindacati-sono-gli-studenti/

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Quella mega assemblea sindacale in contemporanea alla prova Invalsi

Come boicottare le prove Invalsi per la scuola primaria in programma il 3 e il 5 maggio? È la domanda che associazioni e sindacati ostili alle prove, e insoddisfatti del nuovo decreto sulla valutazione, si stanno sicuramente ponendo in questi giorni.

Sciopero breve? No! Costa poco, ma costa. L’hanno già deciso i sindacati di base: non possiamo confonderci con loro.

Sciopero per l’intera giornata? Noo! Peggio! Di questi tempi non puoi chiedere sacrifici agli insegnanti che sono ancora senza rinnovo contrattuale!

Idea! Indiciamo un’assemblea sindacale!

Ma quante assemblee ci vogliono per boicottare le prove? Tante, troppe.

Idea! E se indicessimo un’assemblea unica per tutta la provincia di Roma, aperta ai docenti e al personale Ata di tutti gli istituti comprensivi?

Grande!

Ma sono migliaia. Dove li mettiamo? Allo Stadio Olimpico?

No problem. Prendiamo una scuola qualsiasi, caso mai vicina al ministero per fare sentire il fiato sul collo alla ministra.

Sì, ma dove li mettiamo se vengono in tanti?

Mica hanno bisogno di venirci gli insegnanti: devono soltanto domandare al preside di partecipare, perché non devono nemmeno portare la giustificazione per la loro partecipazione all’assemblea (molti anni fa chi partecipava alle assemblee fuori istituto aveva l’obbligo di documentare la partecipazione, oggi non più). E comunque hanno diritto a tre ore filate retribuite di non servizio a scuola. Tutto ok.

Assemblea quando? Il 3 maggio quando ci sono le prove d’italiano o il 5 quando ci sono quelle di matematica? Italiano o matematica?

Il 5 è venerdì: scegliamo matematica, perché venerdì, è vigilia del week end. Pensa come saranno contente le tante maestre non romane che possono tornare a casa prima del tempo con pieno diritto. Anzi se ne vanno a casa già giovedì. Ci ringrazieranno e ricorderanno con gratitudine questa data del 5 maggio.

Ei fu del Manzoni? No, ei fu delle prove Invalsi a Roma.

Fin qui la cronaca immaginaria di una battaglia sindacale.

Il fatto certo è che un’assemblea sindacale provinciale, rivolta cioè a tutti gli istituti comprensivi di Roma e provincia (evento inedito: le assemblee sindacali in genere sono di istituto, al più si estendono a qualche scuola limitrofa) è stata realmente convocata dalla Flc Cgil di Roma e del Lazio per venerdì 5 maggio dalle 8 alle 11 presso l’istituto comprensivo “Regina Margherita” (Via Madonna dell’Orto, in Trastevere) con il seguente ordine del giorno (in allegato la comunicazione del Miur con la convocazione dell’assemblea):

  1. Valutazione scolastica e deleghe L.107/2015;
  2. Vertenza personale ATA;
  3. Rinnovo del CCNL e leggi pubblico impiego.

Tematiche di grande rilevanza, sulle quali è opportuno informare e sentire le opinioni della base, il confronto con e tra gli iscritti rende vivo un sindacato. Ma si doveva fissare proprio il giorno in cui i docenti sono impegnati con i test Invalsi?

Assemblea sindacale per 53 mila persone in una sala per 200 persone?

Si annuncia come l’assemblea sindacale dei record quella indetta dalla Flc-Cgil per venerdì prossimo presso la scuola “Regina Margherita” di Roma. Si tratta di una assemblea provinciale a cui sono invitati tutti i docenti e il personale Ata degli istituti comprensivi di Roma e provincia.Sono invitati 4.784 docenti di scuola dell’infanzia, 28.260 di scuola primaria e 11.544 di secondaria di I grado, per un totale di 44.588 insegnanti. Oltre ai docenti è invitato anche il personale Ata: 8.500 persone. Teoricamente si tratta di un’assemblea unica per circa 53 mila persone. Trattandosi di una assemblea territoriale, la durata del permesso retribuito per parteciparvi è di tre ore, dalle 8 alle 11, quasi l’intera mattinata di scuola.

363 mila famiglie romane con il dubbio: si terranno le lezioni il 5 maggio?

È probabile, quindi, che le lezioni non si svolgano per niente perché molte famiglie rinunceranno a portare i figli a scuola a fine mattinata e per poco tempo. Tutto dipende anche dalla adesione all’assemblea che daranno preventivamente gli insegnanti. In questa situazione di incertezza verranno a trovarsi le famiglie di circa 363 mila alunni: 57.000 dell’infanzia, 187.500 della primaria e 118.500 della secondaria di I grado. La sala che dovrà accogliere questa mega assemblea contiene al massimo 150 posti seduti e 50 in piedi.

Ordine del giorno dell’assemblea: valutazione scolastica e deleghe L. 107/15; vertenza personale Ata; rinnovo del CCNL e Leggi Pubblico Impiego. Un odg veramente ampio per un’assemblea che, tenuto conto dei tempi di spostamento per l’eventuale rientro a scuola, specialmente in una città grande e trafficata come Roma, dovrebbe durare al massimo due ore. Ma certamente in grado di attirare l’interesse di molte persone, sia tra il personale docente che non docente.

Nello stesso giorno nelle classi seconde e quinte della scuola primaria di tutta Italia, Roma e provincia comprese, sono previste in tutta Italia le prove Invalsi di matematica.

tuttoscuola.com/quella-mega-assemblea-sindacale-contemporanea-alla-prova-invalsi/

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Le regole sulle assemblee sindacali e le resistenze contro i test Invalsi

Una assemblea sindacale provinciale è una novità pressoché assoluta. A memoria non si ricordano assemblee sindacali su dimensioni territoriali così estese. Il CCNL non pone limiti in merito.

L’art. 8 del Contratto nazionale disciplina in questo modo la materia delle assemblee sindacali.

I dipendenti hanno diritto a partecipare, durante l’orario di lavoro, ad assemblee sindacali, in idonei locali sul luogo di lavoro concordati con la parte datoriale pubblica, per n. 10 ore pro capite in ciascun anno scolastico, senza decurtazione della retribuzione.

La durata massima delle assemblee territoriali è definita in sede di contrattazione integrativa regionale in modo da tener conto dei tempi necessari per il raggiungimento della sede di assemblea e per il ritorno alla sede di servizio.

Il dirigente scolastico sospende le attività didattiche delle sole classi i cui docenti hanno dichiarato di partecipare all’assemblea, avvertendo le famiglie interessate e disponendo gli eventuali adattamenti di orario, per le sole ore coincidenti con quelle dell’assemblea, del personale che presta regolare servizio”.

Indipendentemente dalla fattibilità organizzativa, è pertanto contrattualmente legittima l’assemblea sindacale territoriale della durata di tre ore per il personale scolastico di una provincia.

Le prove Invalsi non sono mai state accolte con favore da alcuni sindacati, tra cui, in particolare, quelli di base che ormai ritualmente ogni anno indicono scioperi brevi per boicottare le prove nei giorni programmati.

Il caso più clamoroso di incontro-scontro tra scioperi e prove si è avuto nel 2015, quando lo sciopero generale contro la Buona Scuola in discussione in Parlamento coincise con la data di effettuazione delle prove, costringendo l’Invalsi a spostarle al giorno dopo, con un seguito polemico inevitabile.

Uno sciopero bianco di resistenza passiva si verifica a volte, a prove concluse, da parte di quei docenti che devono riportare i dati delle prove, tabulandoli per l’invio all’Invalsi.

Sostenuti da qualche sindacato, alcuni ritengono che quel lavoro aggiuntivo (effettivamente non è di pochi minuti) non compete. Se il dirigente lo impone con formale ordine di servizio, costoro si piegano, altrimenti, senza ordini superiori, non procedono, rendendo di fatto inutile la rilevazione per la loro classe. Non ci sono stati ad oggi molti casi e non hanno scalfito la sostanza delle prove.

L’anno prossimo cadrà questa forma di resistenza passiva, perché le prove saranno “computer based”, corrette in automatico.

Su questa vicenda dello sciopero bianco è interessante una recentissima vicenda giudiziaria, conclusasi circa venti giorni fa a Modena, dove una maestra elementare, patrocinata dalla Cgil-scuola locale, aveva resistito all’ingiunzione di provvedere alla stesura della relazione consuntiva per la raccolta dei dati. Il giudice del lavoro le ha dato torto.

tuttoscuola.com/le-regole-sulle-assemblee-sindacali-le-resistenze-test-invalsi/

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