Tra le altre astiose e viete critiche mosse da un preside “filogovernativo” a quanti hanno contribuito a rilevare, denunciare e contrastare l’inconsistenza, l’iniquità, l’inaccettabilità politica, culturale, deontologica, sindacale e costituzionale del progetto di controriforma della Scuola proposto da Renzi, ce n’è stata una che mi ha sorpreso e incuriosito assai: la “Buona Scuola”, secondo costui, avrebbe fallito il suo obiettivo di svecchiare e rilanciare una Scuola saldamente in mano a chi, come noi docenti dinosauri e detrattori del premier per partito preso, la vorrebbe squallidamente uguale per tutti e conforme al vetusto dettame di una Costituzione piena di inutili e obsoleti principi, in un paese cui servono padroni di polso e servi di paglia, perché continuare a prenderci in giro con la favola della Democrazia è antieconomico, anche per il fatto che il livello formale e sostanziale delle nostre argomentazioni è stato superiore a quello dei nostri avversari…

Ci si duole, insomma, che esistano persone che grazie alla perizia retorica, alla cogenza dei sillogismi, all’ardore della dialettica e alla pazienza della persuasione onesta, riescono a smontare la propaganda stolida di un potere illegittimo e arrogante!

Questo equivale ad ammettere, indirettamente, tre cose:

1) che si è tentato e si sta tentando di mettere la Scuola sotto il controllo di chi non ne è all’altezza;

2) che chi vuole privatizzazione selvaggia, licenziabilità a comando e soppressione della libertà di insegnamento non è riuscito a risultare più convincente, in termini di prospettazione del possibile futuro del nostro sistema di istruzione, di quelli che hanno difeso impianto pubblicistico e inclusivo del detto sistema, garanzie per i lavoratori e libertà metodologica e didattica (che non vuol dire conservazione passatista e stagnazione, ma pluralismo ideologico);

3) che i docenti, essendo stati capaci di smascherare e neutralizzare le panzane de “La Buona Scuola”, nonostante la chiusura totale dei “Palazzi” e la tendenziosità, l’ostilità o il silenzio dei media, evidentemente non sono così ignoranti e incapaci come li si dipinge da almeno sette anni, allo scopo di neutralizzarne il peso politico e la dignità, umana e sociale.

La “Buona Scuola” ha fallito perché la gente ha creduto ai docenti in lotta più che a Giannini e Renzi?
BEH: SCUSATECI TANTO, CARI RENZIANI, SE SIAMO PIU’ CREDIBILI, PIU’ PREPARATI, PIU’ CONVINCENTI E PIU’ APPASSIONATI NEL PROFILARE E PRESERVARE LA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA!