Colpo di scena: è ieri sera la notizia che durante il Consiglio dei Ministri del 29 agosto si parlerà di giustizia e di misure economiche ma di scuola…
Al momento non è chiaro se si tratta di un semplice rinvio “tecnico” o se – al contrario – siano emerse difficoltà tali da suggerire al presidente Renzi di capire meglio la posizione del MEF e della Ragioneria generale dello Stato in merito alla copertura finanziarie delle diverse azioni previste.
Pare comunque che Renzi abbia deciso di soprassedere per l’eccessiva quantità di “carne al fuoco”.
Di scuola, sono queste le notizie di agenzia di questo momento, si tornerà a parlare nel mese di settembre, anche se non si ancora quando.

Perché la presentazione delle linee guida sulla riforma della scuola è stata rinviata?
E’ davvero difficile rispondere a questa domanda anche perché sulla questione tutti tacciono, dal presidente Renzi al ministro Giannini.
Dunque, al momento, possiamo fare solo qualche ipotesi.
Intanto è possibile che il rinvio si sia reso necessario dopo le perplessità manifestate dal ministro dell’Economia Padoan che aveva fatto sapere che nessuna voce di spesa può considerarsi “intoccabile”. D’altronde non da oggi la Ragioneria Generale dello Stato tende a bloccare ogni tentativo dei decisori politici di dare soluzione a questo o a quel problema della scuola (basti ricordare due esempi: il pensionamento dei “quota 96” è saltato perché non si è riusciti a trovare poche decine di milioni di euro, le cosiddette posizioni economiche del personale Ata sono state finanziate attingendo al fondo per il funzionamento didattico e amministrativo delle scuole).
Ma c’è anche chi ritiene che il Governo voglia evitare che l’anno scolastico si apra fra le proteste anche se in realtà, almeno per ora, a prendere nettamente posizione contro gli annunci estivi sono stati solamente i sindacati di base (Unicobas in testa, con uno sciopero già proclamato per il 17 settembre).
E’ possibile poi che il rinvio sia di carattere puramente tecnico e dovuto semplicemente al fatto che il “pacchetto” non è ancora del tutto perfezionato e assemblato: ma questa è una ipotesi poco attendibile perché non sarebbe la prima volta che in Consiglio dei Ministri viene presentata una proposta sommaria e poco dettagliata.
Qualche malpensante ritiene invece che il rinvio possa essere legato a contrasti e dissensi emersi fra Giannini e Renzi. C’è addirittura chi ipotizza che ci sia nell’aria un rimpasto di Governo che potrebbe riguardare proprio la “casella” del ministero dell’Istruzione.
Tutte ipotesi, o forse addirittura illazioni. Un fatto è certo: Renzi aveva annunciato che il 29 avrebbe stupito tutti, insegnanti, famiglie e studenti.
Ci è riuscito addirittura con un giorno di anticipo!

Reginaldo Palermo  da La tecnicadelllascuola