Come si sono ridotti gli esami di stato, anticamente detti di maturità? Viene da chiederselo dopo l’ennesima tornata di prove scritte del 2012 e gli orali che inizieranno in questi giorni…di Silvana La Porta


 


  Perché la parola d’ordine dei maturandi, invece che studiare, sembra essere stata un misero “copiare”. Secondo, infatti, alcuni sondaggi almeno tre o quattro ragazzi su dieci hanno ammesso di aver copiato tutto, uno o due abbastanza e due solo un pochino. Prima delle prove, alla domanda “State studiando?”,  si sentiva dire in giro: “Ci stiamo organizzando per copiare”. Sono ben noti gli accordi con, spiace dirlo, professori esterni pronti a volgere il compito ai ragazzi in cambio di laute ricompense.

Ma il dramma è un altro: qualcuno ha aggiunto che i professori hanno “dato una mano”.

Cioè gli educatori insegnano ai ragazzi che copiare è lecito, è naturale, che ben venga, anzi danno loro una mano, magari trasportando copie e copiette varie.

Ma che cavolo di esame è questo? Dove nessuno dimostra il suo vero valore e quasi tutti, restano naturalmente le eccezioni, copiano, copiano, copiano?

Ma dove sono i custodi? Quelli che dovrebbero vigilare? La minoranza che non copia che ruolo ha in questi esami? E i professori che sono ligi e controllano severamente? I primi sono i fessi che fanno le cose per bene, condannati a una sconfitta senza possibilità di rivalsa; i secondi degli stronzi che meriterebbero la forca.

Se la scuola è specchio della società, cioè ne esprime tutte le contraddizioni interne,  verrebbe da dire che a un mondo di arraffoni corrisponde una scuola di arraffoni.

Questo sono gli esami di stato: un’esercitazione nazionale di diseducazione alla legalità.Dunque aboliamoli e promuoviamo i ragazzi con la semplice media finale dei voti.  Livamuci a farsa, direbbero i siciliani. E’ ora.

Silvana La Porta