Il piano straordinario di assunzioni (150mila docenti) funzionerà solo se è concentrato in un anno solo. E questa è una buona notizia che si legge sul sito labuonascuola.gov.it. Il governo Renzi pare dunque fare sul serio. Il 2015 sarà foriero di nuovi posti di lavoro…

Ma dopo il definitivo esaurimento (?!) delle graduatorie ad esaurimento, dopo che si compierà il loro destino, già prefigurato nel loro nomen omen, come avverrà il reclutamento dei nuovi docenti?

Esaurite le graduatorie ci sarà una sola via di accesso alle cattedre, quella originariamente prevista: l’indizione di pubblici concorsi, con la quale perseguire il duplice obiettivo centrale per cambiare la scuola italiana.

Anzitutto, servirà a mantenere pressoché costante nel tempo il numero complessivo di docenti della scuola italiana che si raggiungerà dopo l’attuazione del piano straordinario. Un nuovo concorso sarà quindi indispensabile per sostituire i docenti che via via andranno in pensione, sostituzioni per le quali non sarà più a disposizione alcuna riserva storica da cui attingere.

Secondo, perché il concorso permetterà, si legge nel documento, “di selezionare una massa critica di migliaia di giovani, preparati, sintonizzati sul mondo globale di oggi, che hanno scelto l’insegnamento e la scuola non per il posto fisso, o perché lo vedono come un lavoro meglio di tanti altri, ma perché credono nel valore della formazione e hanno deciso di scommettere sul contributo che ciascuno di loro può dare per aiutare a crescere una nuova generazione di ragazzi che ridiano fiducia e futuro al nostro Paese.”

Dunque si tende a selezionare una nuova categoria di professori, che, sembra di leggere tra le righe, saranno diversi dai (malcapitati) precedenti (che hanno atteso per decenni l’immissione in ruolo!): questi giovani crederanno nel valore della formazione (mentre i precari storici no?), saranno al passo coi tempi, non ambiranno al posto fisso, ma avranno in mente un’utopia: rinnovare la scuola italiana.

Il concorso, bandito nel 2015 per il triennio di riferimento 2016-2019 ,offrirà in questo modo una reale opportunità a tutti coloro che si sono “abilitati” all’insegnamento negli ultimi anni e che hanno maturato un’aspettativa a diventare (presto) docenti di ruolo.

Insomma si tratterà, speriamo, di docenti più sereni, liberi dalle preoccupazioni del precariato: “Un’opportunità grazie alla quale smettere di inseguire l’ultima supplenza, di accumulare l’ultimo punticino, di vedere uno Stato che costantemente procrastina la possibilità di prendere servizio e cominciare finalmente ad occuparsi a tempo pieno e con serenità della formazione dei ragazzi.”

Dunque quali saranno i tempi del nuovo concorso? Il Governo promette che bandirà nella primavera del 2015 un concorso per circa 40 mila posti per coprire il triennio 2016-2019. La stima del turnover nella scuola è di circa 13/14 mila docenti all’anno.

Il concorso del 2015 sarà bandito per un numero di posti pari a quasi quattro volte il numero di posti banditi dall’ultimo concorso del 2012. Inoltre, sarà bandito in tutte le regioni e per tutte le classi di concorso, così da far decadere graduatorie concorsuali “storiche” in alcuni casi datate di quasi 25 anni (e i docenti di queste graduatorie, vien da chiedersi, che fine faranno?)

Il cronoprogramma prevede il bando tra marzo e aprile 2015, le prove preselettive tra settembre e dicembre 2015, la correzione scritti, le prove pratiche e orali tra gennaio e maggio 2016, la pubblicazione delle graduatorie tra giugno e luglio 2016 e le nomine dei vincitori in tre tranche rispettivamente ad agosto 2016, 2017 e 2018.

Chi e quanti saranno, secondo le stime, i partecipanti al concorso 2015? Il Governo stima 196.400 aspiranti, di cui 166.400 abilitati e 30mila non abilitati. Degli abilitati 8900 saranno Laureati in Scienze della Formazione Primaria (secondo il vecchio ordinamento) che hanno conseguito la laurea dopo il 2010-2011; 55mila diplomati magistrali che hanno avuto dal Consiglio di Stato il riconoscimento del valore abilitante del loro titolo; 500 congelati SSIS Coloro che hanno “congelato” il diritto a seguire il percorso di specializzazione, perché impegnati in altro percorso formativo, dottorato o maternità; 69mila Passini, cioè coloro che hanno un’anzianità di servizio di almeno 3 anni e che si sono abilitati tramite Percorsi Abilitanti Speciali; 10500 Tieffini primo ciclo, ovvero coloro che si sono abilitati tramite Tirocinio Formativo Attivo 2012-2013; 22500 Tieffini secondo ciclo, ovvero coloro che si abiliteranno entro luglio 2015 tramite Tirocinio Formativo Attivo.

I non abilitati saranno i laureati entro l’anno accademico 2001-2002 che, ai sensi della normativa vigente, hanno diritto a partecipare al primo concorso utile bandito dopo l’approvazione della legge n. 124 del 1999 (a tal fine non si può considerare utile il concorso bandito nel 2012, in quanto bandito solo per alcune regioni e per un numero limitato di classi di concorso.

Queste le buone intenzioni. Solo che un mondo della scuola senza graduatorie ad esaurimento non riusciamo ancora a immaginarcelo.

Silvana La Porta