Tra i 657 candidati risultati idonei c’è chi tiene a specificare che ordinanza o decreto di cancellazione della procedura non sono mai arrivati: il parere negativo del Consiglio di Stato è in contrasto con le numerose sentenze del TAR e dello stesso Consiglio di Stato che, più volte e unanimi, hanno affermato la legittimità della selezione. L’ultima parola sulla vicenda, su cui nel 2014 la Procura di Napoli ha emesso 23 avvisi di garanzia, rimane quindi ancora da scrivere…

Ha destato delle reazioni contrariate la notizia del possibile annullamento del concorso per dirigenti scolastici della Regione Campania: l’ipotesi, ripresa dalla Tecnica della Scuola su indicazioni provenienti dalla provincia di Avellino, ha messo in allarme molti dei 657 candidati idonei, inseriti nella graduatoria a scorrimento, su 224 posti previsti dal bando della procedura concorsuale bandita il 15 luglio del 2011. Quella fonte riportava che la sezione consultiva del Consiglio di Stato, eccependo sulla irregolarità della nomina di due commissari d’esame, il 2 aprile “ha annullato tutte le procedure concorsuali”.

Ora, però, alcuni di quegli idonei tengono a far sapere che le cose non stanno proprio così. Perché “ancora non è stato emesso il decreto del Presidente della repubblica, che recependo il parere del Consiglio di Stato, potrebbe annullare il concorso”, spiega uno dei docenti che ha partecipato al concorso e che segue con trepidazione gli esiti della battaglia legale venutasi a determinare.

In pratica, ammesso che vi siano alcune incompatibilità tra alcuni dei commissari d’esame, non è affatto detto che l’ultimo decreto del Consiglio di Stato abbia messo la parola fine al concorso: “vi sono strumenti giuridici di impugnativa del predetto decreto che potrebbero sovvertire un eventuale e non ancora emesso decreto di annullamento del concorso”, prosegue il candidato a passare nella categoria dei dirigenti scolastici.

Del resto, è un dato di fatto che sulla validità della procedura concorsuale in Campania si è già ripetutamente pronunciato sia il Tar sia lo stesso Consiglio di Stato aditi in precedenza. “Non sfuggirà neanche ai più sprovveduti che un semplice parere negativo, seppur propedeutico e vincolante, non sancisce da solo la parola fine a questa lunga e angosciosa vicenda”. In conclusione, “per arrivare ad un giudicato definitivo non è sufficiente un semplice parere motivato del Consiglio di Stato peraltro in contrasto con altre sentenze sempre da questo emesse”.

Lo stesso concetto è stato espresso da un altro dei vincitori del concorso a dirigente scolastico della Campania. Il quale tiene a sottolineare che se è vero che “esiste un parere consultivo di un giudice del Consiglio di Stato” negativo, è altrettanto vero che questo risulta “in contrasto con le numerose sentenze dei giudici amministrativisti del TAR e del Consiglio di Stato che, più volte e unanimi, hanno affermato, dimostrandolo appieno, la legittimità dell’intera procedura concorsuale”. Pertanto, ancora non è stata emessa “una vera e propria ordinanza in tal senso”.

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Vale la pena ricordare, per completezza, che a proposito delle presunte irregolarità nello sviluppo del concorso per dirigenti scolastici campano, 14 mesi fa sono stati notificati 23 avvisi di garanzia, a seguito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli: dall’indagine è emersa la presenza di “un’organizzazione in grado di condizionare illecitamente tutti i settori della Pubblica Amministrazione che ricadono in ambito Usr” ed in particolare, sempre la Procura campana, ha desunto che “i componenti di tale associazione agiscono con allo scopo di condizionare gli esiti di un concorso”.

C’è poi infine da ricordare che sia idonei che inidonei hanno presentato all’Ufficio scolastico regionale delle diffide giudiziali dai contenuti opposti: la prima puntava ad ottenere la pubblicazione della graduatoria di merito; la seconda a chiedere la ripetizione del concorso.

Alessandro Giuliani