Gentile sig. Salvatore Fiore,
mi rivolgo a Lei con la stima e il rispetto nei confronti di un genitore che partecipa attivamente alla gestione della scuola e che ha sentito il dovere di esternare le sue perplessità dinnanzi ad un problema tanto dibattuto dell’annullamento del concorso a dirigente…(inviato in redazione dal collega Giuseppe D’Urso)

Ho letto il suo accorato intervento pubblicato sul sito di Aetnanet ed ho provato veramente tanta preoccupazione nel leggerlo in tutte le sue parti, badi non perché le affermazioni che Lei ha fatto non sono condivisibili, ma semplicemente perché sono frutto di un errore di prospettiva, di un errore di valutazione e di una non perfetta conoscenza dei fatti.

Se si parte da presupposti sbagliati come per esempio pensare che il bene sia quello della Sua scuola e non il bene della credibilità dell’Istituzione statale e dei suo principi, si giunge a risultati pericolosi per il corretto vivere civile e per l’organizzazione della società.

Al fine di evitare strumentalizzazioni di sorta, in cui Lei potrebbe cadere, ritengo doveroso fornirLe un quadro più ampio della realtà che Le è stata rappresentata. Occorre, tuttavia, premettere che “le regole ed i principi dello Stato vanno rispettati sempre e non soltanto quando ci fanno comodo”.

Premesso questo, La informo di quanto segue :

a) Non si tratta di un “presunto” vizio, ma di un vizio accertato dalla magistratura giudicante nel corso dell’iter processuale. Infatti, dai verbali – che sono stati redatti e sottoscritti tutti dal presidente e dal segretario di quelle commissioni, che sono atti pubblici e fanno, quindi, fede fino a querela di falso – emerge che il presidente dalla Commissione era presente “contemporaneamente” in entrambe le sotto commissioni. Nelle altre regioni d’Italia le sottocommissioni operavano alternandosi, facendo in modo che il presidente fosse presente ora nell’una (e l’altra non lavorava), ora nell’altra. Pertanto l’informazione che Le hanno fornito è destituita di fondamento. In Sicilia, le Commissioni operavano contemporaneamente ed il presidente, non avendo il dono dell’ubiquità, non poteva essere presente in entrambe allo stesso tempo.

b) Dietro “tutto ciò”, come ha detto lei, c’è la rivalsa di uno Stato che rivendica di essere uno Stato di diritto; uno stato che, finalmente, emette della sentenze capaci di essere efficaci e di denunziare e condannare il malcostume che spesso è stato presente nella mostra terra. Due candidate hanno presentato il ricorso. I magistrati hanno rilevato il vizio, lamentato dalla ricorrenti ed hanno, per legge, cassato (annullato) le operazioni del concorso comprese le graduatorie. Nulla di più nulla di meno. Nessuna dietrologia.

c) Nessuno ha fatto accuse a coloro che erroneamente, sulla base di un atto nullo, sono stati dichiarati vincitori; nessuno ha messo in dubbio le loro capacità o la loro competenza, solamente si è evidenziato il fatto che non è stata rispettata la regola imposta dall’ordinamento ed un magistrato ha ripristinato il corretto equilibrio.

d) Devo però aggiungere un’altra cosa che probabilmente la Sua dirigente non Le avrà detto ed è che il vizio sulla composizione della Commissione non è un fatto puramente formale o marginale, ma ha un’importanza notevole, poiché la decisione sulla valutazione deve essere fatta alla presenza di tutti i componenti i quali devono esprimere un voto e su quel voto si opera l’ammissione o la non ammissione del candidato. Lei comprenderà che se invece di tre voti ce ne sono soltanto due la valutazione non è certamente completa, è monca, insufficiente; ma vi è un altro elemento che probabilmente la Sua dirigente avrà dimenticato di dirLe ed è che dai verbali emerge che gli elaborati sono stati mediamente valutati nell’arco di 2 minuti e mezzo. In tale arco di tempo, ovviamente, è compresa l’apertura della busta, la lettura, la discussione sull’elaborato, la trascrizione a verbale, l’abbinamento dell’elaborato al nome ecc. ecc. ecc.. Si tratta di compiti mediamente di 8 -10 facciate di protocollo scritte a mano. Perché non prova a leggere un compito di suo/a figlio/a in due minuti e mezzo? Lo chieda anche alla Sua dirigente come ha fatto la Commissione a valutare il suo elaborato in due minuti e mezzo ed a decidere che Lei era brava e gli altri, gli esclusi, i c.d. “bocciati” invece no. Ma c’è di più. Se gli elaborati avessero avuto un minimo di valutazione chieda alla Sua dirigente come hanno fatto ad attribuire voti altissimi ad elaborati pieni di gravissimi errori grammaticali. Pensa che una corretta e sana valutazione collegiale avrebbe mai dato un voto quasi massimo ad un elaborato sgrammaticato? Sono certo che questa elementare circostanza nella logica vittimistica che Le è stata rappresentata dalla Sua dirigente, non Le è stata comunicata. Provi a chiedersi il perché

e) Lei continua ad elogiare la Sua dirigente che ha fatto tanto, mettendo in cattiva luce i predecessori che, invece, sono certo, erano altrettanto bravi solamente operavano con norme e contesti regolamentari diversi. A tal proposito lei cita i PON e dice che grazie all’attuale dirigente sono stati finanziati, cosa che fa pensare non fosse accaduto negli anni precedenti. Chieda alla Sua dirigente qual è la nuova procedura di approvazione. Sono certo che Le ha taciuto (o forse non lo sa) che da qualche anno è stato impostato una sorta di automatismo nei finanziamenti che prevede la distribuzione delle risorse a tutte le scuole sulla base della popolazione studentesca. I PON, quindi, non sono stati finanziati perché la Sua dirigente è brava, ma perché è cambiato il meccanismo di aggiudicazione. Anche in questo la Dirigente ha fatto una cosa non meritoria facendoLe credere che “la Luna è nel pozzo” e che i finanziamenti sono frutto della sua abilità. Chieda, inoltre, alla Sua dirigente chi ha materialmente elaborato i progetti, chi li ha inseriti al meccanografico, chi è il facilitatore, chi è il valutatore, e quali sono i loro compiti, così potrà rendersi conto chi sono veramente i bravi e di chi sono i meriti.

f) Sulla base delle erronee informazioni che le sono state fornite è ovviamente giunto alla conclusione che ci sono chissà quali interessi in gioco da indurre una magistratura altamente qualificata (si parla di una sezione del Consiglio di Stato) ad emettere una sentenza di tale gravità. Invero non c’è nulla di anormale. O forse di anormale c’è qualcosa ed è la graduatoria che è stata redatta da una commissione illegittimamente composta, che non ha effettuato alcuna valutazione degli elaborati, graduatoria di “merito” in cui si trova la Sua dirigente che risulta vincitrice non si sa in base a quale criterio. Le chiedo sig. Fiore, se gli elaborati non sono stati corretti come hanno fatto a formare la graduatoria? Sulla base di quale principio hanno detto che la Sua dirigente è brava ed un altro, invece, non lo è, se entrambi gli elaborati sono stati valutati in un paio di minuti (giusto il tempo di leggere il frontespizio) ?
Guardi che quanto le sto dicendo sulla mancata o impossibile valutazione è stato accertato nel corso della Trasmissione Mimanda Rai3, alla presenza del Direttore generale dott. Giudo Di Stefano, il quale ha ammesso in trasmissione che non era possibile valutare gli elaborati in un paio di minuti.

Questi sono i fatti.

Il principio cui tutti i cittadini devono uniformarsi è che le sentenze, favorevoli o sfavorevoli, vanno rispettate e che non bisogna andare dal politico di turno per farsi fare delle leggi ad personam, incostituzionali, per mantenere la posizione di prestigio a scapito di tanti altri che avrebbero meritato di stare in quel posto, ma che “non si sa” per quale ragione non ci sono rientrati.

Un uomo di scuola, che discute di legalità e di giustizia non dovrebbe perorare cause basate su atti illegittimi e caldeggiare leggi incostituzionali. Chi vuole mantenere la sua poltrona sulla base di un atto illegittimo, svilendo il disposto della magistratura e pretendendo che vengano emanate norme incostituzionali, non fa certamente cosa meritoria e non dovrebbe avere seguaci.

Dimenticavo di dirle che la norma che mantiene in servizio la Sua attuale dirigente fino all’espletamento del rinnovo delle procedure concorsuali è incostituzionale perché viola l’art. 3, il 1° e il 3° comma dell’art. 97 e l’art.77 della Costituzione.
Chissà, forse la Sua dirigente non lo sa, o se lo sa fa finta di non saperlo.

Nella speranza di averLe dato sufficienti informazioni, a Sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti, con l’occasione mi è gradito porgerLe cordiali saluti.

Riposto, 4 gennaio 2010
Avv. Giuseppe D’Urso

 

ECCOVI LA LETTERA DI SALVATORE FIORE, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO (DA WWW.AETNANET.ORG)

 

“A PROPOSITO DI DIRIGENTI CONGELATI”

Sono il Presidente del Consiglio d’Istituto di Castell’Umberto (ME), in questi giorni si è fatto un gran parlare sulla problematica relativa al concorso per Dirigenti Scolastici, svoltosi in tutta Italia nel 2004 ma, guarda caso, solo con riferimento a quello svolto in Sicilia, adducendo un presunto “vizio” circa la non legittimità dello svolgimento delle prove concorsuali.
Senza entrare nel merito della questione, mi nasce spontanea una domanda: la Sicilia fa parte dell’Italia, e se così è, come lo è, perché nel resto della Nazione nulla è stato obiettato in ordine a questo concorso e soltanto in Sicilia si è sollevato il problema? Cosa c’è dietro tutto ciò…!!! A chi serve un cosi grosso polverone…?!!!
Sono esterrefatto di fronte a quanto si è detto e scritto su queste nuove valide leve di “PROFESSIONISTI” della scuola ed ho provato una grande amarezza e una grossa fitta al cuore per le immeritate ed ingiuste accuse loro rivolte.
Mentre prima si accedeva ai ruoli dirigenziali “per grazia ricevuta”, finalmente un concorso che ha dato alla scuola dirigenti qualificati.
Questo alla prova dei fatti! E i fatti sono rappresentati, per quanto riguarda la mia esperienza, dal meritorio e instancabile lavoro del nostro Dirigente Scolastico, vincitore del concorso sotto accusa.
Vivo da anni, quale genitore impegnato nella scuola, prima, e dopo, nella qualità di rappresentante dell’istituzione, tale realtà, e posso garantirvi che da molto tempo la nostra scuola non riusciva a porsi quale canale di comunicazione tra interesse culturale, formativo-programmatico, vera agenzia formativa, e famiglie.
Ebbene, l’assegnazione dell’attuale Dirigente Scolastico, proveniente “per fortuna”, da quella schiera di professionisti “ ACCUSATI”, alla luce dei quasi tre anni di lavoro da essa svolto, appare propizia. Con gli occhi del dopo, posso affermare che è riuscita a dare speranza e fiducia in una scuola che trasmette valori e cultura. Il lavoro svolto, altamente professionale, ma “silente ed umile”, è riuscito a vincere l’apatia, il disinteresse, la voglia di non esserci. Una persona che, mettendo in gioco tutta se stessa, ha fatto riemergere la Scuola, quale pilastro educativo qualificato per i nostri figli.
Credetemi, ho dedicato molto del mio tempo alla realtà scolastica e non avevo mai visto un Dirigente impegnare 12/13 ore al giorno al proprio lavoro o rinunciare al sacrosanto diritto alle ferie per dedicarsi all’altrui interesse.
Il faticoso lavoro di questa Dirigente, che fa parte della “classe incriminata”, ha fatto si che la nostra scuola sia apprezzata non solo nella realtà circumvicina, ma anche nell’intera Provincia di Messina.
Qualche esempio per farvi capire: da ben due anni il nostro Istituto è il primo, nella provincia, nella raccolta fondi per Telethon; sono stati approvati progetti per la realizzazione di laboratori scientifici; sono stati approvati numerosi progetti di interscambio scuola – famiglia; sono stati approvati Pon etc (tutto questo sembra ovvio, ma fino a qualche tempo e per quanto io ricordi, fa non lo era nella nostra realtà).
Questo è il lavoro di uno di quei Dirigenti, oggi accusati e che si vuole mortificare nella loro DIGNITÀ con ingiuste accuse mosse da reconditi interessi che nulla hanno a che fare con il bene comune.
Allora mi chiedo: la Sicilia è un realtà che vuole andare avanti con professionalità valide che, finalmente, abbiano accesso ai pubblici uffici, in condizioni di uguaglianza, tramite un regolare concorso o viceversa vuole continuare a fondarsi sulle appartenenze, sulle conoscenze, sulle raccomandazioni e sulle “amicizie”?
Nell’esprimere la mia piena solidarietà.

Salvatore Fiore