Concorso DS: Pittoni (Lega) interroga sui risultati del Friuli e teme arrivi esterni…(da tuttoscuola)


 

In queste settimane gli Uffici scolastici regionali stanno via via pubblicando i risultati delle prove scritte del concorso per dirigente scolastico. Con qualche sorpresa e con qualche protesta.

Nelle prove di preselezione le percentuali dei candidati ammessi al concorso erano state complessivamente omogenee tra di loro, con banda di oscillazione abbastanza contenuta.

Rispetto alla media generale del 27,2% di ammessi alle prove scritte, lo scostamento negativo o positivo era stato al massimo di 3-4 punti.

Invece, in  questi primi risultati di candidati ammessi alle prove orali (media provvisoria di quasi il 40%), gli scostamenti risultano notevoli (sono compresi tra il 48,6% del Piemonte e il 18,3% del Molise). Il Friuli-Venezia Giulia, prima regione a pubblicare l’elenco degli ammessi, ha superato di poco il 31% e, sorpresa!, ha un numero di posti maggiore del numero di candidati ammessi (come succede anche in Molise).

Per questa sorpresa ha presentato un’interrogazione il senatore Pittoni, leghista e friulano per sapere dal ministro profumo se l’operato della Commissione giudicatrice sia stato conforme ai principi di efficacia, trasparenza ed efficienza, nel pieno rispetto delle normative vigenti, con particolare riferimento agli indirizzi informatori della Pubblica Amministrazione.

Per motivare la sua richiesta il senatore ha commentato in questo modo la situazione: “Ci sono regioni dove, nonostante il buon livello medio di preparazione certificato dalle indagini internazionali, non si trova un numero sufficiente di candidati alla dirigenza scolastica in grado di superare le prove di idoneità.

In Friuli-Venezia Giulia – nota il senatore – hanno superato la prova preselettiva nazionale dell’ultimo concorso in 122 (tre dei quali concorrenti per le scuole di lingua slovena), ottenendo complessivamente un risultato di eccellenza. La percentuale di ammessi agli scritti è stata infatti del 31%, a fronte di un dato medio nazionale del 25%. Dopo le due prove scritte regionali, sono però stati ammessi all’orale solo 36 candidati di lingua italiana e 2 di lingua slovena, quando il bando di concorso prevede per il Friuli-Venezia Giulia 43 posti per i candidati di lingua italiana e 3 per quelli di lingua slovena.

A questo punto, davanti alla prospettiva di posti di dirigente scolastico che in Friuli Venezia Giulia rimarranno vacanti, Pittoni esprime una forte preoccupazione: “Non meno di 7 posti di dirigenza di lingua italiana rimarranno quindi scoperti, senza contare che a norma dell’art. 7 co.3 del DPR 10 Luglio 2008 n° 140 “le graduatorie hanno validità triennale a decorrere dalla data della pubblicazione”, con il rischio dunque che per le dirigenze vacanti, in mancanza di “idonei” del posto, scatti l’ennesimo trasferimento di colleghi dal Meridione”.

Perché questo trasferimento da regione a regione avvenga, occorrerebbe una norma di legge apposita, ma, visto che questo è successo anche recentemente, il senatore leghista, non fidandosi, ha messo le mani avanti.

Idonei: la mina vagante dei concorsi
La proposta della Lega per evitare incursioni esterne sulle graduatorie dei concorsi

 

Il senatore Mario Pittoni, Capogruppo Lega Nord Commissione Istruzione del Senato, dopo aver chiesto spiegazioni al ministro Profumo sui criteri di trasparenza ed equità adottati dalla commissione giudicatrice del concorso a dirigente scolastico in Friuli Venezia Giulia e dopo aver espresso il rammarico per l’ammissione di un numero di candidati alle prove orali inferiore alla disponibilità dei posti a concorso, avanza una proposta per porre rimedio in futuro alle zone grigie dei concorsi.

Pittoni ha dichiarato, in proposito, che “Il primo intervento è stato ovviamente un’interrogazione per chiedere a Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, “quali iniziative intenda assumere per verificare e rassicurare sulla circostanza che lo svolgimento dell’attività della Commissione regionale sia stato conforme ai principi di efficacia, trasparenza ed efficienza, nel pieno rispetto delle normative vigenti, con particolare riferimento agli indirizzi informatori della Pubblica Amministrazione”.

Ma il vero problema, a parere di Pittoni, sta nel meccanismo che, così com’è, penalizza le regioni che vorrebbero portare un po’ di serietà nelle valutazioni. Per questo motivo proporremo una revisione del sistema di reclutamento dei dirigenti scolastici, ispirato al progetto che abbiamo presentato al ministro per l’assunzione dei docenti, basato su graduatorie regionali.

Insomma il senatore della Lega teme il solito pasticcio all’italiana da prima (e seconda) repubblica. Gli idonei dei concorsi non dovrebbero esistere: o vincitori o niente.

“Basta “idoneità – tuona il parlamentare – l’accesso al posto (dopo aver scelto in assoluta libertà la regione dove candidarsi, in ossequio a Costituzione e normativa europea), dipenderà dalla posizione in lista sulla base del punteggio. I 4/5 dei punti si dovranno però guadagnare sottoponendosi a una valutazione approfondita a parità di condizioni con gli altri iscritti in quella regione. Questo fungerà da “calmiere” ai vari tentativi per ottenere spostamenti dalle zone con meno opportunità di lavoro ma valutazioni “generose”, a quelle con più posti disponibili ma maggiore rigore nei voti, evitando che candidati valutati con manica larga in altre realtà possano scavalcare chi effettivamente merita.

Una proposta, la sua, che dovrebbe valere prima di tutto per i concorsi dei docenti, per essere poi adottata per il reclutamento dei dirigenti scolastici e anche per gli altri dipendenti pubblici.