Una buona conclusione quella della vicenda scandalosa dello scorso venerdì, che ha visto la scuola lombarda vivere uno dei suoi momenti più tristi…(da ScuolaOggi)

 

 

Si richiamano i momenti  salienti:  il  fulmine a ciel sereno di una nota ministeriale – della sera precedente la convocazione – che vietava la presa di servizio dei vincitori del concorso per dirigenti scolastici, già decisa dalla Direzione scolastica regionale;   le reazioni  giustamente indignate degli interessati (non pochi dei quali erano arrivati da altre regioni);  presenze inopportune che gettavano benzina sul fuoco. 

La felice conclusione è nel Comunicato  ministeriale, della serata di ieri, 12 marzo,  dove si legge che “i 355 presidi [vincitori del concorso] prenderanno servizio il prossimo 30 giugno (…). Nel frattempo rimarranno in cattedra fino alla fine dell’anno scolastico, con garanzia giuridica della loro presenza anche nel corso gli esami di maturità”.

Il comunicato chiarisce finalmente – e senza sotterfugi e richiami normativi opachi e risibili – le ragioni che hanno spinto il Ministero a bloccare la decisione del Direttore De Sanctis: quella di nominare i vincitori immediatamente dopo la conclusione del concorso e di assegnare loro una sede presso la quale prendere servizio la settimana successiva.

Non si chiarisce, nel Comunicato, come mai l’ufficio del direttore Chiappetta, capo del Dipartimento per l’Istruzione del Miur, sia intervenuto solo la sera prima della convocazione di De Sanctis, sebbene  ne fosse a conoscenza da alcuni giorni. E sia intervenuto con motivazioni che non motivavano o che rimandavano a una norma che si potrà applicare solo quando i miracoli torneranno di moda.

Alcuni passaggi della Nota ministeriale qualcosa  lasciano comunque capire. Primo: il caso aveva una sua oggettiva gravità, se e farsene parte attiva per una sua risoluzione è entrato in scena  il Capo Gabinetto (come dire…), sollecitato in modo esplicito  dallo stesso Ministro Giannini (che si era incontrata in giornata con una delegazione dei “vincitori”); secondo: l’accellerazione voluta dal direttore De Sanctis  – anche se richiedeva una qualche mediazione – aveva un suo oggettivo fondamento in quanto  risposta alla situazione insostenibile di moltissime scuole lombarde, ormai opacizzate e rassegnate ad un tran tran spesso mortificante.

Significativa, nel Comunicato, anche la mancanza di riferimento all’incontro avuto in mattinata del dottor Chiappetta coi Sindacati. Incontro nel quale però impegni espliciti  non sono venuti fuori.

C’è,  in questo non detto,  un messaggio per i Sindacati? Vedremo.

Significativa, anche se prevedibile, un’altra assenza: non si fa cenno al fatto che il Direttore Chiappetta, per il suo comportamento nel caso, avrebbe dovuto dimettersi.

Ma non si può, però, oggettivamente, chiedere  tanto a un comunicato ministeriale.

Resta comunque lo scandalo di Amministrazioni dello stesso Dicastero che, su aspetti così delicati, non comunicano; e sarà difficile da far rientrare lo schock che questa vicenda ha provocato nell’opinione pubblica e  soprattutto negli studenti coinvolti in questa storia penosa e allucinante.

L’immagine della scuola, che è già quella che è,  ne esce ulteriormente sfigurata.

Comunque la decisione ministeriale di ieri  appare saggia e opportuna, sia rispetto alla nuova data prospettata per la presa di servizio (il 30 giugno), sia per la salvaguardia dei diritti degli studenti (viene ribadita la partecipazione, ove già prevista, dei neo-dirigenti agli esami di  stato  – ancora chiamati nella nota ministeriale: esami di maturità! -).

Altra  notizia contenuta nel comunicato – e che va registrata  con soddisfazione – è quella che riguarda l’inizio “a breve” della formazione obbligatoria, tirocinio compreso, dei neo-assunti.

Una rondine non fa certo primavera. Ma può talvolta presagirla (commento per la serie: buone nuove cercansi disperatamente).