Replica alla lettera dei non idonei al concorso per dirigente scolastico in Calabria e Lombardia…(da Latecnicadellascuola)

02/11/2012

AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE

PROF. PROFUMO

Gent.mo Sig. Ministro,

sono una professoressa calabrese che ha partecipato all’ultimo concorso per dirigenti scolastici in Calabria e, avendo superato tutte le prove, risulta tra i 98 idonei.

Da mesi leggo sui giornali lettere di colleghi che, amareggiati per non aver superato il concorso, offendono in modo gratuito chi, come me, ha ottenuto l’idoneità. Finora ho cercato di comprendere tenendo conto del fatto che, ad una certa età, fallire un esame può essere difficile da sopportare.

La misura, ora, è colma. Non è bastato, ai colleghi non idonei, affermare, senza alcun ritegno, che tutti gli idonei sono massoni, parenti, affini o comunque in rapporti intimi (ovviamente riferito alle donne) di politici, magistrati o non si sa chi; non è bastato declamare le proprie stratosferiche competenze e il proprio altissimo livello culturale chissà perché non capito dalla commissione d’esame; non è bastato, nemmeno, sommergere i tribunali amministrativi di ricorsi fondati sul nulla che ci si augura finiranno rigettati con la stessa fermezza del Tar Lazio che ha condannato i ricorrenti anche al pagamento delle spese processuali. Nulla è bastato a sanare questo patologico stato di frustrazione nel quale probabilmente sono caduti professori che dovrebbero avere la capacità di insegnare ai propri alunni che il fallimento si affronta e non si demonizza.

Questo continuo vomitare di malignità e falsità non è più tollerabile, specialmente quando, tra i più tenaci e agguerriti ricorrenti, figurano persone che non hanno superato l’orale semplicemente perché si sono ritirate (dopo avere rinviato la prova per presunti problemi di salute), perché hanno dichiarato di non saper rispondere, perché sono uscite fuori dall’aula dell’esame in lacrime, consapevoli di avere fallito la prova. Non è più tollerabile che a sputare sentenze e fango su chi ha regolarmente superato l’esame siano quelle stesse persone che hanno messo in atto tutte le possibili manovre per superarlo: e mi riferisco ai tentativi di copiare nelle prove scritte così come alla frequenza di corsi di preparazione inspiegabilmente onerosi (forse oltre alla preparazione garantivano altro?) E tra gli agguerriti ricorrenti figurano, forse, quelli che speravano che anche questo concorso, come tanti altri, finisse come sempre, con i raccomandati dentro e i figli di nessuno fuori. Stavolta gli è andata male e lo strepitio che ne è scaturito è la riprova della serietà di una commissione d’esame che non ha guardato in faccia a nessuno.

Non ho la presunzione, come le colleghe che scrivono sui giornali da mesi, di essere preparatissima, bravissima, competente e dotata di intelligenza superiore alla media; sono solo una docente che ha fatto sempre il proprio dovere sperando di farlo al meglio, che non si è tirata indietro di fronte al lavoro e al sacrificio e che ha la presunzione, questa si, di dire la verità. La dirittura morale e il rispetto della legalità non sono valori che mi possono essere insegnati da colleghi che, probabilmente, sono soliti giudicare gli altri secondo il proprio metro di valutazione.

Sono veramente stufa di sentire stupidaggini e menzogne intorno ad un concorso serio, rigoroso e finalmente selettivo. Vorrei, anzi, dare atto alla commissione d’esame di avere operato con grande professionalità e, probabilmente, di avere avuto anche la capacità di individuare, nei candidati che aveva di fronte, quelle doti di equilibrio mentale indispensabili per ricoprire il ruolo di dirigente scolastico più della conoscenza di norme e teorie.

Concludo, Sig. Ministro, scusandomi, come docente calabrese, della pessima immagine che la categoria cui appartengo sta mostrando di sé e rassicurandoLa, nel contempo, che la scuola calabrese può fare affidamento su tante altre risorse umane che quotidianamente lavorano con serietà, equilibrio e grande senso di responsabilità. Anche io aspetto con fiducia che la magistratura si esprima definitivamente sulla vicenda e che dia ai ricorrenti e a tutti coloro che sperano in un annullamento di un concorso serio la risposta che meritano, così come mi auguro di contribuire nel mio piccolo alla costruzione di una società più giusta e seria dalla quale bandire chi ipocritamente vorrebbe asservire la giustizia ai propri bassi interessi.

Prof.ssa Antonella bozzo

Sottoscrivono la lettera

Prof.ssa Simona Sansosti

Prof. Alfonso Costanza

Prof. Roberto Amelia

Prof. Francesco Talarico

Prof.ssa Marilene Liporace

Prof.ssa Ersilia Siciliano
Prof.ssa Maria Berlingò
Prof. Francesco Bruno
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Risposta agli idonei della Calabria

15/12/2012
Spett.le Tecnica della Scuola
Per conoscenza all’Ill.mo Sig. Ministro Francesco PROFUMO
Alla Prof.ssa Antonella BOZZO, autrice della lettera e ai sottoscrittori proff. Simona SANSOSTI, Costanza ALFONSO, Amelia ROBERTO, Francesco TALARICO, Marilena LIPORACE, Ersilia SICILIANO.
E’ con grande dispiacere che la sottoscritta Maria Berlingò, docente risultata non idonea all’ultimo concorso per dirigenti scolastici, bandito nel luglio 2011, scrive questa lettera su questa rivista per rendere noto a tutti il suo rammarico e l’ulteriore delusione verso persone che hanno dimostrato di non avere alcuna dignità umana e professionale oltre che denunciare un clima di scorrettezze concorsuali che ha, qui in Calabria, avvelenato gli animi e le menti.
Egregio signor Ministro, se è vero com’è vero, che a noi docenti spetta il compito di educare, istruire e formare le generazioni future allora da persona che “vive” la scuola non” l’attraversa” penso proprio di dover dire che grossi e grandi cambiamenti occorrono proprio a partire dal corpo docente che prima di tutto deve avere una solida impostazione morale e senso di rispetto per il prossimo, chiunque esso sia. Solo allora, Signor Ministro, avrà senso parlare di legalità, di trasparenza e di valori di onestà e solidarietà nelle nostre aule ai nostri ragazzi.
La sottoscritta si è trovata (a sua insaputa e completamente ignara del fatto e del contenuto) a sottoscrivere una lettera scritta dalla collega prof.ssa Bozzo e sottoscritta dai colleghi sopra citati, della quale non solo ne disconosce il contenuto ma se ne dissocia completamente) Pertanto, il seguito della mia lettera è la logica risposta ad un articolo pubblicato sul sito di Tecnica della Scuola il 2/11/2012 e del quale ha preso visione solo da poco.
La collega BOZZO nella lettera riferisce che, “la misura ora è colma” bene, questo se permette lo dico io e il mio collega Francesco BRUNO (anche lui risultato alle prove orali non idoneo) candidati che, inconsapevolmente, si sono visti i loro nomi in calce ad una lettera che non condividono minimamente per le menzogne e le calunnie rivolte verso chi non ha superato gli orali del concorso.
Se la collega BOZZO riferisce di non avere la presunzione di affermare di essere preparatissima, bravissima, intelligente e quant’altro, ma di essere solo una brava docente che insegna sempre la giustizia e la verità, bene, questa lettera è la prova della sua verità!
Questa collega non sa che ingiustamente Maria BERLINGÒ e Francesco BRUNO sono risultati inidonei agli orali, ma tant’è accorta li ha messi di suo (ironia della sorte perché forse lo meritavano più di lei e dei suoi compari) nella graduatoria dei 98 eletti a sottoscrivere le sue supposizioni. Nessuno di noi può essere d’accordo con chi come lei, è risultata tra gli idonei per il semplice motivo che non abbiamo giocato ad armi pari, tutti sappiamo che solo qualcuno si trova in possesso di una buona preparazione che unita ad una valida segnalazione gli ha permesso di essere dentro e non fuori!
E’ stato un concorso truffa, una mascherata dall’inizio alla fine e l’operato della commissione discutibile il più possibile visto che lo stesso Consiglio di Stato non ha potuto fare a meno di constatare l’incompatibilità e la condizione di “fumus boni iuris”. La collega si dice stanca di sentire e leggere di ricorsi e controricorsi…, io pubblicamente le dico di non stancarsi così facilmente perché se per il concorso giudicheranno e decideranno gli organi giuridici preposti, lei e gli altri sottoscrittori dovranno rispondere per diffamazione nei miei confronti.
Nella lettera riferisce che “non sarà certamente lei a contribuire nel suo piccolo alla costruzione di una società più giusta e sana”, io le rispondo che se lo farà come ha fatto per accaparrarsi un titolo che non le si addice proprio, bene allora stiamo proprio precipitando verso il baratro!
Giustizia deve essere fatta, questo lo diciamo tutti noi ritenuti non idonei agli scritti e agli orali (abbiamo avuto modo di godere di elaborati perfetti, impeccabili e validissimi colmi di errori di forma e contenuto) perché mai si è visto più scandalo di questo!
Non è affatto vero che figli di nessuno dentro e i raccomandati fuori. I non raccomandati siamo fuori e i figli di qualcuno dentro! Più o meno ci conosciamo tutti e conosciamo tutti la triste verità, il merito e la qualità stanno a guardare da molto lontano, dentro, per la maggior parte, ci sono persone che non hanno parlato, che hanno riferito delle sciocchezze, che hanno confuso PON con POF… siamo veramente ridicoli! E’ certo, fa comodo girare il manico del coltello dalla propria parte ma, cara collega, sappi che comunque andrà a finire non riconosceremo mai in voi la dignità, l’onestà e il ruolo di una figura apicale quale quella attribuita ad un vero dirigente scolastico.
Altro che dirittura morale e rispetto della legalità!!
E per concludere devo sottolineare che “la frustrazione non è nostra” perché sappiamo benissimo quanto abbiamo lavorato, studiato e cercato di fare del nostro meglio, semmai la frustrazione di cui tanto parli è TUA/VOSTRA perché sapete quello che avete fatto per essere dentro.
Dimenticavo… l’allusione ai certificati medici, io sono una di quelle che ha dovuto rimandare la prova e ti dico che non ho alcun timore di renderlo pubblico ma, non auguro a nessuno di rimandare un misero orale di concorso quando c’è in gioco la propria vita!
Siamo tutti sotto questo cielo, VERGOGNATEVI TUTTI.
Prof.ssa Maria BERLINGÒ autrice
Prof. Francesco BRUNO sottoscrittore