Tontes & Matontes: concorso Ds, si ricomincia in Calabria?…(da ceripnews) Dalle notizie di stampa e dalla presa di posizione dei candidati bocciati di Reggio Calabria, che hanno trovato spazio su Orizzonte Scuola ( www.orizzontescuola.it ), parrebbe che la telenovela sugli ammessi alle prove orali per il concorso per Dirigenti Scolastici abbia riconquistato gli onori (sic!) della cronaca sulla carta stampata e via web.
A parte i diffusi mal-di-pancia già registrati nelle altre Regioni che hanno ultimato la correzione delle due prove scritte, con risultati non sempre lusinghieri ed arrivando ad ammettere agli orali meno candidati dei posti messi a concorso (!) sulla Testata on-line già citata leggiamo una nota-protesta di un gruppo di docenti reggini che non hanno digerito i risultati ottenuti: appena 193 ammessi su 450 candidati che avevano superato il quizzone pre-selettivo, sulla cui consistenza e validità ci siamo spesi non poco a suo tempo.
I candidati non ammessi partono da lontano nella loro protesta e scomodano il mondo greco per evocare i “tontes” (predestinati, a prescindere dalle loro capacità) ed i “matontes” (i restanti, i fracchia di fantozziana memoria). Personalmente non riteniamo leale l’accusa agli ammessi di essere soltanto “tontes”, ma certamente a leggere la lunga ed articolata nota di protesta qualche perplessità nasce spontanea.
La prima prova scritta, soprattutto, a quanto pare, era talmente general-generica che tutti hanno scritto di tutto e di più, e tutti erano convinti di essere dentro la traccia. I parametri di correzione resi noti a posteriori ne hanno dato certezza o meno a tutti; semmai la questione poteva essere un voto in più o uno in meno, ma certamente sembrava scontato che tutti abbiano saputo e potuto scrivere.
E allora perché questi risultati? Come mai 300 elaborati non hanno ottenuto la sufficienza minima?
Evocare le argomentazioni del senatore Pittoni lo lasciamo ai sottoscrittori della nota di protesta che hanno utilizzato a pieno le argomentazioni dell’esponente leghista forse per iniziare una crociata anti-concorso. La preoccupazione vera è un’altra: la Calabria per il concorso di oggi sarà come la Sicilia del concorso 2004? Speriamo proprio di no, la scuola, quella vera, non se lo può proprio permettere ad ogni prova concorsuale! Anche se non possiamo non condividere la logica sottesa della chiosa finale: reclutare così i Dirigenti Scolastici per la scuola del XXI secolo non paga. Sarebbe più logico – e sarebbe comunque un investimento per lo Stato – dapprima costruire un percorso formativo per gli aspiranti (Biennio? Forse troppo!) e poi fare espletare gli esami nelle diverse aree tematiche per concludere con una tesina-progetto.
Scontata (l’hanno superata e per questo non ne parlano !) la vigenza della prova pre-selettiva che dovrebbe decimare brutalmente gli aspiranti anche se un quizzone di tal genere non ha accertato e non ha validato competenza alcuna; semmai, nella migliore delle ipotesi, ha certificato mere conoscenze ed abilità spazio-temporali. (ninni bonacasa)