Concorso Ds in Calabria. I non ammessi: andremo tutti a lezioni private!!!…(da Latecnicadellascuola)

14/05/2012
Decine di candidati esclusi dalle prove orali del concorso per dirigenti scolastici hanno scoperto, leggendo i giudizi della Commissione, di scrivere senza consapevolezza, di avere conoscenze inadeguate, scarsa o nessuna capacità di rielaborazione personale e una insufficiente padronanza della lingua italiana. C’è mancato poco – come ha osservato scherzosamente uno dei colleghi- che ci facessero trovare negli atti concorsuali anche una corda col messaggio: “impiccati”!
Può darsi che qualcuno, colpito dal complesso dell’analfabetismo di ritorno, abbia pensato di seguire delle lezioni private di grammatica e di legislazione scolastica, magari per prepararsi al prossimo concorso. Ai colleghi che avessero avuto una caduta verticale di autostima, suggerisco di far tesoro delle perle di sapienza e di abilità linguistica, contenute tra le pagine del seguente tema, il cui autore è un candidato ammesso a sostenere l’orale. Essendo stato giudicato “sufficiente” da un professore di “diritto del lavoro” e da una dirigente laureata in lettere classiche, l’elaborato può essere un prezioso punto di riferimento per acquisire lo stile lessicale e per imparare qualcosa di nuovo. L’anonimo aspirante dirigente scolastico, ammesso agli orali, così scrive nella prima facciata del suo compito:
In Italia fino al 2001 la figura del capo d’Istituto era suddivisa nei ruoli di Preside, preposto a dirigere scuole secondarie di primo e secondo grado e di Direttore Didattico posto al vertice della scuola secondaria. A seguito della legge sull’Autonomia scolastica (DPR 275/99) e dell’attribuzione della qualifica dirigenziale, le due figure si sono accorpate in quella unica del Dirigente scolastico, oggi inquadrato nella dirigenza dello stato (Area V della dirigenza) ed è responsabile della gestione unitaria dell’istituzione…Con l’art. 25 bis comma 2 dlg n. 29/93, introdotto dal dlg 59/1998 diventa anche il legale rappresentante dell’istituzione”.
Fin qui un passaggio del tema. E’ stato molto istruttivo per me apprendere le seguenti cose:
1) che la punteggiatura è un optional…invece che un elemento fondamentale del testo critico che evidenzia le componenti grammaticali e sintattiche di una frase, come recita lo Zingarelli!
2) Che una figura “si suddivide”… invece di “si distingue”!
3) Che il Direttore Didattico era “posto al vertice della scuola secondaria”… invece che della scuola elementare!
4) Che il DPR (Decreto del Presidente della Repubblica) è “una legge”… invece di un regolamento! Cioè, in altri termini, il Presidente della Repubblica fa le leggi! Io ho sempre creduto che fosse il Parlamento a legiferare e che gli atti emanati con decreto del Presidente della Repubblica fossero: i regolamenti governativi; gli atti di nomina degli alti funzionari e dirigenti dello Stato; gli atti indicati in maniera speciale dalla legge!
5) Che un verbo al singolare si può accordare ad un soggetto plurale, come: “Le due figure” …è responsabile”!
6) Che decreto legislativo si scrive dlg…invece di D.Lgs!
7) Che un decreto legislativo può introdurre un altro decreto legislativo… Io ho sempre pensato che un decreto legislativo derivasse da una legge e non da un altro decreto legislativo!
Riportiamo, infine, due mirabili esemplari di proprietà linguistica: “…la comunicazione deve diventare uno dei settori privilegiati che il Dirigente Scolastico dovrà gestire mediante modalità comunicative…”!
E, dulcis in fundo: “…Il Dirigente Scolastico attuerà una strategia preventiva alle relazioni di tipo conflittuale…Una Governance comunitaria, come illustravo, tiene le sue radici se viene alimentata da una decisionalità diffusa e dalla valorizzazione di tutte le persone. E’ altresì necessario rispettare rigorosamente le procedure di trasparenza, attraverso modalità efficaci e di buon senso!!!
Chiediamo al lettore, questo sì di buon senso, se per essere ammessi anche noi dovevamo scrivere così.
Ai colleghi che sosterranno l’orale i non ammessi rivolgiamo il nostro “in bocca al lupo”. E, per dirla con Marcello D’Orta: “Io speriamo che me la cavo”!
Invece, ai nostri esaminatori, che ci hanno giudicato quasi incapaci di intendere e di volere, non rispondiamo nulla, perché siamo dei signori nati. Come diceva Totò: “Signori si nasce ed io, modestamente, lo nacqui”.