Concorso Ds in Lombardia: tra i due litiganti il terzo gode? di Aldo Domenico Ficara…(da Latecnicadellascuola)

 

 

07/05/2013

Il Consiglio di Stato il 30 aprile scorso avrebbe dovuto esprimersi sulla vicenda del concorso per Dirigenti scolastici svolto in Lombardia, sbloccando, in un modo o nell’altro, l’attuale situazione di stallo. E invece…

E invece per consentire all’avvocatura dello Stato di approfondire le proprie controdeduzioni alla Ctu, l’udienza è slittata al 4 giugno. Il serio rischio è quello che siano lasciate vuote centinaia di poltrone da preside nelle scuole lombarde. Da un articolo della Gazzetta di Mantova si apprende che, nonostante l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia abbia escluso tale eventualità, l’associazione delle scuola mantovane, l’Aisam, ha espresso preoccupazione sul fatto che i posti vacanti delle presidenze lombarde vengano richiesti (peraltro comprensibilmente) per docenti risultati idonei nei concorsi svolti, senza contestazioni, in altre regioni.

 La preoccupazione si fonda sul fatto che presumibilmente i presidi provenienti dal Trentino, nominati lo scorso settembre, potrebbero ottenere l’avvicinamento a casa come da loro, legittimamente, auspicato, aumentando di conseguenza il numero di presidenze libere. Lo stesso articolo ricorda che nei giorni scorsi sono scesi in campo anche il direttore dell’Ufficio scolastico lombardo De Sanctis, l’assessore regionale all’istruzione Aprea e le principali sigle sindacali della scuola, auspicando tempi rapidi della sentenza visto lo stato d’emergenza in cui si trova la scuola lombarda (su 1224 sedi scolastiche, 473 sono prive di preside titolare).

Comunque ciò che fa maggiormente riflettere è quel “comprensibilmente“, riferito a una possibile mobilità interprovinciale, che come terzo incomodo potrebbe trarre vantaggio dall’infinita controversia sulle buste trasparenti.