Il Consigliere parlamentare Daniele Piccione ha comunicato  al prof. Giuseppe D’Urso ed alla professoressa Mirella Dipietro,  che la petizione dai medesimi presentata  è stata annunciata all’assemblea nella seduta del 6 luglio 2010. La predetta petizione reca il n. 1175 ed è stata assegnata alla 7° Commissione permanente ( Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) competente per materia…

 

Si riporta il testo dell’annuncio in aula :

 

“Il sig. Giuseppe D’Urso, Riposto (Catania), e la signora Mirella didietro, di Comiso (Siracusa), chiedono che non si proceda alla rinnovazione del concorso per dirigenti scolastici in Sicilia, di cui alla proposta di legge attualmente all’esame della camera dei deputati (A,.C.3286) (petizione n.1175)”.

Poiché l’avviso dava adito a qualche erronea interpretazione, sarà pubblicato il seguente avviso di rettifica che sarà annunciato nella prima seduta utile del Senato.

 

Avviso di rettifica


Nel resoconto sommario e stenografico della 400a seduta pubblica del 6 luglio 2010, allegato B, a pagina 18, l’annuncio relativo alla petizione n. 1175 deve leggersi come segue: «il signor Giuseppe D’Urso, di Riposto (Catania), e la signora Mirella Dipietro, di Comiso (Ragusa), chiedono, con riferimento alla rinnovazione del concorso per dirigenti scolastici in Sicilia di cui alla proposta di legge attualmente all’esame della Camera dei deputati (A.C. 3286), che tale rinnovazione venga disposta secondo le indicazioni della magistratura e che non si introducano sanatorie (Petizione n. 1175) ».

 

Si  rappresenta agli oltre 1000 bocciati che se in Senato fossero arrivate oltre 1000 petizioni sono certo che i parlamentari avrebbero attenzionato in un modo diverso la questione, visto che i numeri sarebbero certamente a favore de “bocciati”.

 

Invece di piatire favori e cercare improponibili compromessi, copiate e mandare subito la petizione al Senato anche via E_Mail. Questo è certamente il modo migliore per rivendicare i propri diritti, non quello, di sperare o chiedere sanatorie.

 

Giuseppe D’Urso