Concluso il primo round sul concorso per Dirigenti scolastici del Lazio con una sentenza a favore della commissione che ha operato correttamente pur se ha espresso giudizi sintetici…(da ceripnews)

 

 

 


Come è noto, alcuni aspiranti bocciati avevano contestato la congruità del giudizio della commissione, la composizione della stessa commissione per taluni casi di presunta incompatibilità, avevano fatto rilevare presunti segni di riconoscimento in alcuni elaborati presi in esame nonché presunti errori tanto da chiedere l’annullamento di tutta la procedura concorsuale.
Il Tar Lazio ha respinto tutte le doglianze precisando che i criteri ed i giudizi espressi non sono né irrazionali né arbitrari ancorché sintetici, dopo tutto ai fini della valutazione basta solo il voto apposto, com’è costante giurisprudenza; quanto al presidente che sarebbe stato ritenuto “non competente” in quanto docente universitario di Elementi di meccanica e termodinamica il Tar ha puntualizzato che “sono i commissari a dover essere competenti e non già il presidente il cui unico vincolo è quello di essere docente di prima fascia di università statali o equiparate”.
Quanto ai presunti errori e segni di riconoscimento, i giudici hanno ritenuto “l’istanza non ammissibile per sopravvenuto difetto di interesse a ricorrere” dato che le contestazioni – se provate – non avrebbero procurato vantaggio alcuni ai ricorrenti bocciati, semmai avrebbero comportato l’esclusione di altri aspiranti ovvero una loro diversa collocazione nella graduatoria di merito.
I ricorrenti ed i loro avvocati, ovviamente, non ci stanno e stanno preparando più ricorsi al Consiglio di Stato, proprio per differenziare i rilievi avanzati globalmente in prima istanza, adesso censurati con la sentenza del Tar Lazio.