Spirito della Legge, Lingua italiana e Legge 202/10…(inivato in redazione dal collega Vincenzo Cantarella)


 

Spesso correggendo i compiti dei miei studenti mi imbatto nella difficoltà di capire quello che vogliono esprimere e, in sede di valutazione e  di assegnazione del  voto, chiedo loro di verbalizzare meglio, più chiaramente, il loro pensiero; a volte riescono in tale operazione, altre volte no. La stessa cosa è accaduta ai tanti lettori, più o meno interessati, della Legge 202/10 (rinnovazione del concorso per Dirigenti Scolastici –Sicilia del 2004), che a più riprese hanno chiesto chiarimenti agli addetti ai lavori, considerato che la stessa Legge,  in qualche punto, appare di controversa interpretazione; certo ci si aspettava di più dagli estensori di una Legge dello Stato, che conoscono nei minimi particolari la vicenda, maggiore attenzione  alle parole e alle frasi.

Ma andiamo a rivedere il D.M. n.2 del 3.1.2011 (applicativo della Legge 202/10) che disciplina la rinnovazione del concorso per Dirigenti Scolastici del 2004 al fine di salvaguardare il sistema scolastico in Sicilia dopo la bufera giudiziaria che l’aveva travolto. L’art. 2 recita testualmente che, oltre alle categorie previste dal comma a) (Dirigenti già in servizio) e dal comma b) (Idonei non ancora in servizio), ” possono partecipare alla rinnovazione della procedura di cui al presente decreto i candidati che hanno partecipato alle prove scritte completando ognuna di esse con la consegna del relativo elaborato e che non sono stati ammessi al corso di formazione di cui al D.D.G. 22.11.2004”; chiaro quindi, per ogni italiano di media cultura, che possono partecipare tutti coloro che hanno consegnato le prove scritte e non sono stati ammessi al corso, non come qualcuno vorrebbe intendere, limitando così solo a una peraltro larga platea di concorrenti la rinnovazione della procedura concorsuale, solo i non ammessi agli orali –non è scritto da nessuna parte- , bensì bocciati agli scritti e bocciati agli orali insieme,  al di là del loro esito, questo dice in lingua italiana il Decreto; se gli estensori della Legge avessero voluto fare distinzione tra bocciati agli scritti e bocciati agli orali, l’avrebbero potuto, anzi dovuto espressamente scrivere!. Ad esempio avrebbero potuto scrivere : ” …possono partecipare alla rinnovazione della procedura di cui al presente decreto i candidati che hanno partecipato alle prove scritte completando ognuna di esse con la consegna del relativo elaborato e che non sono stati ammessi agli orali”, oppure ”… possono partecipare alla rinnovazione della procedura di cui al presente decreto solo i candidati che non hanno superato le prove scritte completando ognuna di esse con la consegna del relativo elaborato e che non sono stati ammessi al corso di formazione di cui al D.D.G. 22.11.2004”; pensare il contrario sarebbe come dire che la Legge 202, nata per risolvere l’intricato e annoso contenzioso nato dall’annullamento del concorso in radice e in tutte le sue fasi, avesse pensato a tutte le categorie di candidati, tranne una, quella dei bocciati all’orale.

All’art.4 lo stesso decreto specifica che i candidati di cui sopra “sono ammessi alla rinnovazione della procedura concorsuale mediante una nuova valutazione degli elaborati (quindi sia quelli il cui esito era stato positivo, sia quelli il cui esito era stato negativo). A ciascun elaborato sono attribuiti un giudizio e un punteggio secondo i criteri predeterminati dalla commissione giudicatrice”. E, di seguito, ancora al comma 3 : “I candidati  risultati idonei a seguito della valutazione di cui al comma 1 sono ammessi a frequentare il corso di formazione di cui al successivo art.5”.

E’ la stessa On.le Siragusa, peraltro, promotrice e prima firmataria della Legge 202/10, a precisare e ribadire in diverse e-mail (indirizzate a partecipanti ricorrenti) e precedenti all’approvazione della stessa legge: “…Gentile Professore, se fosse approvata la mia proposta di legge i suoi compiti sarebbero ricorretti ma non dovrebbe sostenere l’orale. Farebbe direttamente il corso di formazione. La mia proposta riguarda tutti e non solo i ricorrenti. Dopo avere a lungo approfondito la questione, penso che la mia proposta sia l’unica soluzione possibile, alternativa al rifacimento tout court del concorso…”.

A “chiarire” come stanno le cose, giunge una nota del Direttore Generale Chiappetta all’USR Sicilia nel lontano 14.01.11, nella quale testualmente è scritto “Si ritiene opportuno, per i candidati che superarono le prove scritte ma non la successiva prova orale, ammetterli direttamente alla prova orale senza una rivalutazione delle prove scritte, atteso che il loro esito fu già positivo”. “Direttamente”  alla prova orale, secondo la maggior parte degli interessati, che allo scopo hanno anche chiesto lumi fino a un mese fa agli addetti ai lavori dell’USR Sicilia, che hanno confermato,  era da intendersi “al corso di formazione e successivo colloquio orale”. Anche in questo caso tuttavia la nota del Ministero poteva essere maggiormente esplicita e non prestarsi ad equivoci successivi come è poi avvenuto; ma pure la Direzione Scolastica Regionale avrebbe potuto comunicare agli interessati, come ha fatto recentemente e  celermente per i candidati bocciati agli scritti e rivalutati positivamente in sede di ricorrezione, il loro destino, e non tenerli nel “limbo” per quasi due anni, nonostante le continue sollecitazioni! Si sarebbe anche potuto far lavorare la commissione per qualche settimana in più e ricorreggere anche le prove di quei candidati che avevano superato le prove scritte nel 2006 (senza tener conto della nota del Dir. Chiappetta che scriveva soltanto “si ritiene opportuno…”), in autonomia e senza stravolgere lo spirito della Legge, e ammetterli direttamente al corso di formazione in caso di ri-valutazione positiva insieme ai 51 ricorretti positivamente e “ripescati”. Se così si fosse agito non ci troveremmo oggi a discutere di una seconda nota, sempre a firma del Direttore Generale Chiappetta, che crea ulteriore confusione, disparità vera e palese ingiustizia nei  confronti di una sola categoria di candidati che, nello spirito della Legge, erano “ricompresi” nella rinnovazione della procedura concorsuale così come dettata dal D.M.n.2 del 3.1.2011, e pone le premesse di un ulteriore contenzioso.

Lascia quindi“basiti” ed increduli questa seconda nota di chiarimento del 12.12.2012 del Dir. Chiappetta inviata alla Direzione Scolastica della Sicilia in cui si afferma che la Legge202 “…nulla ha disposto riguardo ai candidati che superarono le prove scritte ma non la successiva prova orale…” (ma come ha fatto allora ad affermare in modo “sibillino” nella prima nota del 14.1.2011: “Con riferimento alla necessità di avere chiarimenti su alcune categorie di candidati per i quali non è ben chiaro quale prova debbano sostenere in relazione alla rinnovazione della procedura concorsuale disposta dalla Legge 202/2010, SI PRECISA quanto segue. Si ritiene opportuno, per i candidati che superarono le prove scritte ma non la successiva prova orale, ammetterli direttamente alla prova orale senza una rivalutazione delle prove scritte, atteso che il loro esito fu già positivo.).

Questa seconda nota  è una ulteriore “interpretazione” della prima “interpretazione”della Legge 202 fornita nella prima nota che lascia esterrefatti, per di più a distanza di oltre due anni dal varo della Legge e di più di due anni dalla prima nota di chiarimento! Traspare peraltro una certa accondiscendenza per il destino di coloro che in prima battuta erano stati “bocciati” alle prove scritte e una malcelata acredine per coloro che invece erano stati già positivamente valutati in sede di correzione delle prove scritte e successivamente “bollati” agli orali, anche con risibili insufficienze di 18, 19 e addirittura 20, quando sono di dominio pubblico le motivazioni che hanno portato da  un lato il CGA Sicilia all’annullamento del concorso per  ”vizi insanabili” nell’intera procedura e dall’altra il Parlamento a “salvare il sistema scolastico in Sicilia” con la Legge 202/2010.

Quando il Direttore Chiappetta afferma nella nota recente che “…Infatti è prevista solo l’ipotesi di coloro che furono bocciati alle prove scritte, per i quali nel caso di ricorrezione con esito positivo è stata disposta la successiva partecipazione al corso di formazione”, dice la sua, non quanto si afferma (in lingua italiana)  nell’art.2 comma C del D.M. 3.1.2011, non solo, ma ribalta completamente quanto aveva affermato nella 1^ nota. Tuttavia, premesso quanto sopra riportato, ammette subito dopo che “occorre … nel silenzio del legislatore, stabilire anche per coloro che non sono stati contemplati (candidati bocciati alla prova orale) quale sia il prosieguo della procedura concorsuale”, ovvero un apposito esame orale prima di essere ammessi al corso. Ma mette però in guardia i lettori “distratti” della Legge 202/10 che pensano che anche coloro che sono stati “ricorretti” positivamente, i 51, debbano sostenere una prova orale prima di essere ammessi al corso: “La suddetta Legge non prevede infatti, una prova orale, ma l’accesso diretto al corso di formazione (solo) per gli ex bocciati alle prove scritte (così … tanto per non creare disparità tra coloro che -bocciati all’orale- dovrebbero a questo punto superare tutte e tre le prove tradizionali previste dal concorso per essere ammessi al corso e coloro invece a cui ne bastano due, le due prove scritte valutate negativamente svolte sette anni fa e adesso ri-valutate positivamente, per essere ammessi allo stesso corso!).

Addirittura si vocifera, vedi recente informativa (del 20-12-12), successiva alla seconda nota Chiappetta, dell’USR alle OOSS, che per gli ex bocciati al colloquio, qualora superata la nuova prova orale -prevista a Maggio 2013-, una volta ammessi al corso di formazione (che intanto inizierà per i ricorretti ”ripescati”) si “abbonerà” il colloquio selettivo finale previsto –dalla Legge  202- a fine corso? In ogni caso si creerebbe una disparità tra candidati  che modifica quanto nell’impianto della legge 202 era previsto! Non solo… ma gli eventuali “ripescati” allora bocciati all’orale non farebbero prima il corso di formazione … ma dopo la loro eventuale immissione nei ruoli dirigenziali (che dovrebbe discendere da una graduatoria unica comprensiva dei 51 ricorretti che avranno già svolto il corso di formazione e di coloro che risulteranno aver superato la nuova “prova orale “a Maggio 2013, ma sulla base di quali punteggi sarà stilata tale graduatoria non è dato ancora sapere).

Invero il D.M. n.2/11, applicativo della legge 202/10, non stabilisce così, bensì all’art.4, c.3 “I candidati risultati idonei (tutti quelli -sempre- che hanno consegnato le due prove scritte e non sono stati ammessi al corso di formazione) a seguito della valutazione di cui al comma 1 sono ammessi a frequentare il corso di formazione di cui al successivo art.5”.

Ciliegina sulla torta, la nota continua:  “A PARERE di questa direzione è possibile dare un’interpretazione ESTENSIVA ( ma noi invece diremmo “restrittiva”,  se non “punitiva”) alla norma in esame, prevedendo, all’uopo, un APPOSITO (sì, proprio così,  preciso e circostanziato … ma come, su cosa… e su quale programma ad esempio non è specificato, visto che sono trascorsi ben sei anni dall’espletamento delle prove … mentre gli scritti dei ricorretti sono quelli svolti allora e basta) esame orale per i candidati bocciati alla prova orale.

Ma si rimane allibiti, subito dopo, quando si legge, nella stessa nota, che “ammetterli direttamente al corso di formazione (i candidati bollati agli orali) sarebbe, infatti , d i s p a r i t a r i o  nei confronti dei candidati bocciati alle prove scritte per i quali è stato disposto il “riesame” degli elaborati”; ma la Legge 202/2010 e il DM 2/2011 non aveva per nulla stabilito che i compiti dei già promossi agli scritti non dovessero essere “riesaminati” e rivalutati secondo una griglia ad hoc che la commissione avrebbe predisposto, è stata questa sì una forzatura della Legge; il DM 2/2011 recita soltanto all’art.4 “i candidati di cui all’art.2 lett.c  (ripetita iuvant “ tutti coloro che hanno partecipato alle prove scritte … e che non sono stati ammessi al corso di formazione” – non solo quindi quelli che non sono stati ammessi agli orali -) del presente decreto sono ammessi alla rinnovazione della procedura concorsuale MEDIANTE UNA NUOVA VALUTAZIONE DEGLI ELABORATI. A ciascun elaborato sono attribuiti un giudizio e un punteggio secondo i criteri predeterminati dalla commissione giudicatrice”.

La “ricorrezione” quindi, a scanso di equivoci, avrebbe dovuto riguardare anche  coloro che a suo tempo quelle prove scritte le avevano superate, evitando così quella  “disparità” tra concorrenti che allora, vuoi perché non hanno superato le prove scritte, vuoi perché non hanno superato gli orali, non hanno “comunque”  avuto accesso al corso di formazione.

Nella seconda nota tuttavia la non necessità e opportunità della ricorrezione dei compiti  di coloro che avevano superato già le prove scritte è ribadita e sottolineata, ciò apparirebbe infatti “non opportuno e contrario allo SPIRITO DELLA LEGGE!”; appare quindi adesso contrario allo spirito della legge quanto allora (nella prima nota del 14.1.2011 riguardo ai candidati bocciati all’orale) era stato  invece affermato essere nello “spirito della legge”:  “…ammetterli  d i r e t t a m e n t e  alla prova orale –successiva al corso di formazione, come tutti hanno inteso, addetti ai lavori e non- senza una rivalutazione delle prove scritte, atteso che il loro esito fu già positivo”.

Ora, senza scomodare la Legge, e tantomeno lo Spirito, basterebbe rileggere attentamente quanto scritto dagli estensori della Legge 202/10, che non escludono  una categoria piuttosto che un’altra dei partecipanti, che non prevedono  la ricorrezione e la rivalutazione solo per alcuni dei partecipanti, ma  ammettono alla rinnovazione del concorso tutti coloro che hanno consegnato le prove scritte e non sono stati ammessi al corso di formazione.

Si ricorreggano e si rivalutino perciò i compiti anche di coloro che avevano superato allora le prove scritte; la commissione ha già lavorato su migliaia di compiti per tanto tempo, cosa vuoi che siano quelli di un centinaio al massimo di candidati, tra l’altro già positivamente valutati, e finalmente si porranno tutti gli interessati sullo stesso piano come prevedeva l’impianto della Legge, perché altrimenti a furia di “interpretare”  e “reinterpretare” lo spirito della Legge, mortifichiamo lo spirito, snaturiamo la legge e facciamo rivoltare Montesquieu.

Mi perdonino i lettori non direttamente interessati alla vicenda per il tentativo, forse maldestro, di sbrogliare una matassa che appare a prima vista inestricabile … ma … tant’è; credetemi!, a volte in Italia, e specialmente in Sicilia, è veramente “difficile” interpretare lo spirito di una Legge.

Vincenzo Cantarella