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Credo possa essere utile la lettura di questo articolo, che fa chiarezza sulla questione dei dirigenti scolastici del concorso annullato in Sicilia…(riceviamo dalla collega Anna Maria Farinella e pubblichiamo)

Da “Dirigere la Scuola” 12 dicembre 2009 pag 53


(Tribunale di Bologna 11 aprile 2007), la connessione tra la fase pubblicistica, costituita dalle procedure selettive volte a garantire l’imparzialità delle assunzioni nelle amministrazioni pubbliche (art. 97 della Costituzione; art. 35 D.Lgs. 165/01), e la fase dell’accordo di diritto privato, opera in virtù della clausola risolutiva espressa contenuta nel contratto collettivo nazionale e riportata nel contratto individuale di lavoro.
Infatti, ai sensi dell’art. 2 del D.Lgs. 165/01 i rapporti di lavoro delle amministrazioni pubbliche “sono regolati dai contratti collettivi” e “cessano di aver efficacia a far data dall’entrata in vigore del relativo rinnovo contrattuale”. L’art. 25 comma 5, del CCNL comparto scuola 2007 concretizza la connessione tra interessi pubblici perseguiti tramite le procedure selettive e la stipulazione del contratto di diritto privato nella formula consensuale ivi prevista che testualmente recita:
“E’ comunque causa di risoluzione del contratto l’annullamento della procedura di reclutamento che ne costituisce il presupposto”. Tale clausola risolutiva espressa, a mente dello stesso comma 5, secondo cui “Il contratto individuale specifica le cause che ne costituiscono condizioni risolutive … “, viene accettata, attraverso la sottoscrizione, dalle parti contrattuali, quale causa di risoluzione del contratto stesso. Verificatosi l’evento condizionante dalla stessa previsto, vale a dire l’annullamento della procedura di reclutamento, detta clausola dispiega il suo effetto risolutorio sul contratto nel frattempo stipulato.
L’annullamento della procedura di reclutamento può essere anche l’effetto dell’esercizio del potere di autotutela dell’amministrazione, stante l’interesse pubblico di evitare un indebito esborso di denaro pubblico, come quello correlativo ad una prestazione lavorativa fornita da persona non legittimata (Consiglio di Stato, sezione V, 2572/2009, n.117).
In conclusione con la modifica della graduatoria disposta dall’amministrazione in via di autotutela (che potrà essere motivata con il richiamo all’interesse pubblico di conferire la nomina all’aspirante avente poziore diritto), venendo di conseguenza a modificarsi la posizione occupata dal docente nella stessa, il contratto di lavoro stipulato deve ritenersi risolto per effetto della clausola risolutiva espressa inserita nel contratto (art. 25, comma 5, del CCNL 2007).