Sbloccata la vicenda del concorso Ds in Lombardia, in parte sanata con la decisione di fare assumere servizio ai neo-vincitori il 1° luglio prossimo (ma con onere di svolgere comunque gli esami nella sede di precedente titolarità)…(da ceripnews)

 

 

 

sale la preoccupazione per il concorso della Toscana che si presenta molto più complessa perché si tratta non solo di gestire una nuova procedura concorsuale nelle parti delle quali il Consiglio di Stato ha sancito la non validità, ma anche di salvaguardare la regolarità degli atti fin qui adottati dai Ds già in servizio, evitando di determinare un vuoto istituzionale nelle scuole.
Allarga le braccia il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Giovanna Boda, la quale si dice certa che “non ci sarà nessun decreto salva-presidi che consenta ai 112 Ds ‘decaduti’ di rimanere al loro posto senza ripetere l’esame o di venire riammessi alla prova ‘con un trattamento preferenziale come è successo in Sicilia con il concorso del 2004”.
Come si ricorderà (ed i Ds siciliani lo sanno benissimo!) per la Sicilia la sentenza annullava il concorso ma senza dare alcuna indicazione; questa volta i giudici hanno dato istruzioni precise: si dovranno correggere parte degli scritti (quelli esaminati dopo il 12 aprile 2012), quando si insediò il nuovo presidente della commissione ritenuto illegittimo (ndr) e rifare gli orali. Entro luglio prossimo la nuova graduatoria.
L’unica speranza adesso è in un emendamento-tampone per far rimanere i Ds nelle loro funzioni fino a giugno e ratificarne gli atti, ma quando il CdS notificherà la sentenza al Miur, senza la soluzione-tampone a regime. Tutti gli atti firmati da questi 112 Ds sarebbero nulli, compreso gli scrutini e i contratti sottoscritti nel tempo.