Non c’è pace per i dirigenti scolastici della Lombardia…

Concorso presidi in Lombardia, l’Ispettorato vuole vederci chiaro
ItaliaOggi.it – Giorgio Candeloro
Non c’è pace per il concorso a presidi in Lombardia. L’ennesima tegola viene da una nota del 5 giugno scorso, con la quale l’Ispettorato per la funzione pubblica della Presidenza del Consiglio ha chiesto spiegazioni all’Ufficio scolastico della Lombardia sull’assegnazione delle sedi ai 355 vincitori del travagliato concorso 2012, il cui iter, dopo una infinita serie di ricorsi e rinvii, sembrava finalmente essere giunto al termine, con l’avvio delle procedure per l’entrata nelle presidenze dei neo dirigenti.

Invece tutto da rifare: il capo dell’ispettorato, Aldo Aldi, ha imposto al direttore generale lombardo De Santis di fornire in particolare chiarimenti su tre questioni: la discrezionalità dell’URP nell’assegnazione delle sedi in assenza delle condizioni previste dall’articolo 19 del decreto legislativo 165/2001 che regolamenta i rapporti di impiego nelle pubbliche amministrazioni, la mancata messa a disposizione e assegnazione di tutte le sedi nominali, come previsto dal Contratto dell’area dirigenziale, la mancata assegnazione degli obiettivi specifici dei dirigenti, anch’essi previsti dal contratto.

In merito a quest’ultimo punto, peraltro, già la Corte dei Conti, con un recentissimo provvedimento, aveva ritenuto «insuperabile il profilo di illegittimità concernente l’adozione del provvedimento di incarico in difetto della contestuale definizione degli obiettivi specifici». Ora bisognerà attendere i chiarimenti del direttore regionale lombardo.

L’intervento della Presidenza del Consiglio nasce da un esposto del 21 maggio scorso della Dirigentiscuola-Confedir., una delle associazioni di categoria dei presidi, con la quale si sollecitava l’Ufficio scolastico regionale lombardo a riassegnare le sedi rispettando la normativa vigente, eliminando le irregolarità segnalate, per evitare il rischio che la Corte dei Conti potesse negare il proprio visto ai provvedimenti adottati. Cosa quest’ultima, come detto, puntualmente verificatasi.

Intuibile lo sconforto dei dirigenti, convinti di essere giunti alla fine del loro lungo calvario, e che vedono invece di nuovo allontanarsi la soluzione. Qualcuno di loro non ha nascosto la propria irritazione nei confronti del sindacato che ha sollevato la questione, mostrando di preferire una soluzione qualsiasi quella prospettata dall’USR della Lombardia all’assenza di qualunque soluzione.

Ma il segretario della Dirigentiscuola Attilio Fratta non ci sta e contrattacca duro: “Dispiace che alcuni non abbiano capito che l’esposto voleva tutelare tutti i neo dirigenti. Pur di uscire da questa triste vicenda a molti interessava solo che il calvario fosse finito, prendendo servizio. Che poi le norme non fossero state rispettate, che alcune sedi non fossero state assegnate,non aveva alcuna importanza».

Intanto, insieme agli auspicati chiarimenti, i 335 neopresidi lombardi aspettano la fine della loro interminabile odissea.