Le indiscrezioni sul nuovo contratto della Scuola dipingono uno scenario torbido…

 

Posizioni grossolane, quelle assunte dai responsabili politici del MIUR che, con consiglieri “esperti”, stanno elaborando il nuovo orario di servizio per i docenti da proporre in sede di rinnovo contrattuale. Renzi, Faraone, che ne è, all’apparir del vero, dei buoni propositi? E’ noto che negli ultimi decenni le retribuzioni del personale scolastico sono scese di vari livelli, comparativamente nel pubblico impiego, e che in atto sono tra più basse in Europa. Non noi ma Manuela Ghizzoni ebbe a dire: «Negli ultimi 15 anni alla scuola è… stato chiesto troppo per pensare di non comprometterne il funzionamento, a scapito della qualità offerta agli studenti». U cani muzzica u sciancatu: – il tandem Gelmini-Tremonti si accanì sulla Scuola; – il serafico ex ministro Profumo (ne ricordiamo l’intuizione sull’uso del bastone e della carota) invocò un “atto di generosità” dai docenti (accettassero a gratis sei ore di lavoro settimanale in più); il successore, la Carrozza ha proceduto al saccheggio del Fondo d’Istituto (scatti stipendiali del personale finanziati con il Fondo: gioco di prestigio a danno della qualità dell’offerta formativa), imitata dal ministro Giannini che si inchioda al dogma della necessità di finanziare le paritarie. Quattro ministri ? O uno soltanto che, di volta in volta, indossa una differente maschera, come in uno sketch degli Sgommati: il sempisorridente Profumo porta la mano al collo e, sfilata la maschera di gomma, svela il volto della Gelmini, e la materna Carrozza il volto della Gelmini, e lo stesso la Giannini (similMonti). Adesso, vogliono distribuire su 12 anni l’offerta di pubblica istruzione e formazione, per risparmiare un tredicesimo di spesa, come il buon Luigi intendeva fare 3 lustri addietro: lo Stato offrirebbe ai cittadini italiani un anno in meno di servizio, tanto chi se ne accorge se, a scuola, i ragazzi non imparano ? Imparano dalla TV e sul web; e si può provare la Scuola 2.0. che non ha bisogno di un docente ogni 10 alunni ma di tecnici (uno ogni 100). Il risparmio erariale verrebbe girato alle scuole paritarie e in parte agli insegnanti di ruolo disposti a servizi aggiuntivi. Le supplenze !? Gran risparmio ! Secondo una indiscrezione di l’Unità (3 luglio) si produrrebbero risparmi, per 1.5 miliardi evitando le supplenze inferiori ai 15 giorni (gli assenti saranno sostituiti dai docenti di ruolo); verrebbero tolte ai 500mila precari che, però, sono stati indotti (dai ministri-ex rettori) a versare agli atenei 2500/3000, a cranio, a corso di formazione/specializzazione o per conseguire una o più abilitazioni utili ad accedere alle graduatorie dei supplenti. Noi che precari siamo o siamo stati, sappiamo quanti corsi a pagamento siamo stati costretti a frequentare. Il proletariato intellettuale di cui Gramsci diceva diventa sottoproletariato di disoccupati. In tutto il pubblico impiego: tra i ministeriali, tra gli statali, tra i regionali, tra il personale degli uffici e dei servizi comunali, chi può vantare una formazione altrettanto accurata e protratta, qual è quella dei professori, se non i dirigenti? quanti, negli EE.LL., hanno un lavoro per grazia ricevuta, senza avere fatto concorsi e senza formazione specifica alcuna, semplicemente essendosi iscritti a una cooperativa lungimirante ? L’accanimento torbido e scellerato contro la Scuola statale richiede che si indaghi a livello subliminale nell’infanzia (sono stati bacchettati dalla maestra?) dei decisori politici. Il fallimentare bilancio di decenni di concertazione politico-sindacale ha ridotto la Scuola a essere u muru vasciu, e adesso si vedrà se le quote associative versate sono state utili ai lavoratori o soltanto al patrimonio mobiliare e immobiliare dei sindacati consociativi.

 

da anief.org