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Egregio Signor Gavosto, chi le scrive è una precaria ventennale della scuola statale. Non ho timore a dirle che ho letto con orrore quello che lei ha fatto pubblicare su Orizzonte Scuola. Orrore perché, quanto da lei affermato va al di fuori di ogni logica. Sinceramente credo, anzi voglio credere, che neanche lei si sia reso conto fino in fondo delle corbellerie che ha scritto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CONTRORISPOSTA ALLA FONDAZIONE AGNELLI

Egregio Signor Gavosto,

chi le scrive è una precaria ventennale della scuola statale. Non ho timore a dirle che ho letto con orrore quello che lei ha fatto pubblicare su Orizzonte Scuola. Orrore perché, quanto da lei affermato va al di fuori di ogni logica. Sinceramente credo, anzi voglio credere, che neanche lei si sia reso conto fino in fondo delle corbellerie che ha scritto. Eliminare le graduatorie con i concorsi? E cosa ne facciamo dei diritti acquisti dopo anni di sacrifici?. Credo sia opportuno ricordarle che i diritti soggettivi sono tutelati sempre dalla legge. La scuola, nel caso lei non lo sapesse, è res pubblica, inserita in un contesto legislativo in cui prevalgono diritti soggettivi che sono sempre tutelati. Poi, nel caso si volessero valutare attitudine all’insegnamento, competenze relazionali… beh, questi requisiti sono stati già oggetto di valutazione in altre sedi concorsuali (SSIS, Concorsi ordinari, riservati ecc. ). Chi ha già conseguito l’abilitazione non deve dimostrare niente a nessuno. Cosa le risponderebbe un Commercialista o un Avvocato se lei gli chiedesse di rifare nuovamente l’esame di Stato? Ci pensi… noi le diamo la stessa risposta.
Sinceramente mi chiedo perché tanta ostinazione nel sostenere la necessità di un nuovo concorso? In genere quando in Italia si insiste tanto per un concorso è perché vi è da sistemare qualcuno…
Altro punto: l’anzianità di servizio non conta niente? A rigor di logica per tutti gli ambiti professionali, professionalità e competenze sono dimostrabili solo in base all’anzianità di servizio.
Chi non supera il concorso esce da tutte le graduatorie? E di chi per vent’anni ha lavorato con dedizione, che ne facciamo? Lo mandiamo a casa? No. mi sa che rasentiamo l’ incostituzionalità. Facciamo invece una cosa.. chi non sa governare se ne vada ad appiccicare manifesti per le strade.. Il nostro governo non avrebbe più parlamentari, ministri.. niente forse non ci sarebbe neanche un capo dello stato.. E’ arrivato il momento invece che l’Italia, si adegui a quelle che sono le direttive della Ue, la cui normativa stabilisce che, dopo tre anni di servizio si ha diritto alla stabilizzazione.. e questo lo dice la Ue e non la Fondazione Agnelli. Mi spiace ma il suo discorso non si regge in piedi. La fondazione Agnelli, e questo è risaputo, gestisce scuole paritarie e, per le scuole paritarie sono stati stanziati 539 milioni di euro nel 2010, la finanziaria del 2011 ne ha stanziato altri 536 ridotti poi a 281 milioni di euro. Bene.. se lavorate con denaro dello Stato sarebbe opportuno che assumeste gli insegnanti dalle graduatorie statali e non per conoscenza e raccomandazione.. sarebbe opportuno inoltre che pagaste i vostri insegnanti con stipendi veri e con veri contributi. Inoltre.. e scusi la polemica, sono stanca di sentir dire che gli allievi delle paritarie sono maggiormente seguiti.. e ci credo.. per tre anni avete avuto dalla vostra parte un ministro che vi ha dato la possibilità di creare delle mini classi, quando invece nella statale siamo arrivati alle classi pollaio. O, sinceramente mi chiedo, cosa insegnate ai vostri alunni? Il valore del portafoglio? Noi, poveri insegnanti statali insegniamo i valori dell’onestà, della famiglia, insegniamo ai nostri allievi che l’Italia non è fatta solo di colletti bianchi, ma che la maggior parte degli italiani si leva all’alba e al lavoro si sporca le mani. Mi spiace Signor Gavosto, ha toppato in pieno, ci rifletta sopra e quando si sarà schiarito le idee, ci risentiremo.. ma cortesemente non offenda la nostra professionalità e intelligenza.. siamo stanchi.. e di parole a vanvera non ne vogliamo sentire più.

29 dicembre 2011 alle ore 21.11

PENNETTA MARIA FILOMENA

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