Roma-Bari, Edizioni Laterza, 2009, 179 pp., 12 euro Il saggio proposto da Elisabetta Lalumera, Cosa sono i concetti?, permette al lettore di osservare dall’interno un dibattito filosofico di grande attualità, evoluzione ideale di una delle questioni più suggestive e significative della storia del pensiero: quella degli universali…(da Treccani)

Si tratta della disquisizione sui concetti, quelle componenti del nostro modo di ragionare che dovrebbero fungere da ponte tra noi e la realtà, rendendo possibili ricordi, riflessioni e pensieri. L’autrice affronta il tema in modo specialistico, chiaro e rigoroso, prendendo le mosse dai principali interrogativi sollevati in merito: se i concetti esistano o meno; se l’uomo sia o no in condizione di farne a meno; e, nel caso in cui esistano, in cosa consistano, se siano cioè immagini mentali, definizioni, realtà metafisiche o altro, e quale sia e come si espleti la loro funzione. Il saggio, denso eppure scorrevole, è particolarmente adatto a un pubblico di addetti ai lavori, ma può risultare comprensibile, con un po’ di pazienza e di buona volontà, anche per un lettore profano.

L’autrice ha il merito di offrire una panoramica esauriente sullo stato di un dibattito che è tutt’oggi in corso e che si presenta in continua, rapida evoluzione. Pur proponendo alcune interessanti incursioni nella filosofia antica e moderna, il volume si concentra sull’indagine filosofica e psicologica degli ultimi cinquant’anni, per illustrare e affrontare criticamente le problematiche che sono state sollevate e le soluzioni specifiche che, di volta in volta, sono state proposte.

L’approccio scelto è interdisciplinare e combina le risorse della filosofia e della psicologia cognitiva, con una sottile predilezione per le argomentazioni psicologiche.

A partire dai dialoghi platonici fino alle più recenti indagini delle scienze cognitive, la storia della filosofia e quella della psicologia sono orientate e caratterizzate dalle risposte che, di volta in volta, sono state offerte alle domande sull’esistenza dei concetti, sul loro rapporto con le categorie e sulla loro individuazione.

Come si è anticipato, le soluzioni prospettate sono molteplici, e l’autrice non rinuncia a prendere posizione: l’idea-guida del saggio è infatti che i concetti non siano da considerarsi un genere naturale e che non sottostiano alla cosiddetta “assunzione di uniformità”. Al contrario, si ammette in essi una certa variabilità di struttura e di formato, che tuttavia non ne precluderebbe lo studio. Con estrema onestà intellettuale, l’autrice osserva come ogni risposta fin qui offerta riguardo alla natura dei concetti sia riuscita a spiegare perfettamente solo alcuni casi specifici, senza adattarsi ai tentativi di generalizzazione: di conseguenza, ”[…] il messaggio positivo (come sono fatti i concetti) va rimpiazzato con due messaggi negativi, ovvero non possiamo indicare a priori come siano strutturati, e non possiamo indicare a priori come siano veicolati. Il compito del filosofo si ferma a specificare ciò che i concetti non possono non essere; il resto è aperto alla ricerca empirica e a posteriori”.

Cosa sono i concetti? rappresenta un’ottima introduzione al dibattito filosofico e psicologico contemporaneo e ha il merito di mostrare la vitalità e la varietà di una ricerca che non ha ancora visto il proprio compimento e che può ancora rivelarsi stimolante e fruttuosa. Il volume è tanto più valido in quanto corredato da un capitolo finale interamente dedicato a indicazioni per letture e approfondimenti supplementari e da un folto e aggiornato apparato bibliografico.