Dimensionamento della rete scolastica siciliana: i “limitati” ritocchi dell’Assessore…(da ceripnews) Ventiquattro comuni convinti e trentaquattro nuove operazioni di dimensionamento della rete scolastica siciliana oltre quelle decise al Tavolo tecnico regionale, ci sembrano davvero tante per giustificare la nota diramata in questi giorni dall’assessore Mario Centorrino nella quale si afferma che sono state disposte “limitate variazioni” (accorpamenti, riorganizzazioni, aggregazioni, fusioni) in entrambi i settori formativi, a seguito di “osservazioni e proposte pervenute da soggetti istituzionali, culturali, del mondo della produzione, formativi ed occupazionali, espressioni di specificità territoriali e delle loro affinità culturali e delle tradizioni locali”, guarda caso dopo la conclusione dei tavoli del Tavolo. Bontà loro!
La verità è che le pressioni politiche hanno avuto il sopravvento sulle scelte tecniche adottate nella tre giorni di Via Ausonia che, dopo tutto, ha fibrillato solo per la provincia di Palermo e di cui Ceripnews ha dato ampio resoconto nei giorni scorsi.
In ogni caso le odierne “limitate variazioni” in alcuni casi hanno stravolto le regole che si era dato il Tavolo ed in questa fase si sono uniti licei a tecnici (ma non si era detto che era opportuno e doveroso rispettare il profilo istituzionale delle scuole?), si sono operate aggregazioni tra succursali diverse molto distanti fra loro e senza tenere conto dell’affermato principio della territorialità, sono state fatte aggregazioni tra comuni diversi e si sono ottenuti I.C. sommando alunni provenienti da plessi diversi, pur di raggiungere gli obiettivi prefissati da qualcuno e la cui natura puzza di clientela, di gestione padronale, di pseudo potere politico.
A bocce ferme, come si dice in gergo, far spuntare un elenco di ben sette pagine di variazioni al Piano regionale ci pare un poco troppo per parlare disinvoltamente, come fa l’Assessore, di “limitate variazioni” che si sono rese opportune a seguito di positiva valutazione delle proposte e delle osservazioni dei soggetti sopra citati!
E quindi è naturale chiedersi:
1) Che ne pensano i componenti del Tavolo che sono stati avvertiti dall’Assessore delle modifiche a fatto compiuto, mentre, quanto meno per bon ton, dovevano essere informati almeno in corso d’opera?
2) Che senso ha varare un piano regionale più o meno sensato, ma quanto meno condiviso, se poi “soggetti istituzionali, culturali, …” non chiaramente definiti, possono determinarne cambiamenti a loro piacimento, e soprattutto quando vogliono?
3) Il Tavolo tecnico, espressamente voluto dall’Assessorato con decreto ed evocato più volte, ha potere proponente, potere deliberante, o altro?
A tanto va aggiunta un’ennesima preoccupazione: le proposte avanzate e condivise al Tavolo, tutte diligentemente verbalizzate dai funzionari presenti, sono state adottate nella stesura definitiva del piano regionale? Se lo domandano tanti componenti del Tavolo che adesso si chiedono anche perché l’intero piano non sia stato ufficializzato dall’Assessorato regionale, dopo queste recenti variazioni, a prescindere dalle decisioni romane. (ninni bonacasa)