Pensavamo che dopo l’articolo pubblicato sabato scorso su Ceripnews ( http://www.ceripnews.it/notizie.htm#Dimensionamento_160213 ) si fosse detto e scritto tutto, invece non è stato così…(da ceripnews)

 

 

 

 

perché dalle informazioni che pubblichiamo appresso dobbiamo dedurre che sul dimensionamento scolastico per l’anno 2013/2014, almeno per alcuni istituti della Sicilia, quest’anno è finita peggio dell’anno scorso.
Lo scrive senza mezzi termini un Ds che opera a Siracusa, il quale in una nota inviata al giornale “ La Sicilia ” di Catania e girata anche a Ceripnews per
e-mail, afferma che «Per gli istituti scolastici cittadini è finito peggio dell’anno scorso, quando il dimensionamento aveva portato alla cancellazione dell’autonomia scolastica dell’istituto Sgroi ed all’assegnazione in reggenza del Brancati. Quest’anno il Comune di Pachino (Siracusa) aveva fatto una proposta che salvaguardava 3 dirigenze sul territorio, con una distribuzione equa dei plessi scolastici, assegnando in media 2 immobili per ogni istituto.
Ma il tavolo tecnico riunitosi lo scorso 11 febbraio ha deliberato la fusione e l’aggregazione di istituti senza nessun legame logico con il territorio. È stato creato l’istituto Brancati-Sgroi, costituito da due scuole senza Dirigente titolare, viene mantenuto l’istituto comprensivo Verga con dirigente titolare ma ubicato in un solo plesso (quello di viale Moro); è stato creato l’istituto Pellico-La Ciura con dirigenza ma diviso su due Comuni» .
Nei fatti, afferma il preside
, si è consegnato alla Sgroi-Brancati la metà degli edifici scolastici (tre plessi grossi) con un numero di alunni insufficiente; mentre il Verga, in forte espansione, dovrà accontentarsi di un solo plesso e non potrà accogliere tutte le richieste che provengono dall’utenza.
«In questo miscuglio è facile prevedere la confusione delle famiglie – continua il Ds – visto che i confini tra gli istituti non sono ben definiti e ciò rischia di incrementare il fenomeno della dispersione scolastica difficile da controllare con scuole distanti tra loro, comuni diversi (Pachino-Portopalo) e difficoltà nella gestione».
Discorso a parte va fatto sul rischio della «perdita d’identità di ciascuna scuola coinvolta nel processo di dimensionamento».
Questi tagli prima voluti dal governo centrale e poi gestiti male dalla Regione, afferma in conclusione l’autore della nota, hanno fatto si che a Pachino si avranno istituti vuoti perché privi di alunni ed istituti strapieni, ma senza locali. A questo punto, auspica il Ds,  solo l’Amministrazione comunale potrà dare una più equa e razionale distribuzione dei locali scolastici.
Ancora su Messina ci giungono considerazioni non di poco conto da parte di un altro Ds che partendo dalla situazione dell’anno scorso che si è determinata in provincia, e che ha visto
diverse scuole sottodimensionate “ma centorrinianamente “autonome”, rileva che adesso le stesse sono state giustamente       aggregate ad altre, ma ciò comporta un problema abbastanza rilevante: «il dirigente lo scorso anno ha perso la titolarità e adesso, un solo anno dopo,       (la beffa) vede aggregata la sua ex scuola, dove adesso è solo reggente, ad altra dove è titolare un collega magari ben più giovane di servizio. Dopo un altro anno di servizio nella “propria”       scuola, sia pur di reggenza e dopo aver continuato a dirigerla e gestirla, adesso       gli si       dice: grazie e … ».        
Se l’operazione giusta si fosse stata operata lo scorso anno – conclude il Ds nella sua nota – anche tra Dirigenti si sarebbe operato il giusto e, invece, alcuni adesso scontano l’ulteriore “colpa” di non essere stati dimensionati/aggregati/fusi/accorpati quando       questo era da       fare e quando magari lo avevano chiesto!
Puntualizzazioni (o implicite proteste?) giungono anche da Palermo in una nota che appalesa lo scontro tra la scuola “Silvio Boccone” e la scuola “Francesco Paolo Perez”. A proposito del dimensionamento tra le due scuole e su quanto aveva scritto Ceripnews ed il Giornale di Sicilia, si chiede di precisare quanto appresso: « La SMS Silvio Boccone non può essere dimensionata usando solo le classi della Pilo presenti al suo interno perché: tali locali ospitano solo 5 classi e non più, la Scuola dell’infanzia non è della Pilo (quindi statale) ma è comunale, se la Pilo cedesse queste classi scenderebbe al di sotto dei 600 alunni, ci sarebbero all’interno del territorio due scuole sottodimensionate: Pilo e Boccone e una mega scuola di 1300 alunni: la Perez !»
Bisogna conoscere alcuni aspetti che purtroppo sono noti solo agli addetti al lavori, si afferma ancora nella nota: «Da circa due anni la DD Perez tenta in tutti i modi di avere la fusione con la “Madre Teresa di Calcutta”. Il motivo principale è da attribuire al timore di perdere la segretaria in quanto, nel caso di confluenza con la Boccone , la segretaria di quest’ultima scuola, più anziana per anni e per titolarità potrebbe scalzare quella della Perez. A ciò si aggiunge che la “Madre Teresa” ha un grosso numero di alunni extracomunitari e la Perez ha da tempo attivato un servizio di L2 a cui, giustamente, tiene molto. L’obiettivo di ottenere la “Madre Teresa” è stato perseguito dalla preside in tutti i modi e sedi possibili, con delibere degli organi collegiali della “Madre Teresa”. (…) A questo punto l’illusione di non cedere neanche le classi del plesso Oreto risponde solo alla logica della “botte piena e della moglie ubriaca”».
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I casi che abbiamo riportato sopra sono emblematici dell’improvvisazione, dell’intempestività dei provvedimenti, della disarticazione delle varie parti del sistema che non hanno saputo/voluto/potuto interagire sinergicamente! Non dovevano essere singoli soggetti a perorare cause più o meno giuste per se stessi e/o per altri, rivolgendosi ad un santo piuttosto che ad un altro; doveva essere l’Ente Locale che in tempi non sospetti – quindi “non aspettando Godot” – doveva programmare incontri bilaterali con i Ds interessati all’autonomia della scuola, quanto al posto (cosa che non mi pare affatto disonorevole con i tempi che corrono!), fare sintesi condivise e quindi portare al Tavolo Tecnico Regionale proposte forti e funzionali al territorio e non solo quelle a favore di singoli soggetti più o meno accreditati nelle stanze che contano! Se tutto questo fosse successo con serenità, serietà e consapevolezza dei rispettivi ruoli, non assisteremmo oggi, come ieri, e forse come domani, a forme di cannibalismo fra Istituzioni. E quanto detto, ovviamente, vale per tutti. (ninni bonacasa)