Sembrerà strano, ma pur avendo smosso molta poca acqua nel mare agitato delle scuole siciliane…da ceripnews

 

 

soprattutto in quelle sottodimensionate, pare che dopo il primo disorientamento, tutti si stiano collocando contro tutti, contro ogni logica e contro ogni dictat assessoriale a suo tempo pubblicizzato nel sito istituzionale ed elargito in anteprima ai componenti del Tavolo Tecnico Regionale che si sono affrettati a darne comunicazione nei territori (Istituzioni scolastiche, Comuni e Province).
L’azione dell’Assessorato di Via Ausonia, quest’anno verteva chiaramente a ristabilire “dimensioni ottimali” alle Istituzioni scolastiche in maniera tale da assicurare il massimo possibile di scuole autonome con Ds e Dsga titolari.
Da la necessità anche di rivedere – ove possibile e necessario – anche alcune criticità operate l’anno scorso o lasciate nell’oblio. Da qui il programma-piano dell’Assessorato regionale teso a conciliare la legge regionale n. 6/2000 con i parametri statali per consentire la preposizione in sede di Ds e Dsga fino al tetto massimo (885) fissato nella bozza della Conferenza Stato-Regioni.
Per le scuole del primo ciclo era prevista la costituzione di Istituti comprensivi di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado con riferimento alla maggiore vicinanza territoriale dei plessi scolastici; per le Istituzioni scolastiche del secondo ciclo, al fine di salvaguardare l’identità delle Istituzioni scolastiche, e per una maggiore funzionalità organizzativa e didattica, si doveva procedere all’aggregazione di Istituti sottodimensionati dello stesso ordine e tipo;
la costituzione di Istituti di diverso ordine e tipo andava realizzata solo nei casi in cui si poteva garantire la permanenza della sede dell’Istituzione scolastica nell’ambito territoriale di riferimento, mantenendone di norma l’autonomia e la personalità giuridica.
Fin qui in estrema sintesi le azioni-proposte dell’Assessorato, peraltro condivise, senza troppi “se” e “ma” dai componenti del Tavolo Tecnico Regionale (Amministrazione scolastica regionale, Upi, Anci, Consigli scolastici provinciali, OO.SS. Scuola firmatarie di CCNL ed altri ancora legittimati o meno che fossero a partecipare ai lavori, e che i responsabili dell’Assessorato non hanno saputo contenere neppure dopo la decisione di fissare a 2 componenti per sigla/soggetto, la delegazione trattante, mentre per i restanti ospiti graditi, certamente, ma anche fortemente invasivi, non si è sprecata neppure una parola!
Ma basta così e torniamo ad dimensionamento (e non “razionalizzazione” almeno fino a quando ha fatto comodo a qualcuno!). Pur nella consapevolezza che gli EE.LL. da tempo avevano avviato sul territorio le “grandi manovre” (ed è inutile negarlo!), come altrettanto avevano fatto gli stessi Dirigenti Scolastici, a titolo individuale e/o in rete e/o in minirete organizzate ad uso personale e magari mettendosi gli uni contro gli altri armati, forti di delibere “orientate” approvate dai rispettivi OO.CC. di Circolo/Istituto, per non parlare di quelle adottate dai residuali CSP, nella frenesia delle giornate programmate, è stato facile, per tutti, tirare in ballo l’intempestività delle convocazioni al Tavolo, la mancata raccolta di elementi e dati importanti sul territorio, e via di seguito.
Allora dove è cascato, anche quest’anno, il dimensionamento, oltre ai bizantinismi avanzati al Tavolo, che non si trattava di razionalizzazione? Il giocattolo dimensionamento si è sfasciato al Tavolo, a seguito di tanti, troppi silenzi da parte dei partecipanti, di fronte alle proposte dell’Amministrazione regionale ed anche di terzi colà convenuti! Ora che i singoli soggetti impattano con le realtà locali di provenienza, i nodi stanno venendo tutti al pettine: sono emersi paradossi, fusioni/aggregazioni scriteriate, smembramenti di scuole illegittimi, aggregazioni di scuole diverse per ordine e distanti tra loro per parecchi chilometri; sono emersi alcune risposte non date agli EE.LL., pur se anzitempo inviate all’Assessorato; di contro sono risultate vincenti alcune proposte più o meno decenti avanzati da singoli e/o gruppetti esponenti di “esigenze locali” quando non sono spuntate le “motivazioni pedagogiche” che sanno tanto di vetero politica lombardo-centorriniana che speravamo fosse già lontana e sepolta per sempre.
Non è stato così, purtroppo, né forse poteva essere diversamente, dato che il primato del “sistema scuola” e del “servizio scolastico” davanti a casi singoli è stato messo da parte con la massima disinvoltura; come pure sono stati messi da parte i dichiarati buoni propositi portati avanti nell’incipit ad apertura di Tavolo, dall’assessore Nelli Scilabra e dal suo staff.
Certo, chi lavora – soprattutto se freneticamente – può anche sbagliare in buona fede; ma può lavorare bene solo chi sa lavorare bene; chi conosce le scuole e la loro complessità senza bisogno di sfogliare l’elenco delle scuole siciliane operative quest’anno per sapere dove sono e soprattutto come sono combinate realmente, perché per tanti anni ha fatto altro, ben altro, davvero troppo altro che lo ha tenuto in un mondo iperuranio molto siatante dalla realtà pulsante e vitale della scuola. In questa situazione qualche addetto ai lavori è stato costretto, forse suo malgrado, a farsi condizionare dai foglietti dei singoli e dai numerini da manuale che sono circolati troppo spesso in queste settimane in via Ausonia; ma soprattutto è stato vittima per l’assoluta sconoscenza dei “fondamentali” sulla complessa e delicata operazione strategica che si chiama dimensionamento/razionalizzazione della rete scolastica regionale, e quindi è stato costretto a procedere – grazie ai suggerimenti più o meno interessati e di parte – con approssimazioni successive ed aggiustamenti di tiro, fino all’ultimo minuto, che provano l’inequivocabile scarsa conoscenza/competenza dei territori e delle loro peculiarità, non disgiunta ad una endemica superficialità unita all’esigenza liberatoria di scrivere la parola fine, nel più breve tempo possibile e comunque vadano le cose.
In questa situazione certamente qualcuno ci ha marciato alla grande, mentre qualche altro è rimasto soccombente ed incolpevole vittima sacrificale. Ciò è accaduto in provincia di Trapani, quanto a Palermo e Messina, almeno per i dati di cui siamo in possesso, in cui vincitori e vinti ora si stanno collocando su fronti opposti, rinfacciandosi reciprocamente fatti e malefatte.
Su questi criticità, che la nostra Testata che fa cronaca e non rincorre i “cortili individuali”, in questi giorni, ha riportato fedelmente fatti e doglianze, sempre previa acquisizione di documentazione, non potendo evitare – tuttavia – che si stanno costruendo palazzi e castelli di carta che meritano solo di essere spazzati via con una buona folata di vento che porterebbe pulizia intellettuale prima, e materiale poi!
Questa auspicata brezza primaverile innovatrice e di cambiamento arriverà con la giovane Nelli Scilabra e l’avvio del suo Piano globale per la Scuola Siciliana ? Ce lo auguriamo di cuore, anche perché un cambiamento, soprattutto pulito, ci vuole per tutto e per tutti. Da parte nostra, continueremo a dare il nostro contributo disinteressato, come abbiamo fatto finora, riportando le informazioni ricevute e tornando ad avanzare proposte ed a riproporre all’Assessore i 10 punti che il mondo della scuola siciliano gli ha già inviato e che ritiene essenziali (Cfr.http://www.ceripnews.it/in_evidenza.htm#ProgettoScuolaSicilia_090213 ) per una reale inversione di rotta.