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Basta finanziamenti a pioggia, le risorse andranno solo a chi ha «gambe per camminare». Del resto, «neanche in Africa si danno soldi per fare pozzi a chi non è in grado di mantenerli», spiega il maestro di strada Marco Rossi Doria, sottosegretario all’istruzione, alle prese in questi giorni con la definizione degli ultimi dettagli del bando contro la dispersione scolastica, uno dei progetti su cui sono stati reinvestiti i fondi europei per le regioni dell’Obiettivo convergenza.

 

 

Rossi Doria annuncia il cambio di passo nell’utilizzo dei fondi Ue. E per le assunzioni: tempi maturi

Dispersione, soldi solo ai migliori

Finanziati i progetti che hanno «gambe per camminare»

di Alessandra Ricciardi – Italia Oggi – 31 luglio 2012 – pag. 35  

Basta finanziamenti a pioggia, le risorse andranno solo a chi ha «gambe per camminare». Del resto, «neanche in Africa si danno soldi per fare pozzi a chi non è in grado di mantenerli», spiega il maestro di strada Marco Rossi Doria, sottosegretario all’istruzione, alle prese in questi giorni con la definizione degli ultimi dettagli del bando contro la dispersione scolastica, uno dei progetti su cui sono stati reinvestiti i fondi europei per le regioni dell’Obiettivo convergenza.
Un pacchetto da un miliardo di euro, a beneficio di Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, per finanziare la priorità istruzione, dall’agenda digitale al rafforzamento della seconda e terza lingua comunitaria, fino alla dispersione scolastica, che avrà in questa fase un budget di 25 milioni di euro. Il bando è stato concordato dai ministri dell’istruzione, Francesco Profumo, e della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, con le regioni interessate come strumento per la costruzione di prototipi di contrasto «non al disagio giovanile, ma alla dispersione a scuola. Il fallimento scolastico al Sud colpisce il 25% dei ragazzi contro una media nazionale già alta del 18%», scandisce Rossi Doria.

Domanda. Riuscirete a rendere operativi i fondi per il prossimo anno scolastico?

Risposta. Il bando partirà il primo settembre e si chiuderà il 30 dello stesso mese. Esplicherà effetti fino a tutto il 2014, anche 2015. Abbiamo lavorato sui criteri di individuazione delle macro aree di intervento in base a due famiglie di caratteristiche: concentrazione della povertà, dei livelli di emarginazione; potenzialità del territorio nel reagire, interagendo con il sociale, le cooperative, le parrocchie, i centri sportivi, con le altre scuole. E valuteremo in base alla gestione che già è stata fatta di altri fondi contro la dispersione, regionali, comunali, ministeriali.

D. Come funziona?

R. Se c’è un’area che ha un punteggio alto per il disagio concentrato, ma ha poche risorse che hanno fatto utilmente un lavoro di contrasto, avrà un punteggio più basso di un’ area più attiva e magari meno disagiata.

D. Non c’è il rischio che chi è ultimo sia così lasciato a se stesso?

R. No, mi sento di poter dire, alla luce dell’esperienza di altri paesi e anche mia personale, che questo è solo un pericolo astratto. Non esiste nella realtà nessuna area ad alta concentrazione di dispersione che non abbia soggetti che si siano attivati per combatterla. Ma abbiamo voluto comunque sancire questo connubio tra problema e capacità di risolverlo perché dobbiamo avviare politiche di successo. Ci sono stati anni in cui i fondi venivano distribuiti largheggiando, ora non possiamo permettercelo e dobbiamo concentrarli su cui ha le gambe per camminare.

D. Le scuole lamentano che spesso c’è differenza tra i parametri di un bando e la vita vera.

R. Proprio per questo abbiamo previsto che si tratterà di un bando aperto, in cui sarà possibile fare aggiustamenti. Un bando mirato alla lotta alla dispersione scolastica, ovvero ad aiutare a restare a scuola e con successo quei ragazzi che rischiano di arrivare a 25 anni senza un diploma e senza una qualifica professionale spendibile sul mercato del lavoro. Un obiettivo definito e dunque valutabile.

D. Da chi?

R. Ci affideremo a una selezione internazionale, per garantire competenza e terzietà del valutatore. Anche perché questa è un’impostazione dalla quale ci attendiamo di poter definire la programmazione dei fondi europei per il 2015-2020.

D. Ampio respiro.

R. Per la prima volta l’orizzonte di attesa per le politiche scolastiche per il Sud sarà di 8-9 anni, il tempo giusto.

D. Intanto, dopo gli annunci, che c’è di nuovo per il piano di assunzioni?

R. La richiesta per un secondo anno di immissioni in ruolo è stata formalizzata dall’Istruzione ed è al vaglio di Funzione pubblica e Tesoro, credo che ormai i tempi per una risposta siano maturi.

D. Prima gli errori nel concorso a dirigente, ora nei test per i tirocini formativi attivi. Da più parti si accusa l’amministrazione scolastica di incompetenza.

R. Io ho riscontrato tante professionalità e competenze. Verificheremo sui Tfa che cosa è successo e di chi è la responsabilità e poi quali provvedimenti assumere.

D. In queste ore, al senato si sta approvando il decreto sulla spending review, le misure sulla scuola sono state molto contestate. Non le sembra assurdo che si consenta il pensionamento con le regole pre Fornero ai prof in esubero e non a chi è inidoneo per motivi di salute?

R. Rispetto il lavoro del Parlamento, che deve ancora ultimare il suo iter per la conversione in legge del decreto, ed è giusto che la politica dia il suo giudizio. Io faccio parte di un governo tecnico.

http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1783249&codiciTestate=1&titolo=Dispersione,%20soldi%20solo%20ai%20migliori

http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=1IF0O7&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1