Docenti esclusi dalla prova orale al concorso per Ds svoltosi in Calabria…(da Latecnicadellascuola)


 

10/04/2012
Il dirigente scolastico del XXI Secolo deve avere elevate competenze. È stata questa la motivazione di fondo, sulla quale si sono scritte intere pagine di giornali, si sono centrate conferenze tematiche. I contenuti esplicitati nelle diverse aree per reclutare “il nuovo Ds”, oltre alle necessarie conoscenze giuridico amministrative, hanno posto l’attenzione sulla elevata capacità comunicativo-relazionale, sulla conoscenza della lingua straniera, sulla capacità dell’uso del mezzo informatico che nell’insieme puntualizzano quanto la figura del il vecchio preside viene superata da un dirigente tout court, europeizzato e dalle conoscenze multiple.
Il XXI Secolo, quindi, si è detto da più parti deve guardare alla scuola con l’occhio della tecnologia, della grande cultura chiave di volta dei cambiamenti, che ormai viaggiano nella rete e sempre più richiedono attenzioni di grande capacità manageriale.
Una premessa necessaria per comprendere certe logiche attuali, ancorate a comportamenti e mentalità ottocentesche, baroniali, in cui le società venivano costruite a misura di ancestrali relazionalità che il mondo ellenico divideva tra i TONTES (i predestinati a prescindere dalle loro capacità, oggi diremmo i figli di…) e i MATONTES (i destinati a servire sempre, oggi diremmo i subalterni secondo un fantozziano vivere).
Si fanno corsi, conferenze, tavole rotonde, meeting, seminari per uscire da vecchi sistemi di regime, per poi agire secondo i dettami di regime. Viene bandito il concorso per Ds nell’era della telematica, delle nuove frontiere scientifiche – fra un po’ si andrà a studiare sulla luna – ci si aspetta chissà cosa e poi ecco servita la solita ciofeca. Sindacati, professori universitari, associazioni culturali si apprestano ad istituire corsi di formazione, si dice per spianare la strada agli aspiranti Ds, in realtà diventano un vero e proprio business. La gente ci crede e paga, per sentire spesso quanto si trova su internet o su testi a cura di autori addetti ai lavori.
Finalmente arriva la prova selettiva che stabilisce il passaggio alle prove scritte se si ottiene minimo l’80% del risultato, ma puntualmente – modus agendi all’italiana – chi non raggiunge quanto richiesto dal bando, con un semplice ricorso studiato ad hoc, viene ammesso e strano a dirsi supera pienamente persino le prove scritte. Anche chi non ha i cinque anni di ruolo, ma è precario da cinque anni con l’oculato ricorso rientra sulla Narrenschift tutta italiana.
Si arriva agli scritti e la Calabria è pronta a valutare i 450 che hanno superato la prova preselettiva. Vengono dettate due tracce che da subito appaiono alquanto semplici. Nella prima si poteva scrivere tanto o poco,la possibilità di sbagliare, stava solo nell’essere più o meno prolissi, più o meno sintetici. Pensiero che ci viene confermato dalle parole del presidente della commissione, in giro per le aule. Si inizia a sbirciare qua e là e si comincia a scrivere (ogni tanto qualche richiamo dei vigilantes, per poi riprendere da dove si è rimasti. Si è detto persino che a qualcuno gli sono state ritirati dei fogli da dove si stava copiando alla grande, ma niente di più).
Alla fine tutti i candidati hanno scritto, ma non si conoscono i parametri della correzione, pertanto si va alla cieca, l’unica attenzione: stare dentro la traccia. Il secondo scritto, poi, specialmente per i provenienti dai professionali è stata una vera e propria passeggiata, sempre con i dovuti limiti e la dovuta convinzione di scrivere un tema e non un trattato accademico. La convinzione che la commissione avrebbe valutato secondo parametri strutturali, cioè di centralità ovvero di focus tematico sembrava scontata. Visti certi suggerimenti dalla commissione: “siate sintetici!”. Probabilmente si sarebbe trattato di avere un voto in meno o in più da confermare o migliorare all’orale arricchendo i contenuti con quanto richiesto per approfondire certi passaggi, verificando più in profondità le conoscenze dei contenuti presenti nelle aree richieste per lo studio alla preparazione di Ds, dove a sua volta vi erano degli errori, ma questo viene subito annullato dall’alto con un semplice: “ciò non compromette niente”. D’altronde non si dimentichi che un ministro dello stato ha subito sposato l’idea che i neutrini viaggiano ad una velocità pazzesca, per poi fare dimettere il suo studioso di fiducia.
Ebbene, ecco la sorpresa. Alcune regioni del Nord pubblicano le loro ammissioni con bassissime percentuali. L’allarme arriva anche in Calabria. Possibile che dei docenti laureati non abbiano saputo scrivere un tema? Una dopo l’altra, nelle regioni del Nord, non si è superato il 26%. La Calabria, allora, si trova subito a vivere tra due mali: adeguarsi alle regioni “più avanzate” del Nord Italia, considerate più “integerrime” o superare la percentuale, ma guardarsi dall’andare oltre certi parametri: la scomunica papale sarebbe caduta sull’intera commissione. Pare che i componenti della commissione per non fare trapelare niente, nei corridoi dell’Usr per la Calabria camminassero con gli occhi bassi, per non incorrere a letture telepatiche di quanti lavorano nei diversi uffici dell’ente.
Ed ecco i dubbi, che ci poniamo per deformazione professionale.
1. Tra coloro che hanno superato la prova, pare che i docenti di lingua straniera siano come le mosche bianche (eppure una delle prove dovrà essere sostenuta in lingua);
2. Cadono gli informatici propriamente detti e pare che rimangono solo smanettatori del computer;
3. Sembra che non resistono nemmeno i docenti ben noti nel campo della ricerca storica-letteraria e QUELLI IMPEGNATI NELLE attività di formazione per docenti, e anche nella strutturazione dei processi oggetto alla seconda prova (alternanza scuola lavoro);
4. Anche i docenti di lettere NON REGGONO;
5. STRAVINCONO quanti sono in possesso della laurea in giurisprudenza e scienze economiche e i docenti di sostegno (badi bene, nulla da eccepire, siamo docenti! è solo la segnalazione di un dato).
Non può, comunque, non venire in mente di rimandare alla lettura del lavoro di J. Swift “I Viaggi di Gulliver”. Nell’area del Mediterraneo ci si interroga perché i grandi cervelli fuggono via, vanno all’estero per concretizzare la loro vita dove i valori della meritocrazia esistono e che da queste parti fa rima con utopia. Da queste parti ci si interroga perché le cose vanno male e si perde di vista che nel tempo tanti asini sono stati fatti passare per cavalli. Una società che non cambia rilegata ad una costumanza che non cambierà mai. L’unica consolazione è che da queste parti, ma forse ormai in questa Italia, è l’andazzo! Questo scritto, comunque, vuole, in prima istanza, solo capire cosa sia potuto succedere. Quanto di assurdo ci sia stato scritto in quasi 300 elaborati esclusi e quanto di ingegnoso sia stato riportato in 193 compiti giudicati positivi. Una riflessione legittima che anche il senatore Pittoni, della Lega, si è posto a proposito dei 404 ammessi allo scritto nel Friuli dei quali all’orale sono passati solo 38 (numero inferiore ai posti messi a bando). Ed ancora scrive Pittoni, nell’interrogazione parlamentare – “la commissione, non risulta abbia provveduto ad esplicitare, come nei termini di legge, sul sito dell’Usr i criteri di valutazione delle prove scritte, il calendario della correzione delle stesse e tanto meno l’imminente uscita dell’elenco dei candidati ammessi all’orale”. Cosa identica anche in Calabria. Al Ministro si chiede che si verifichi “che lo svolgimento dell’attività della commissione sia stato conforme ai principi di efficacia, trasparenza ed efficienza, nel pieno rispetto delle normative vigenti”.
Avremmo, comunque, una proposta seria per reclutare i dirigenti del XXI secolo. Istituire un corso di formazione per la durata di un biennio per quanti intendono intraprendere la carriera dirigenziale/manageriale. Sostenere, poi, degli esami nelle diverse aree tematiche ed infine presentare una tesina/progetto e sostenere la prova orale definitiva. Pensiamo che questo sia un modus agendi serio e concreto per cercare di reclutare i migliori, senza dovere partecipare a concorsi ed in parallelo cercare la raccomandazione politica, massonica o ecclesiastica che poi è l’unica che avrà il vero peso nel far VINCERE IL CONCORSO A questo o quel candidato, con le dovute eccezioni. 

Gruppo docenti firmatari

Giuseppe Cinquegrana (docente lingua inglese Ipc di Vibo Valentia – giornalista pubblicista, autore di una trentina volumi di storia patria ed antropologia culturale, ha collaborato in studi sociolinguistici con il ch.mo prof John Trumper dell’Unical, ch.mo prof Albertino Sauro dell’Università di Toronto sulla storia dell’emigrazione calabrese nelle Americhe, attualmente collabora con il ch.mo prof. Damiano Pietropaolo dell’Università di Toronto su tematiche giornalistiche e della comunicazione cinematografica e con il criminologo ch.mo prof. Saverio Fortunato per la parte antropologica con il quale è in corso una pubblicazione sul Malleus Malleficarum);
Marcella Mellea (docente lingua inglese – docente formatore istituto magistrale di Vibo Valentia);
Giuseppina Mignolo (docente di spagnolo SMS “Garibaldi” di Vibo Valentia);
Vincenzo De Filippis (docente di matematica Ipc di Vibo Valentia – docente formatore per docenti);
Onorato Passarelli (docente di informatica Itis di Vibo Valentia tra i massimi esperti a livello nazionale nei processi attivi dell’alternanza scuola-lavoro, informatico);
Giuseppe Cimadoro (docente di chimica e fisica Itis di Vibo Valentia);
Rosalba Principato (docente di lingua e civiltà inglese di Vibo Valentia);
Antonietta Cozza (docente di lettere di Vibo Valentia);
Rosalba Gaglianò (docente di lettere – liceo classico di Nicotera);
Bruno Nardo (scuola media statale di Vibo Valentia);
Loretta Carnovale (docente di lingua e civiltà inglese – Ipsia di Vibo Valentia) ed altri.