Molti docenti precari potrebbero avere il contratto a tempo indeterminato, ma non lo sanno…

Molti docenti precari potrebbero ottenere il contratto a tempo indeterminato, ma non lo sanno. Possibile? Si. Facciamo un salto indietro di qualche anno. Aggiornamento graduatorie provinciali ad esaurimento per gli anni scolastici 2009/2011, era Gelmini. Sotto la spinta della Lega Nord, alleata di Governo, il Ministro non permise ai docenti precari inseriti nelle GaE di cambiare provincia (come era sempre avvenuto nei passati aggiornamenti), per paura che tanti insegnanti con un alto punteggio, spostandosi al nord, potessero “soffiare” il posto ai colleghi.

Però, per cercare di bilanciare “il sopruso”, si diede a tutti la possibilità di inserimento in ulteriori tre graduatorie provinciali, a scelta dell’interessato, però in coda. In pratica i docenti, non venivano “mescolati ” agli altri insegnanti già presenti in queste graduatorie, ma se ne formavano altre.

Sistema code incostituzionale

Successivamente, tale sistema delle “code”, è stato dichiarato incostituzionale: il trasferimento dei docenti precari doveva avvenire con l’inserimento a pettine, non creando ulteriori graduatorie. E qui arriva la notizia ancora poco conosciuta:se in quei due anni dei docenti hanno stipulato contratti a tempo indeterminato con la Pubblica Amministrazione, con punteggi inferiori a colleghi relegati nelle graduatorie di coda, questi ultimi rivolgendosi al Giudice del lavoro possono ottenere una sentenza che obbliga l’Amministrazione ad assumerli a tempo indeterminato!

Ci sono già state tante sentenze positive, ottenute da avvocati che si occupano di diritto scolastico, dal Sud al Nord del Paese di persone che hanno fatto ricorso e l’hanno vinto.

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