Il presidente Pietrangelo Buttafuoco:“Sono stanco dei giochi di una certa  politica. Giù le mani dal Teatro” “Donne, l’altra metà del cielo”: è la nuova stagione del Teatro Stabile di Catania Il direttore Giuseppe Dipasquale firma un prestigioso cartellone ricco di titoli e artisti…

 

 

CATANIA – “Donne, l’altra metà del cielo”. È la nuova stagione del Teatro Stabile di Catania, impaginata dal direttore Giuseppe Dipasquale. Una prospettiva innovativa, spiega Dipasquale, all’insegna della Donna per raccontare la storia di tutte le donne che combattono quotidianamente una battaglia per la sopravvivenza, ma anche un modo per illustrare come il teatro abbia sempre affrontato con grande trepidazione la centralità del tema femminile.

Il firmamento femminile occupa così quasi integralmente il cartellone 2011-2012, ricco di titoli e prestigiosi artisti, illustrato nella conferenza stampa odierna con l’intervento del presidente del TSC Pietrangelo Buttafuoco sul palcoscenici del Verga insieme al Consiglio di Amministrazione, al primo cittadino Raffaele Stancanelli e ad una nutrita rappresentanza dei protagonisti del cartellone: Maurizio Scaparro e Pippo Pattavina, Guia Ielo e Miko Magistro, Laura Marinoni e il direttore dell’Emilia Romagna Teatro Pietro Valenti, Gaetano Savatteri e Sergio Claudio Perroni, e ancora Marcello Perracchio, Gianpiero Borgia, Roberto Laganà Manoli, Fderico Magnano San Lio, Ileana Rigano, Lucia Sardo ed Elvira Fusto, Mimmo Mignemi e Angelo Tosto, Ezio Donato e Jean Paul Denizon.

In platea il pubblico delle grandi occasioni, personalità del mondo dell’arte, della cultura, del giornalismo. Una platea attenta e qualificata alla quale Pietrangelo Buttafuoco ha trasmesso un messaggio inequivocabile: «Mi sono stancato dei giochi di una certa politica: giù le mani dal Teatro Stabile di Catania. Difenderò ad oltranza l’autonomia dell’ente e i suoi cinquant’anni di storia. I nostri cartelloni sono il trionfo della bellezza e della poesia che solo l’arte teatrale sa esprimere e che Giuseppe Dipasquale riesce ad interpretare al meglio e con rigore. E’ proprio per questo è ancora più  intollerabile il no, secco e senza motivazioni, opposto dalla Provincia regionale di Catania in seno all’Assemblea dei soci per la ratifica del bilancio di previsione per il 2011, strumento finanziario che il Cda, di cui la stessa Provincia è parte, aveva approvato all’unanimità. Un diniego dunque palesemente strumentale che esprime cieca insensibilità e che vuole unilateralmente coinvolgere il TSC in una contesa politica che non ci riguarda assolutamente. Allo stesso modo devo denunziare pubblicamente come il Pdl siciliano e i suoi uomini alla Regione con una inaccettabile disparità di trattamento abbiano imposto un’ispezione al nostro Teatro, che ha il sapore della punizione, non si bene per quali motivi,  tralasciando invece realtà che accumulano debiti su debiti e che non possono vantare gli stessi meriti sia in termini di qualità degli spettacoli offerti che di successi in termini di abbonati.  Ben venga comunque la verifica ispettiva ordinata dal Pdl, perché quella dello Stabile è una programmazione realizzata attraverso un’amministrazione esemplare e virtuosa, che tiene alto in Italia il nome dell’arte e della cultura siciliana. Un teatro che presto, farà parlare di sé anche all’estero e di cui questo cartellone è solo un’anticipazione».

Una dichiarazione forte e chiara, quella di Buttafuoco, ben recepita nel successivo intervento del sindaco Raffaele Stancanelli: «I tempi non consentono ad uomini di valore come Pietrangelo Buttafuoco di sentirsi stanchi, il loro impegno è fondamentale, tanto più in un contesto come quello catanese, che sta risalendo la china, anche grazie alla collaborazione tra Comune e TSC e alle altre istituzioni culturali quest’anno propone una rassegna di spettacoli estivi importante e qualificata. Per questo siamo stati vicini nei mesi scorsi a Buttafuoco, quando era sul punto di lasciare la presidenza dello Stabile e gli riconfermiamo oggi stima e apprezzamento per le sue qualità umane e professionali e per l’altissimo profilo delle rassegne che riesce a promuovere. Importante è infatti sapere distinguere quale ruolo devono avere le forze politiche e le istituzioni pubbliche. Compito della politica con la P maiuscola è proprio sostenere e garantire l’autonomia della Cultura dalle indebite intrusioni della politica con la p minuscola».

Di indubbio rilievo si annuncia anche l’articolazione della stagione prossima ventura. Dunque le Donne. Sottolinea ancora Giuseppe Dipasquale: L’altra metà del cielo esplorata e discussa da sempre, la cui parità con gli uomini è ancora conquista difficoltosa, contiene al suo interno una possibilità narrativa come icona dal velo sottile ma declinato in più immagini. Donna sposa, madre, ancella di dolore come di sorriso. Figure femminili teatralizzate in ruoli che raccontano un punto di vista, per preferirne stato di conflitto e disagi, cadute nell’amore terreno e virtuale, o le semplici difficoltà di un cammino, scelto o imposto, di rinuncia e obbedienza, la cui fattività eroica e operosa s’infrange nel muro solido di un virile modello costruito a contrasto dalla pazienza secolare degli uomini. Insomma sono state narrate tutte quelle qualità profondamente femminili che il mondo può accettare, e in certo qual modo metabolizzare, solo nella culla della loro finzione.

 

Produzioni del Teatro Stabile di Catania

La programmazione si snoderà dal dicembre 2011 fino al luglio 2012 nelle tre sale Verga, Musco e Ambasciatori, per approdare in estate nelle sedi en plein air del Cortile Platamone e del Teatro greco-romano, in una visione di turismo culturale sviluppata in sinergia con le istituzioni attive nel territorio. Un vasto repertorio che muove da Shakespeare e dal coevo Cervantes fino ai nostri giorni, senza escludere l’approfondimento contemporaneo dei millenari miti classici.

Ancora una volta spicca l’impegno produttivo dell’ente: su quattrordici titoli, ben otto sono produzioni proprie, a partire dallo spettacolo inaugurale La Mennulara, tratto dal pluripremiato romanzo d’esordio di Simonetta Agnello Hornby, palermitana ma londinese d’adozione. E la Sicilia è la vera protagonista del racconto. Personaggio enigmatico e sfuggente, una volitiva serva-padrona gestisce anche post mortem il destino della casa in cui ha prestato servizio. Mennù è una figura fuori dal coro, una siciliana “semi-desta” per dirla con Giuseppe Tomasi di Lampdedusa, in una terra appena sfiorata dal boom economico e sempre afflitta da mafia e ingiustizie. Riduzione e adattamento sono firmati a quattro mani dall’autrice insieme a Gaetano Savatteri, regia di Walter Pagliaro, scene di Giovanni Carluccio, costumi di Giuseppe Andolfo, musiche di Marco Betta, luci di Franco Buzzanca. Nel ruolo del titolo Guia Jelo, affiancata da Ileana Rigano, Mimmo Mignemi, Angelo Tosto, Fulvio D’Angelo, e ancora Raffaella Bella, Giorgia Boscarino, Filippo Brazzaventre, Valeria Contadino, Turi Giordano, Yvonne Guglielmino, Alessandro Idonea, Camillo Mascolino, Emanuele Puglia, Raniela Ragonese. Da segnalare la partecipazione di Pippo Pattavina nel ruolo di Orazio Alfallipe (Verga, 2 -23 dicembre).

Il Teatro Stabile di Catania conferma così la propria vocazione mirata a valorizzare la drammaturgia e la narrativa isolana. Nella medesima ottica si pongono le annunciate messinscene di Brancati, Martoglio, Pirandello e un recente dramma dedicato al tema dell’emigrazione.

Caterina Leher, educata alla severa dottrina calvinista e dilaniata dalla propria omosessualità, è la tormentata figura brancatiana intorno a cui ruota La governante, tragedia di un irrisolto conflitto morale che si consuma nella dimora romana altoborghese della famiglia siciliana dei Platania, pure drammaticamente condizionata da una morale bigotta. Il conflitto esplode quando il capofamiglia si confronta con il piglio dialettico della straniera. Regia di Maurizio Scaparro, con Pippo Pattavina, Marcello Perracchio (Verga, 13 gennaio-3 febbraio).

Donne di Sicilia che negli anni Cinquanta salpano per le Americhe, pronte a raggiungere sconosciuti mariti ai quali sono state unite in nozze per procura: le loro volontà, quasi mai libere, i loro sogni, i loro destini, s’intrecciano in La nave delle spose, progetto di Lucia Sardo ed Elvira Fusto. Il cast vede la presenza della stessa Sardo e Miko Magistro; i costumi sono di Marella Ferrera (Verga, 8-30 marzo).

L’ossessione teatrale di Ilse, capocomica in rovina, la spinge fino ad annientarsi in nome del sacro fuoco, sotto lo sguardo impotente del mago Cotrone, che l’aveva accolta nel mondo fantastico dell’estremo capolavoro pirandelliano I giganti della montagna; regia di Giuseppe Dipasquale, scene di Antonio Fiorentino, con Vincenzo Pirrotta, Mariella Lo Giudice, Gian Paolo Poddighe (Verga, 20 aprile-12 maggio).

Crisi in chiave comica di un’amicizia che scivola in follia, ‘A vilanza è frutto del proficuo sodalizio tra Nino Martoglio e Luigi Pirandello, un lavoro che esalta la consacrazione nazionale ed internazionale del teatro in lingua siciliana, assurto per più versi a modello drammaturgico. Un repertorio che lo Stabile catanese si propone perciò di valorizzare. Regia Federico Magnano San Lio, con Mimmo Mignemi, Angelo Tosto (Musco, 5 aprile-5 maggio). L’omaggio a Martoglio conosce un altro momento significativo nell’iniziativa del Teatro Stabile di Catania, che ha fatto rinascere la rivista “Il D’Artagnan”, presentata oggi insieme al nuovo cartellone, che include ancora tre produzioni targate TSC.

Dietro Il teatrino delle meraviglie (da Miguel de Cervantes) monta una grottesca satira contro il pregiudizio razziale, qui incarnato nell’antisemitismo. Testo e regia sono di Roberto Laganà Manoli, con Angelo Tosto, Mimmo Mignemi (Teatro Musco, 10 febbraio-10 marzo). Lo spettacolo si avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Spagna per intervento del console onorario Concetta Bufardeci.

Il tredicesimo punto di Sergio Claudio Perroni è incentrato sulla rigorosa figura di Nilde Iotti contrapposta alle attuali e meno edificanti “carriere” politiche. Uno spaccato di storia della Repubblica nella ricorrenza dei 150 anni dell’Unità nazionale. Regia di Roberto Andò, scene e costumi di Giovanni Carluccio, musiche di Marco Betta, con Michela Cescon nel ruolo principale, Giovanni Argante, Ruggero Cara, Fulvio D’Angelo, Pietro Montandon (Ambasciatori, 15-27 maggio).

Una giovane donna s’immola per la vittoria dell’esercito di liberazione, rinnovando il sacrificio della primogenita di Agamennone: così il mito di Ifigenia rivive nella rielaborazione del rumeno Mircea Eliade, scrittore e storico delle religioni; traduzione Claudio Mutti, regia Gianpiero Borgia, con Franco Branciarioli, David Coco ed Eva Riccobono (Teatro greco-romano, 26 giugno- 4 luglio).

 

Le coproduzioni

In sinergia con altre realtà teatrali nazionali, lo Stabile etneo coproduce altri due spettacoli. Sensualità e disperazione sono le cifre di Blanche, protagonista di Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams, traduzione Masolino D’Amico, regia Antonio Latella, con Laura Marinoni e Vinicio Marchioni, produzione Teatro Stabile di Catania, Emilia Romagna Teatro Fondazione (Ambasciatori, 10-22 aprile).

Una madre padrona e le figlie forzate a castità animano il più famoso lavoro teatrale di Federico García Lorca, La casa di Bernarda Alba, con Lina Sastri e Anna Malvica, produzione Napoli Teatro Festival Italia, in coproduzione con Teatro Stabile di Catania, Teatro Stabile di Napoli (Cortile Platamone, 8-30 giugno). Anche questo spettacolo gode del patrocinio dell’Ambasciata di Spagna.

 

Produzioni ospiti

Coerenti con la linea tematica declinata al femminile sono le quattro produzioni ospiti. La fantastica metamorfosi di un essere umano da maschile a femminile, senza bisturi ma grazie secoli di consapevolezza, è il nucleo da cui si sviluppa La commedia di Orlando, liberamente tratta da “Orlando” di Virginia Woolf, regia e drammaturgia di Emanuela Giordano, con Isabella Ragonese nel ruolo del titolo ed Erika Blanc, produzione Compagnia Enfi Teatro (Ambasciatori, 17-22 gennaio).

Uno sfaccettato universo femminile, furbe burlone e fanciulle da marito, circondano il pingue Falstaff shakespeariano che esce sconfitto dal cimento in Le allegre comari di Windsor, traduzione e adattamento Fabio Grossi e Simonetta Traversetti, regia Fabio Grossi, con Leo Gullotta, produzione Teatro Eliseo (Verga, 7-26 febbraio).

Noia e mal de vivre, irreparabili guasti del Secolo Breve, scatenano il dramma della Signorina Giulia di August Strindberg, versione italiana e regia Valter Malosti, con Valeria Solarino, lo stesso Malosti e Federica Fracassi, produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con Teatro di Dioniso (Ambasciatori, 2-7 marzo).

La primadonna Donata Renzi scopre per la prima volta nella vita quella passione che in scena sa così bene esprimere senza averla mai provata: sua la meraviglia e l’angoscia di Trovarsi, commedia concepita da Luigi Pirandello per Marta Abba e oggi affidata a Mascia Musy, adattamento e regia sono di Enzo Vetrano e Stefano Randisi; produzione Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina (Ambasciatori, 2-6 maggio).

 

Programmazione per le scuole

Particolare rilievo assume nell’attività del Teatro Stabile di Catania la programmazione ad hoc per le scuole. Per la prossima stagione l’ente produce la fiaba teatrale di Evgenij Schwarz Il drago, adattamento e regia sono di Ezio Donato, la collaborazione drammaturgica e il training di formazione degli attori sono affidati a Jean-Paul Denizon, movimenti coreografici di Donatella Capraro, musiche a cura di Carlo Insolia; interpreti gli allievi della Scuola d’Arte drammatica “Umberto Spadaro”. La morale della storia può essere sintetizzata in una battuta del testo: “Pensa che sia facile amare gli uomini?”. Da queste parole emerge un formidabile stimolo per comprendere che il “drago” è intorno a ciascuno di noi; forse vive nella casa accanto… riconoscerlo, combatterlo, come fa il prode Lancillotto nel suo ostinato amore per l’umanità, induce ad un umanesimo che diventa ai nostri giorni una posizione sempre più necessaria.

 

Sinergie con altre realtà teatrali. Attività culturali e formazione

Prosegue la rassegna “Comics”, dedicata ai talenti della comicità teatrale e televisiva, e realizzata in  partnership con l’associazione Aspettando Godot diretta da Marco Vinci

Il Teatro Stabile di Catania conferma altresì il costante e indefesso impegno culturale indirizzato su più fronti: la formazione teatrale in senso stretto con la Scuola d’arte drammatica intitolata ad Umberto Spadaro, l’attenzione agli studenti di ordine e grado con il Progetto Teatro Giovani coordinato da Ezio Donato, gli incontri con i protagonisti del panorama teatrale confluiti nel ciclo “Doppia Scena”, l’apertura alle altri arti con le rassegne “Filminscena” e “Librinscena”.