Dopo i tagli ai Docenti ecco quelli agli ATA – In Sicilia -1.585…(da ceripnews)
Se qualcuno si era illuso che fosse finito il tormentone dei tagli agli organici per il prossimo anno scolastico, adesso scoprirà con molta frustrazione che oltre ai tagli dei posti docenti già noti, su scala nazionale si perdono ben 14.166 posti ATA. E’ questo lo scarto tra organico di diritto a.s. 2010/2011 (221.289) e organico di diritto a.s. 2011/2012 (207.1213), secondo la tabella di marcia del MIUR, con la benedizione del MEF.
In Sicilia si perdono ben 1.585 posti (O.D. 2010/11: 22.486 > O.D. 2011/2012: 20.901); nella scala dei tagli siamo terzi dopo la Campania (-1.782) e la Lombardia (-1.754); poi seguono: Lazio (-1.238) e Puglia (-1.208). Tutte le altre regioni vanno sotto il 1.000 con  -972 del Veneto fino al -123 del Molise.
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Organico ATA: i tagli del MIUR (14/04/11)

Nel corso dell’incontro programmato MIUR – OO.SS. Scuola concernente l’organico del personale ATA per l’a.s. 2011/12: è stata fornita una prima informativa sia sui criteri di determinazione dell’organico in relazione agli obiettivi di contenimento che l’Amministrazione deve conseguire sia sulla circolare di accompagnamento del decreto interministeriale.
E’ stato comunicato che lo schema di decreto riproporrà sostanzialmente le disposizioni già applicate nel corrente anno scolastico, tenendo conto dell’entrata a regime del regolamento per la determinazione degli organici del personale ATA (dPR 119/08) e considerando che non è più prevista la riduzione di ulteriori mille posti ex Finanziaria 2008.
Il mancato conseguimento di riduzione dei posti di DSGA, a seguito del dimensionamento, sarà compensato con il decremento dei posti di organico dei profili di assistente amministrativo e tecnico.
Il taglio complessivo – che dovrebbe attestarsi sulle 14.166 unità – è così articolato: 147 DSGA, 2.805 assistenti amministrativi, 456 assistenti tecnici, 10.758 collaboratori scolastici.
L’Amministrazione ha comunicato che nella formulazione della dotazione organica nazionale e nella ripartizione nei contingenti regionali si terrà conto, congiuntamente, delle tabelle di calcolo e di specifici indicatori di contesto (condizioni socio-economiche delle singole aree geografiche; presenza di alunni diversamente abili; flussi di immigrazione; tipologie delle istituzioni scolastiche e dell’edilizia scolastica.
La CISL Scuola
– ha riaffermato il totale dissenso contro la politica dei “tagli”, orientata esclusivamente al conseguimento di risparmi, che sempre più determina problemi di funzionalità per le istituzioni scolastiche e compromette il buon andamento e la qualità del servizio;
– ritiene che l’utilizzo di indicatori di contesto non possa risolvere le crescenti difficoltà delle scuole: sono più che mai necessari, invece, interventi sul piano politico e normativo volti all’emanazione di provvedimenti che determinino investimenti di risorse umane e finanziarie a favore della scuola pubblica;
– ha confermato l’esigenza di un confronto sui “carichi di lavoro” del personale per la determinazione di un organico che sia funzionale alla scuola dell’autonomia ed alle competenze decentrate a livello di singola istituzione scolastica (oltre che alla vigilanza, sorveglianza e sicurezza degli alunni);
– ha ribadito la richiesta di assumere a tempo indeterminato su tutti i posti vacanti e disponibili
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