Dunque l’affaire Ds Sicilia va avanti a colpi di sentenze. Davvero il diritto ci riserva sempre nuovi colpi di scena, sempre nuove sorprese. Il direttore dell’Usr aveva appena nominato una nuova commissione per il rifacimento del concorso, ma, diciamocelo francamente, a questa opportunità avevamo creduto tutti poco…di Silvana La Porta

Un nuovo concorso con i presidi vincitori già al loro posto da anni, che li costringesse ad abbandonare la loro sede e il loro ruolo? Certo la sentenza del Cga parlava molto chiaramente di “rinnovazione delle procedure concorsuali”, ma tra le sentenze e la realtà effettuale, avrebbe detto il caro Machiavelli, c’è, l’Italia ci ha ormai abituato, un abisso.
E dunque il Tar di Palermo ha ripristinato, dando ragione al comitato dei vincitori del concorso, le “corrette” modalità interpretative delle precedenti sentenze del CGA, ritenendo che si dovesse limitare la censura solo alla fasi viziate.
Quindi il problema sono le prove scritte. Ma non c’è bisogno di rifarle, sono già lì, basta ricorreggerle. Ma ve lo figurate? Compiti già corretti, non intonsi, vengono di nuovo esaminati, riletti, stavolta in tempi ragionevoli, e poi valutati, naturalmente da una nuova commissione. Ma come garantire l’anonimato? E qui casca l’asino. Cioè entriamo in uno scenario che lascia perplessi. Ricorrezione delle prove già corrette, con tutti gli errori già segnati. Una nuova correzione dovrà tenere conto di tante cose: bisognerà cancellare i voti precedentemente attribuiti, inserire gli elaborati in nuove buste, facendolo in modo assolutamente certo ed esente da eventuali sospetti. Poi sarà necessario provvedere le buste di nuovi numeri identificativi progressivi, all’interno delle quali saranno collocate le buste piccole contenenti le generalità dei candidati.
Sarà un’operazione molto delicata.
La nuova commissione, trovandosi a correggere i vecchi compiti, in sostanza si troverà a dover fare i conti con l’operato della precedente. Lo negherà o lo confermerà? E che ne sarà degli scritti con errori ortografici? Di questi, sicuramente, anche perchè tutti staranno con gli occhi sgranati, sarà fatta adeguata valutazione (ed eliminazione).
Certo un nuovo concorso avrebbe rimesso tutti ai bordi di partenza. E sarebbe stato la giusta e legale soluzione alla questione. Non ci piove. Ma forse la ricorrezione, se sarà fatta con coscienza, imparzialità e correttezza, ci dirà finalmente chi meritava e chi no su quelle antiche prove, non su nuove e altri scritti. E così, forse, avremo la verità su questo famigerato concorso. Anzi la Verità con la v maiuscola, come quella muta presenza che assisteva al dialogo tra Francesco Petrarca e Sant’Agostino. Naturalmente mutatis mutandis, anche se di debolezze umane Franceschino se ne intendeva…

Silvana La Porta