Vi segnaliamo il sito “Controriforma docenti arrabbiati”, creato da alcuni docenti con l’intento di divulgare le mozioni delle scuole d’Italia contro la riforma Gelmini. Vi alleghiamo il link e la mozione del liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale…

http://controriformadocentiarrabbiati.jimdo.com/
Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale (CT)
IL NOSTRO DISSENSO

In questo momento di grande sofferenza della Scuola italiana,che si configura sempre più come una realtà, più che complessa, confusa e complicata, i docenti del Dipartimento di lettere del ginnasio del Liceo classico Gulli e Pennisi di Acireale sentono il dovere di manifestare il proprio dissenso rispetto ai tagli di orario, di personale e di qualità operati nella scuola pubblica a partire dal corrente anno scolastico.
Pur consapevoli che occorre coordinare tra docenti precari e di ruolo un’efficace azione di protesta, comunque il silenzio ci sembra un tacito assenso a quanto imposto dall’alto; da ciò nasce l’esigenza di condividere le nostre riflessioni con tutti coloro che hanno a cuore il compito fondamentale della Scuola, cioè quello della formazione delle coscienze, a cui concorre lo sviluppo delle conoscenze, abilità e competenze.
Se è vero che si educa con l’esempio, per cui occorre sempre un forte richiamo alla coscienza professionale e umana di coloro che sono preposti alla funzione educativa, è anche vero che la riduzione di ore di scuola e la decurtazione dell’orario scolastico di alcune discipline ad alto valore formativo (vedi l’italiano , storia e geografia ) configura la Scuola italiana come un ente prevalentemente informativo, funzionale, nella migliore delle ipotesi, a costruire INDIVIDUI forniti di conoscenze, abilità e competenze, ma inadatto, o addirittura non interessato alla formazione delle PERSONE, sprovvisto di un’idea di UOMO e di POLITHS a cui tendere e far riferimento. Ecco che allora, lungi dall’essere poco colpito dal nuovo ordinamento, come siamo stanchi di sentirci ripetere, il liceo classico soffre a causa di interventi che lo feriscono profondamente nella sua natura e nella sua funzione, infatti oggi il liceo classico è caratterizzato da una proliferazione e frammentazione delle discipline, che hanno spostato l’originario non multa sed multum verso il suo opposto, non multum sed multa. La decurtazione delle ore di lettere al ginnasio, avrà pesanti ripercussioni sul piano della didattica, in quanto la penalizzazione di un gruppo coeso e coerente di insegnamenti che hanno visto la riduzione da 18h a 16h, ed il contestuale obbligo di riconduzione alle 18h di lezione frontale, istituzionalizza la distruzione della valenza prettamente formativa del ginnasio, (pochi insegnanti, per facilitare il coordinamento metodologico, culturale, disciplinare e valutativo) laddove di fatto impedisce ad un unico docente di modulare nella classe metodi, tempi e carico di lavoro pomeridiano, al fine di guidare gli allievi in un cammino che, prima ancora che cognitivo, è essenzialmente formativo e non sommativo perciò ci sentiamo particolarmente chiamati in causa e desideriamo rispondere in modo sereno, ma fermo alla situazione attuale

a)      rifiutando tutti gli incarichi aggiuntivi alla pura attività didattica;
b) rifiutando un modello di scuola che ruota attorno ai PON che scavalcano l’attività curriculare in tutte le sue componenti, dall’individuazione degli obiettivi alla valutazione finale;
c) rifiutando il giro di interessi economici che gestisce l’ingresso della multimedialità nella scuola, mascherato dietro l’affermazione che non è più tempo di veicolare la LEZIONE attraverso la PAROLA ( valga a smentire tale asserzione il successo tra i giovani e i giovanissimi delle lecturae Dantis, da quelle di Benigni alle molteplici meno note che proliferano in tutta Italia);
d) rifiutando di assolutizzare le metodologie didattiche, che devono essere al servizio del processo educativo e non costituirne l’essenza.
Riteniamo, inoltre, che la nuova situazione in cui ci troviamo ad operare chieda con urgenza di passare dalla didattica della programmazione alla didattica delle strategie e della flessibilità, perché la frammentazione e precarizzazione dell’insegnamento vanifica il concetto di programmazione quale si è codificato negli ultimi decenni; ne consegue la ridotta funzione del Consiglio di classe, il cui compito diventa essenzialmente quello di definire le coordinate entro cui debba muoversi l’attività didattica annuale e di monitorare l’andamento didattico e disciplinare della classe. Viceversa, svolge un ruolo fondamentale il Dipartimento, all’interno del quale i docenti definiscono le linee guida dell’insegnamento delle discipline, quale si configura nel contesto ambientale di riferimento, garantiscono l’omogeneità e la continuità della didattica e trovano il sostegno al lavoro personale nelle classi.
Concludendo, desideriamo affermare con forza la nostra volontà di lavorare nella scuola
– mettendo al centro dell’attività didattica la LEZIONE, con la varietà di metodologie e strategie che ciascun docente riterrà di dover applicare, perché la Scuola ha significato solo se i discenti sono messi in grado di imparare e maturare la preparazione che ogni ordine di scuola è deputato a conferire;
– indirizzando l’insegnamento allo sviluppo della pensosità, che comporta riflessione e criticità, perché la scuola non è un corso di formazione professionale, funzionale allo sviluppo di competenze lavorative, ma un servizio finalizzato alla formazione della persona;
–  favorendo l’applicazione di una didattica metacognitiva, che privilegi la consapevolezza dell’apprendimento rispetto all’oggetto dell’apprendimento…
§  Dipartimento A052 Ginnasio
– Acireale Settembre 2010