Come cronaca annunciata, la chiusura delle scuole per le elezioni politiche ed amministrative di questa tornata e delle altre già fissate in date diverse, come in Sicilia…(da ceripnews)

 

 

 

apre la stura alle discussioni sul recupero o meno dei giorni di lezioni perduti e/o da recuperare o meno per garantire un’approssimazione possibile ai famosi 200 giorni di lezioni previsti da un calendario scolastico che non tiene in alcun conto delle variabili possibili, trarre le feste comandate ed i festini locali.
In verità va fatto un netto distinguo tra elezioni e concorsone: al momento della compilazione del piano annuale delle attività il Ds ha il dovere di calendarizzare le date certe e conosciute o presunte delle possibili sospensioni delle lezioni – quindi, almeno per quest’anno – era scontata la tornata elettorale di primavera, poi anticipata a questi giorni; meno certa, anzi del tutto incerte e non prevedili erano le date del concorsone con tanto dispiegamento di istituti destinati a sedi d’esame e non solo per un giorno, ma per due e tre ed anche a più riprese!
Ora si pone la seguente domanda: un evento non previsto e non prevedibile al suo origine (sospensione forzosa delle lezioni/attività didattiche, disinfestazione non programmata, allagamento, terremoto, atti vandalici, ecc.) che impedisce l’attività didattica va necessariamente compensato con giorno/i di recupero? Se l’inibizione dell’accesso a scuola di uno o più giorni accadesse nell’ultima settimana delle lezione, sarebbe comunque da recuperare? Non ci pare proprio, anche perché se così fosse si rischierebbe di travalicare il termine delle lezioni/attività didattiche fissato dai calendari nazionale e regionali
e non verrebbero più assicurati scrutini ed esami.
Ma nonostante queste riflessioni, scontate si direbbe, ogni volta tanti “sapienti” in diritto (ovviamente quando fa comodo il “diritto” non si invoca!) tornano a discutere su questa situazione che, a quanto pare, è irreversibile dato che le scuole sembrerebbero l’unico ambiente idoneo per assicurare esami concorsuali e votazioni.
Da qui le proposte più insensate: i giorni si recuperano durante le vacanze di Pasqua; si apre la scuola il sabato per tanti giorni quanti sono quelli “persi”; si organizzano rientri pomeridiani (ma giornata è sempre la stessa!) determinando una “non stop” in una o più giornate solo per fare spettacolo ed affermare uno pseudo-diritto, appunto, e non per assicurare la qualità del servizio scolastico, ecc. .
Tutto questo accade anche in Sicilia dove i Ds ed i rispettivi OO.CC. di Circolo/Istituto considerano un optional quanto previsto dal calendario regionale che, a quanto pare, si legge solo per annotare i giorni di vacanza fissati nell’anno.
Per memoria, e solo per chi vuole capire (sic!) si ricorda che in Sicilia quest’anno sono stati computati 210 giorni di attività didattica/lezioni (meno 1 giorno destinato alla festa del Santo Patrono se ricadente nell’anno scolastico).
La tempistica – a prima vista contestata da qualcuno – ha tenuto conto delle tornate elettorali (votazioni nazionali, regionali ed amministrative), con almeno 6 giorni di sospensione delle attività didattiche; inoltre non
vanno recuperati i giorni di sospensione delle attività didattiche/lezioni per eventi non previsti e non prevedibili e non inseriti nel Piano annuale delle attività redatto dal Dirigente Scolastico ad inizio dell’anno.
Questa postilla è stata inserita proprio per evitare le storture che sono state denunciate in Assessorato nello scorso anno e che, purtroppo, si stanno ripetendo quest’anno! Non ci vuole molto a capire che non bisogna essere super-realisti però a senso unico; o peggio rispettosi del “potere autonomistico della Regione”, solo quando fa comodo!
Per questo motivo Ceripnews invita formalmente il neo-assessore regionale all’Istruzione, Nelli Scilabra, di concerto con il Direttore Generale dell’USR Sicilia, Maria Luisa Altomonte, a ricordare ai Ds delle scuole siciliane quanto previsto dal D.A. sul calendario scolastico regionale e le norme ad esso correlate.
In ogni caso, è bene ricordare, che       il termine delle attività didattiche/lezioni in Sicilia è fissato categoricamente al 12 giugno 2013 anche se non si sono maturati i fatidici 200 giorni di lezione/attività didattica o non sono stati utilizzati tutti i giorni a disposizione dei CdC/CdI. (ninni bonacasa)