Il maestro Epifanio Comis può essere davvero considerato ormai un vanto tutto etneo:  pianista di fama internazionale, ha suonato nei teatri più prestigiosi in Europa, negli Stati Uniti e in Asia. Ma, dopo un’intensa carriera concertistica, ha deciso di dedicarsi alla sua attività preferita, l’insegnamento…

E in questo suo appassionato lavoro, in questo suo condividere con gli allievi la sua decennale esperienza, è diventato un magico scopritore di talenti. La Chiesa della Badia di Sant’Agata ha fatto da incantevole sfondo, domenica 29 aprile, proprio al concerto finale della terza edizione della Masterclass di alto perfezionamento pianistico, che ha visto come protagonisti cinque giovani talenti arrivati nella bella Catania dalla Russia, l’Ucraina, il Sud Corea e, naturalmente, l’Italia. Infaticabile irettore artistico della manifestazione il maestro Giovanni Cultrera, in collaborazione con la Rachmaninov Society Italia e la nostra Camerata Polifonica Siciliana, diretta dal maestro Giovanni Ferrauto, sempre attenta a convogliare a Catania esperienze musicali significative.

E’ stato un concerto affascinante, che ha visto al pianoforte giovani motivati, dotati di una tecnica straordinaria, di grande espressività, di un tocco sempre preciso, ma nel contempo dolce e coinvolgente. Noi abbiamo preferito l’esecuzione dei pianisti di area slava: bravissimo l’ucraino Dmytro Choni che ha eseguito una splendida pagina di Liszt  (Années de pèlerinage. Deuxième Année. Italie, S 16: n. 7 Après une lecture de Dante): bellezza e profondità di suono, massima chiarezza nel fraseggio, tecnica poderosa ed uno slancio espressivo faranno  di questo giovane artista un futuro autentico fuoriclasse. Non da meno  Alexander Panfilov, moscovita, che ha padroneggiato con disinvoltura le notevoli difficoltà tecniche della Sonata n. 2 in si bemolle minore, op. 36 di Sergej Rachmaninov:  il pianoforte sotto le sue mani ha raggiunto un volume di suono orchestrale con una tecnica sicura e brillante, che non esita a spingersi fino a raggiungere le vette più alte del virtuosismo. Altrettanto vigorosa la performance di Sergey Belyavskiy, che ha ricreato un Liszt rispondente alla sua più genuina ispirazione.

Ma anche gli altri giovani pianisti hanno saputo trasmettere intense emozioni. Il nostro Elia Cecino, con la Sonata n. 3 in fa diesis minore, op. 23 di Aleksandr Skrjabin, ha rivelato ottime abilità, il coreano David Jae-Weon Huh  ha stupito con le sue indiscutibili doti tecniche, in lui  grazia e armonia si sono ben coniugate con eleganza e precisione e non sono mancati autentici slanci virtuosistici che hanno entusiasmato la  platea. soprattutto nell’esecuzione su temi di walzer, tratti dall’operetta Die Fledermaus di Johann Strauss.

Grandi applausi finali e una chiara consapevolezza: Epifanio Comis si è rivelato un didatta di altissimo livello che in pochi giorni ha saputo mettere in rilievo le migliori qualità dei suoi studenti nell’ atmosfera mediterranea della bella Catania. Ad maiora.

Silvana La Porta