Lo sapevamo che l’Italia era quella dei corsi e ricorsi storici. E la storia dell’esame di maturità, o di Stato come più precisamente bisognerebbe chiamarlo, ce lo conferma…

E’ notizia di qualche ora fa: tornano i commissari interni come dieci anni fa. Dall’anno prossimo cambia l’esame di maturita’, ”solo commissari interni”. Lo ha proclamato a gran voce il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in un’intervista a Repubblica. ”Nella stagione 2015-2016 dovremo tornare ai commissari interni, niente piu’ convocazioni da lontano. E un presidente di garanzia, che non deve arrivare per forza da fuori provincia”, afferma il ministro che oggi, nel primo giorno di scuola, visitera’ l’istituto tecnico agrario ”Emilio Sereni” di Roma.

Insomma niente più spostamenti. Così, vien da dire, si risparmia un po’. Quattro soldini ai professori interni e buonanotte.

Eliminata anche la celeberrima tesina, oggetto di tante discussioni: ”Chiuderei l’esperienza della tesina di fine anno, un atto compilativo che e’ diventato solo un fiore al bavero, una collanina graziosa. Gli studenti dovranno presentare un progetto che riguardi tutto l’anno trascorso: un lavoro piu’ teorico per i licei e un prodotto finito per i tecnici. Ascolteremo i pareri, in questi due mesi, anche su questo argomento”.

Niente aspetto severo, dunque, tutto sans souci: ”L’esame di maturita’ deve perdere quell’aspetto da giudizio divino, che tra l’altro lo ha fatto diventare costoso. Deve riprendere un ruolo di appuntamento di sintesi di un anno scolastico, addirittura di un ciclo”

Interni, esterni, interni, esterni. E’ un po’ come il m’ama non m’ama. Stavolta vincono gli studenti che della notizia saranno particolarmente felici.

Silvana La Porta