Certo che agli esami se ne sentono delle belle. E cominciano a giungere testimonianze varie dalle diverse scuole d’Italia che la dicono lunga sulle conoscenze a volte lacunose degli alunni…di Silvana La Porta (da La Sicilia)

 

I giovani cadono innanzitutto sul tormentone di tutti i tempi, i famosi “Promessi sposi”, facendo affermazioni simili: “Lucia, la notte dell’Innominato, stette sveglia imprecando la Madonna di salvarla”. O il sospetto: “E chi ci dice che Lucia non avesse fatto la scema con don Rodrigo?”. Poi qualche anacronismo: “Allora Gertrude telefonò ad Egidio”. Infine un’affermazione da gossip scandalistico: “Perpetua era la convivente di don Abbondio”. Ma nemmeno a Pirandello va meglio, se il suo romanzo s’intitola per magia “Il fu Mattia Bazar”. O, alla domanda del prof: “Che cos’è Narciso e Boccadoro?”, la risposta non troppo convinta: “Ehm… un film con Cicciolina?”; mentre l’ideale dell’ostrica di Verga diventa…l’ideale dell’ostetrica.

In storia qualcuno esordisce con un “Prof, parlerò dello sbarco in Lombardia!”, mentre in latino Il protagonista dell’Eneide fa una conoscenza sudamericana: “E così Enea incontrò la sibilla cubana”.. Fino a perle dantesche: “Nella Divina commedia i dannati all’inferno subiscono la pena del contrabbasso”.

Nemmeno l’Olocausto mostra di essere stato ben compreso, se “Hitler decide di sterminare la razza Arianna.” Così, tra caldo, fatica e castronerie varie, passano gli esami, ancora una volta, anche quest’anno.

Fino a un’immagine bellissima, frutto di una contaminazione tra gusto e vista: le papille gustative si trasformano, per incanto, nelle pupille gustative. Che simpatica, una lingua… che vede: ditemi se i nostri alunni mancano di creativa genialità…

 

Silvana La Porta (da La Sicilia del 12 luglio 2013)