Esuberi, riconversione in salita L’Ansas ritira il decreto di selezione dei tutor che devono riqualificare i prof senza cattedra…

10/01/2012
 
ItaliaOggi

Coro di no ai mini corsi di 132 ore per il Sostegno all’handicap

di Alessandra Ricciardi


Troppo poco. Non bastano 132 ore di lezione (di cui 120 on line) per riqualificare un docente di ruolo, magari di materie tecniche e dunque senza laurea, e farne un titolare del Sostegno all’handicap. É il coro di critiche che ha accolto il primo corso di riconversione professionale dei docenti in esubero (circa 10 mila in tutta la scuola il personale di ruolo, tra prof e non) che hanno perso la titolarità della cattedra e che rischiano, senza una nuova collocazione, il licenziamento dopo 2 anni di cassa integrazione.

Circa 3 mila solo gli insegnanti tecnico-pratici. L’Ansas, l’agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica, ha ritirato nei giorni scorsi il bando di gara del 12 dicembre con sui aveva avviato la selezione per i tutor dei percorsi di riconversione. Motivazione: «Sopravvenuti motivi di pubblico interesse e di nuova valutazione dell’interesse pubblico originario». Tra i più contrari ai percorsi le associazioni dei genitori di ragazzzi con disabilità, capitanate dalla Fish, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap: «Serve una formazione vera per un ruolo delicato, quello di aiutare giovani con difficoltà», attacca la Fish, «i corsi vanno organizzati secondo le indicazioni del decreto 249/2010, che prevede 60 crediti formativi per i docenti di sostegno». Contrarissimi anche i docenti di sostegno precari (800 ore di corso alle spalle e tirocinio) che rischiano di veder occupare le cattedre libere dai prof riqualificati in pochi mesi. Trovare la quadra non sarà facile per il ministro dell’istruzione, Francesco Profumo. La legge prevede che il personale in esubero rispetto al suo profilo originario di assunzione sia necessariamente ricollocato: prima la riqualificazione professionale verso altre classi di concorso con carenza di organico, poi la mobilità territoriale, anche verso altri comparti della pubblica amministrazionee e in una regione diversa da quella di appartenenza. Se proprio non si riesce a piazzare l’insengnate soprannumerario, spunta il ricorso alla cassa integrazione (due anni all’80% dello stipendio) e infine il licenziamento. Nella scuola la categoria più a rischio è quella dei docenti tecnico-pratici.

La classe di concorso con più vuoti in organico, circa 30mila, è quella del Sostegno.

Ma La strada per annullare il più della prima categoria con il meno della seconda è tutta in salita.